Kitty's Kitchen

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CAT | cucina svedese

Pane di segale
Ho appena iniziato il duro lavoro di panificazione, da brava alieva di Gabriele Bonci e avendo ereditato la famosissima pasta madre di un soldato-panificatore della prima guerra mondiale non potevo restare con le mani in mano e non darmi da fare. Bè, il lievito naturale di cui ho già parlato più e più volte, non sempre da belle soddisfazioni è una tecnica che richiede tempo e pazienza. Uno dei pani forse più semplici da realizzare è proprio quello di segale. L’avreste mai detto? E magari vi piacerebbe anche sapere perchè? Bè:

- perchè prima di tutto può essere fatto con lievito madre anche vecchio di una settimana, cioè il lievito madre non rinfrescato, acido.
- perchè non ha bisogno di particolari cure e accortezze ne nell’impasto ne nella lievitazione.
- perchè è l’unico che in estate e in inverno si impasta con acqua calda.

Bonci ha fatto un bell’esempio dicendo che differenza tra lavorare il pane di segale e quello normale è la stessa che c’è tra la pasta fresca e gli gnocchi. Otterrette un pane umido e compratto della tipologia dei pani tedeschi che spesso si trovano sottovuoto. Io avevo visto delle ricette che prevedevano anche l’uso di uova ma con questa ricetta potete ottenere un pane nero su quel genere senza usarle.

PANE DI SEGALE

500 gr di farina di segale integrale bio (io: demeter)
100 gr di lievito madre (sempre il 20%)
500 gr di acqua calda (sempre 100%)
20 gr di sale

Sciogliere il lievito madre nell’acqua e unire alla farina di segale in una terrina mescolando con un cucchiaio.
Rovesciare l’impasto su una spianatoria inferinata, infarinare l’impasto anche sopra e lavorare il bane come fosse uno gnocco, allungandolo gentilmente.
Mettere il pane in una teglia infarinata e lasciate riposare.
Se volete che il pane in cottura faccia la “gobbetta” appiattite tutto il bordo, se lo volete tutto piano lasciatelo così. Lasciar lievitare 3-4 ore e cuocerlo in forno alla massima potenza, infornare e abbassare la temperatura a 180° cuocere per un ora.
Smorrebrod
E adesso cosa fare con questo pane? Per delle tartine è perfetto in particolare per quelle Danesi che si chiamano Smørrebrød ossia sandwick aperti. Le fettine, non troppo spesse vanno spalmate con del burro (danese anche quello) e accompagnate da affettati di carne e pesce e anche affumicati.

Qualche idea per gli l’abbinamenti?
- aringa e arancia
- burro, ravanelli ed erba cipollina
- cetriolo, crescione o erba di finocchio
e se vi sentite davvero British potete accompagnare il tutto con un tè nero.

Pasta e patate con aringa affumicata e limone

Aringa e patate suona un pochino svedese non trovate? Leggevo che in Svezia cucinano uno specie di sformato con questi due ingredienti, sempre alla faccia di chi, una volta disse che la Svezia non aveva una vera e propria cucina tipica. A parte partenze per Stoccolma e il crispbread, che poi tanto svedese non è, dato che è nel barilla group, oggi, qui siamo very made in Italy, e poi ditela tutta, quando l’italiano trova in frigorifero l’aringa bè la prima idea, subito dopo il crostino credo sia “pasta”, ammettiamolo.
Pasta e patate sono il piatto povero per eccellenza, semplicissimo ma che in fatto di gradimento credo non abbia eguali, nel senso che piace davvero a tutti. L’aringa anche, considerata da sempre un alimento povero, dona a questo primo la giusta sferzata di sapore. Da punto di vista nutrizionale l’aringa è davvero un alimento interessante soprattutto per l’omega 3 che contiene e perchè fornisce un apporto proteico almeno quanto la carne, il mio consiglio infatti è di cucinare questo primo come piatto unico, risulta sicuramente completo e anche abbastanza robusto. Adatto all’inverno insomma.

PASTA E PATATE CON ARINGA AFFUMICATA, LIMONE E TIMO

200 gr di pasta corta
1 patata media
70 gr di aringa
zest di un limone
1 noce di burro
1 cucchiaio di vodka
timo
olio evo
sale

Cuocere la pasta in acqua salata. Tagliere l’aringa a listarelle sottili e in una padella, scottarla con pochissimo burro e sfumare con la vodka, cuocerla solo qualche istante, insieme ad un rametto di timo.
Lessare le patate o in alternativa pelarle tagliarle a fette e cuocerle 4 minuti al micronde con poca acqua, in entrambi i casi lasciatele abbastanza al dente. Metterle in padella con dell’olio, quindi scolare la pasta ancora molto al dente nella padella con le patate e via via terminare la cottura risottando la pasta aggiungendo l’acqua di cottura.
Alla fine aggiungere l’aringa scottata, mescolare bene. Con un riga limoni o altrimenti al coltello fare una zest di limone e aggiungerla sopra alla pasta già inpiattata, foglie di timo per decorare.


Quanti di voi stanno facendo il conto alla rovescia per le ferie?
DAI DAI MANCA POCO! Anche io ormai mi sono contorovescizzata… E tra caldo e poca voglia di mettersi ai fornelli, capita a fagiolo la simpatica raccolta di Sapori diVini, che ci invitano a proporre la nostra bruschetta.
Vorrei tornare a parlare di cucina svedese, in merito avevo già proposto la Svensk äppelrödkål. Tutti sapete che la Svezia non è famosa solo per il salmone affumicato, ma molto di più forse lo è l’aringa. Come per il salmone questa, se accompagnata con dei semplici crostini al burro il suo sapore di mare e la sapidità che la carne acquista con l’affumicatura, ne risulta sicuramente esaltata.

CROSTINI CON FILETTI DI ARINGA AFFUMICATA E ARANCIA

Pane tipo baquette
burro danese non salato
Aringa affumicata
scorza di arancia biologiaca

Spalmare un velo di burro sulle fete di pane, leggermente scaldate in un apadella antiaderente. Sfilettare l’aringa (io l’ho trovata in un unico trancio) e ottenere delle sottili striscioline.
Con un gratta limoni ottere delle striscioline d’arancia e servire.
Con questi cristini partecipo alla raccolta di Sabrina e Luca: BruschetTiAmo

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