Kitty's Kitchen

in the food for love

CAT | cucina giapponese

La carrellata di ricette di questa settimana pensavate fossero tutte a caso? Eh no! Invece erano la storia di un percorso organizzato e studiato con estrema precisione per giungere proprio qui… Al fine settimana. Facciamo quindi un riassuntino delle puntate precedenti tutte in una scatola!
Ricordate il mio primo bento? Ok! Adesso che ho capito come funziona, mi sono impegnata di più e ho realizzato anche il secondo! In realtà oggi non vi scrivo una vera ricetta ma posto solamente qualche idea utile per fare un picnic o per realizzare un bento.

BENTO PER PICNIC DI MAGGIO

- Fave al sale
- salsa di soia (per gli onigiri) nel contenitore celeste
- seitan fumè mediterraneo
- carote con maionese di soia bio
- uovo sodo con egg mold

Solo qualche suggerimento per fare le uova con l’egg mold:
Scegliere uova medio-piccole e metterle sul fuoco in un pentolino con acqua. Mentre l’acqua va in ebollizione girare spesso il liquido sempre nello stesso verso. Serve per far posizionare il tuorlo esattamente al centro dell’uovo. Cuocere un paio di minuti dopo che l’acqua ha raggiunto il bollore. Dopo di che sbucciarle come un qualsiasi uovo sodo. A questo punto prendere lo stampino e inserirvi dentro l’uovo. Non importa se premendo l’albume si scalfirà un poco o andrà fuori dalla forma esatta chiudete comunque lo stampo e immergetelo in acqua fredda. Aspettare una decina di minuti e estrarli. Aspendo gli stampini… MAGIA! Avranno le forme desiderate!

Accompagnare il picnic con un birra giapponese gelata.
E per finire? Si poteva stare senza dolcetto e frutta? Nooooo

- Mela lime e cannella

- Kiwi al limone

Buon fine settimana e buoni picnic!

Con questa ricetta partecipo alla racconta di Desperate houseviz: Ricetta da schiscetta


Gli onigiri, sono le polpette di riso giapponesi. Ce ne sono in infinite varianti, sia per la forma sia per i tipi di riso e ripieno utilizzati. Leggevo che in giappone si mangiano un pò come piatto unico un pò come snack, per questo si possono consumare sia caldi che freddi. E sono ideali per pic nic o da mettere in un bento. Per il ripieno tradizionalmente viene usato l’umeboshi che è un condimento a base di prugne salate o il salmone o le verdure. Io avevo acquistato degli insalatini di Daikon. Gli insalatini, sono verdure sotto sale, fermentate naturalmente che aiutano la digestione. Ovviamente se non li fate in casa, è necessario acquistare un prodotto naturale e biologico che non abbia aggiunta di aceto e spezie. Se consiglia anche l’assunzione giornaliera per prevenire il cancro. Tutte queste info potete leggerle anche su questo libro (p.343).

Ma tornando a noi. Avevo questi insaltini di daikon che ho usato per farcire gli onigiri. Il barbatrucco per farli? E’ la formina.
ONIGIRI (x 3 pezzi)
200 gr riso (preferibilmente a chicco piccolo)
Alga nori
insalatini di daikon
sale
semi di papavero
Lavare bene il riso sotto l’acqua fino a che questa non diventa trasparente. Lessare il riso il acqua in propozione 1:1. Cuocere in acqua salata a fuoco alto per i primi 5 minuti poi abbassare e cuocere al minimo per altri 10 minuti. Spegnere la fiamma e continuare la cottura nel suo vapore per 15 minti senza togliere il coperchio. L’idea sarebbe avere una rice cooker. Scolare il riso disporlo nella formina con la palettina apposita, all’interno mettere qualche fettina di insaltini di daikon e altro riso per sigillare. Chiedere la formina ed estrarre il triangolino. Io ho passato tutii i bordi nei semi di papavero e applicato un ritaglio di alga nori rettangolare alla base.
INSALATINI PRESSATI DI DAIKON
2 grossi daikon con le foglie
1/2 tazza di sale marino
1 recipiente pesante di terracotta
Lavare il daikon e le foglie lasciarlo 24 ore ad asciugare all’aria. tagliarlo a fettine sottili e nel contenitore iniziare a disporre una strato di sale, poi un o strato di daikon e continuare così alternado sale foglie e daikon coprire con un piatto e metterci un peso sopra (sasso). Coprire con un panno e lasciare che le verdure perdano la loro acqua di vegetazione. Quando questo succede alleggerire il peso con un altro più leggero e lasciare le verdure a marinare 1-2 settimane in un posto buio e fresco. Trascorso questo periodo, se sono secche, è possibile sciacquarle in acqua fredda e consumarle. Il daikon deve essere sempre coperto dalla sua acqua per non andare a male nel periodo di marinatura.
Ringrazio Piccolacuoca del blog Che Profumino per il premio “blog simpatico”. Grazie sei stata un tesoro!

Chi indovina? Avete già capito!? Volete qualche suggerimento?

- Viene dal giappone
- E’ una alga
- E’ naturale, macrobiotico e davvero light
Ci siete? State pensano proprio a lui? L’avevo già usato per la panna cotta e ho deciso di utilizzarlo per un dolcetto primaverile. Ok! Indovinato è Mr. Agar Agar conosciuto anche come Kanten. Nel 2005 l’agar agar si diffuse moltissimo grazie alle sue proprietà nutritive e soprattutto dimagranti, in giappone ci fu un boom della dieta a base di katen e Tokoroten (gelatina). Laura (the happy housewife!) ci stava raccontando sul suo blog la dieta nipponica e parlò anche del Kanten, dato che siamo in cerca di ricette leggere e anche golose ecco un dolcetto da weekend fresco con poche calorie… Il Kanten originale si fa con del succo di mela bio, io ho pensato ad un sostituto “bruciagrassi” : il tè verde. Ho preso da poco quello di Darjeeling, il Darjeeling viene coltivato sui pendii a sud dell’Hymalaia, considerato un vero e proprio cru del tè, ha tutte le note propietà del tè verde.
KATEN DI LAMPONI, FRAGOLINE DI BOSCO E TE’ VERDE

2 due tazze di tè verde di darjeeling
1 cucchiaino raso di agar agar
1 cucchiaio di malto di riso
15 lamponi
10 fragoline di bosco
foglie di menta

Preparare il tè verde, dolcificarlo con il malto di riso (anche zucchero di canna va bene). Mescolare e aggiungere l’agar agar. Lavare e pulire le fragole i lamponi e disporli nelle terrine che userete in modo da coprire quasi completamente il fondo. Versare il composto di tè sopra ai frutti nei contenitori e lasciar freddare un poco prima di mettere in frigorifero per un paio d’ore. Servire decorato con delle foglie di menta o con altri lamponi (… eh che io nell’attesa li avevo finiti) :)
AH! … Quasi dimenticavo! Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Benedetta: con un poco di zucchero
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