CAT | Cucine del Mondo
Di come improvvisamente qualcosa cambi dentro di noi e ci leghi a una persona, di come cominciamo a vederla con occhi diversi, di come questa diventa per noi centro del mondo, non mi è consentito capirne la dinamica. Semplicemente è qualcosa che accade tra chimica e irrazionalità e pare che sia proprio il motore di tutto.
L’ammore, già, fiumi di letterature, sacchettate di cuori rossi che cadono dal cielo, cime inarrivabili che spariscono da un giorno all’altro, insomma letteralmente cervelli in pappa.
Quanto è poi banale, ritrovarsi qui a San Valentino e scrivere e ragionare di questo? Molto, direi. Mi sono ritrovata quest’anno a condividere totalmente le parole di Genny a riguardo, anche io San valentino l’ho detestato per 29 anni, e poi a furia di cervelli in pappa e alla luce di situazioni che ho vissuto, sapere che oggi siamo insieme e domani chissà (grattatina), dico mi dico va bene qualsiasi occasione pretesto, scusa, stupidaggine che ci consente di condividere un momento insieme. Che sia la blasonata festa al quale hanno affibiato il nome “degli innamorati” che sia anniversario, mesiversario, “casa libera” (come si diceva una volta!), prendere il tempo di festeggiarci perchè se non acchiappiamo noi a quattro mani il tempo e gli diciamo “fermati che mi devo godere questo attimo!” lui scivolerà come tanti attimi che scorrono via talmente frenetici e non hanno lasciato nessun segno nella nostra vita.
Poi, diciamolo chi ama cucinare, chi ama quel “concedersi” il piatto prelibato, il dolce a fine pasto e tutto quello che concerne il peccato di gola, bè trovo che a maggior ragione è una persona che ama godersi la vita, il momento e gli attimi speciali con chi ama, il cibo in fondo (e la sua condivisione) non è un atto d’amore la maggior parte delle volte?
Dopo il delirante preambolo che vi siete beccati oggi, nell’augurare a tutti più momenti speciali e meno grattacapi, vi lascio la ricetta di questi cupcake, adatti a San Valentino e adattabili ad ogni momento in cui vogliamo festeggiare e festeggiarci. E poi vi avevo avvisato che questi erano solo i primi no?
VALENTINE’S CUPCAKE
Per i cupcake:
60 gr di farina “00″
60 gr di farina di grano saraceno
150 g di zucchero di canna
40 g di burro
120 ml di latte fresco intero
1 uovo
1/2 bacca di vaniglia (la polpa)
Come sempre procediamo come quando realizziamo i muffin. Unire tutti gli ingredienti liquidi a quelli solidi setacciati. Disporre l’impasto in pirottini (riempire per metà) e cuocere 10 minuti in forno preriscaldato a 180°.
Per il topping:
175 gr di burro
350 gr zucchero a velo
3 cucchiai di acqua calda (circa)
ribes
zucchero a velo
confettini argentati
Fate ammorbidire il burro fuori da frigorifero con il dorso di un cucchiaio schiacciatelo e aggiungete poca acqua. Setacciare lo zucchero a velo continuando a mescolare fino ad ottenere la giusta consistenza.
Con una spatola disporre il frosting sui cupcake e guarnire.
14 feb '11 · 21 commenti · cucina americana, dolci, Finger Food ·
Mancavano da un pochino le mie scatoline porta-pranzo preferite in effeti, non trovate? In inverno uso meno portare il pranzo freddo in ufficio, perchè prediligo più mangiare qualcosa di caldo e cucinato al momento. Invece in estate, quando le insalate la fanno da padrone, ecco che ritiro fuori bento e bacchette per per pranzi all’aria aperta. Tuttavia complici dei bei weekend romani pieni di sole ho rispolverato le scatoline.
Se è la prima volta che passate di qui e non sapete di cosa sto parlando, eccovi il corso di recupero delle faq sui bento e potete anche consultare il post di Semplicemente Pepe Rosa. Il lunch box che vedete, l’ho acquistato dal sito CasaBento che ho visto che ha messo anche delle nuove tariffe di spedizione meno spremi-cliente in effetti, prima erano molto più cari, adesso per un ordini inferiore ai 10 euro si paga meno.
AH! Date anche un occhiata al loro blog dove spesso organizzano contest per vincere dei lunchbox (come quello in corso per san valentino).
Per realizzare questo bento non ci sono vere e proprie ricette, per gli onigiri (cioè gli orsetti) occorre uno stampino e una volta lessato il riso e condito alla giapponese, con aceto di riso si formano le palline e si guarniscono. Io ho utilizzato pezzettini di algha nori e pezzetti di polipo lessato che ho usato anche per il ripieno. Inoltre ho aggiunto, per contorno, delle patate come piace magiarle a me, ecco:

PATATE LESSE CON SENAPE DOLCE E PREZZEMOLO
1 patata lessa
1 cucchiaiao di senape di Digione
prezzemolo
Lessare le patate (vanno bene anche quelle avanzate dai brodi), fate raffreddare, tagliarle e cubetti aggiungere un cucchiaio di senape e delle foglioline di prezzemolo. Io non aggiungo sale perchè la senape è saporita ma potete aggiungerlo a piacimento. Avete una senape forte in casa e volete stemperarla un pò? Una volta ho preparato questa finta maionese, aggiungendo yogurt (provate!)
Per finire in aggiunta ci sono: ravanelli, broccoletto romano, olive, un mandarino e delle foglie di cavolo verza come letto.
11 feb '11 · 24 commenti · Contorni, cucina giapponese, Lunch Box ·

Ho appena iniziato il duro lavoro di panificazione, da brava alieva di Gabriele Bonci e avendo ereditato la famosissima pasta madre di un soldato-panificatore della prima guerra mondiale non potevo restare con le mani in mano e non darmi da fare. Bè, il lievito naturale di cui ho già parlato più e più volte, non sempre da belle soddisfazioni è una tecnica che richiede tempo e pazienza. Uno dei pani forse più semplici da realizzare è proprio quello di segale. L’avreste mai detto? E magari vi piacerebbe anche sapere perchè? Bè:
- perchè prima di tutto può essere fatto con lievito madre anche vecchio di una settimana, cioè il lievito madre non rinfrescato, acido.
- perchè non ha bisogno di particolari cure e accortezze ne nell’impasto ne nella lievitazione.
- perchè è l’unico che in estate e in inverno si impasta con acqua calda.
Bonci ha fatto un bell’esempio dicendo che differenza tra lavorare il pane di segale e quello normale è la stessa che c’è tra la pasta fresca e gli gnocchi. Otterrette un pane umido e compratto della tipologia dei pani tedeschi che spesso si trovano sottovuoto. Io avevo visto delle ricette che prevedevano anche l’uso di uova ma con questa ricetta potete ottenere un pane nero su quel genere senza usarle.
PANE DI SEGALE
500 gr di farina di segale integrale bio (io: demeter)
100 gr di lievito madre (sempre il 20%)
500 gr di acqua calda (sempre 100%)
20 gr di sale
Sciogliere il lievito madre nell’acqua e unire alla farina di segale in una terrina mescolando con un cucchiaio.
Rovesciare l’impasto su una spianatoria inferinata, infarinare l’impasto anche sopra e lavorare il bane come fosse uno gnocco, allungandolo gentilmente.
Mettere il pane in una teglia infarinata e lasciate riposare.
Se volete che il pane in cottura faccia la “gobbetta” appiattite tutto il bordo, se lo volete tutto piano lasciatelo così. Lasciar lievitare 3-4 ore e cuocerlo in forno alla massima potenza, infornare e abbassare la temperatura a 180° cuocere per un ora.

E adesso cosa fare con questo pane? Per delle tartine è perfetto in particolare per quelle Danesi che si chiamano Smørrebrød ossia sandwick aperti. Le fettine, non troppo spesse vanno spalmate con del burro (danese anche quello) e accompagnate da affettati di carne e pesce e anche affumicati.
Qualche idea per gli l’abbinamenti?
- aringa e arancia
- burro, ravanelli ed erba cipollina
- cetriolo, crescione o erba di finocchio
e se vi sentite davvero British potete accompagnare il tutto con un tè nero.
31 gen '11 · 30 commenti · Antipasti, cucina danese, cucina svedese, Cucine del Mondo, Finger Food, Impasti Base, Lievitati ·

