Kitty's Kitchen

in the food for love

CAT | cucina del lazio

castagnole2

Sono pochi i dolci che cucina mia madre, un paio di tipi di torte, qualche sfortunato tentativo di rotolo con la nutella e poco di più, a carnevale però preparava sempre: le castagnole, più delle frappe. Ora ha definitivamente sepolto l’ascia di guerra con i dolci, non ne cucina mai. Ecco perchè mantiene sempre la linea! :) Per controbilanciare, come ha smesso lei, ho iniziato io.

Ogni regione d’Italia ha la sua ricetta per le castagnole, ne ho lette di versioni con liquore all’anice, altre con l’uvetta, chi realizza impasti liquidi, chi “duri” e le varianti si sprecano.
Per me, le castagnole, sono e saranno sempre quelle con impasto liquido, perché se non è così vengono fuori dei veri e proprio sassi (almeno a me!), che una volta fritti di certo non migliorano. Ovviamente, è questione di gusti e tradizioni, ognuno ama la tipologia di castagnole che era abituato a mangiare durante l’infanzia e anche io, non faccio certo eccezione.

La versione di mia mamma, ogni anno subisce qualche modifica, sempre con il fine di ottenere castagnole più morbide, ma che non rimangano troppo umide. La versione con lo yogurt è senz’altro una variante che mi ha molto soddisfatta, soprattutto perché è senza burro né grassi, visto che c’è già la frittura che aiuta a conferirne, insomma! Con queste dosi otterrete una 15ina di castagnole abbastanza grandi, se ne volete di più raddoppiare semplicemente la dose.

castagnole allo yogurt

CASTAGNOLE ALLO YOGURT

150 gr di farina
150 gr di yogurt (1 vasetto)
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero + quello per infarinarle
1 arancia (la scorza)
1 bustina di lievito
olio di semi
opzionale: un cucchiaio di rum o mistrà

Con una frusta mescolare l’uovo con lo zucchero sbattendo energicamente, aggiungere lo yogurt e la farina setacciata con il lievito e un la scorza d’arancia, grattugiata.
Otterrete un impasto che ha quasi la consistenza di quello delle crepes, con due cucchiai, prelevare l’impasto e farlo cadere nell’olio bollente.

La pallina di impasto cadrà sul fondo e poi riemergerà, a questo punto, fatela ruotale da tutti i lati fino a che non diventa dorata. Scolare su carta assorbente e passare nello zucchero semolato.
Calde sono squisite, una volta fredde sono ugualmente buone, certo la raccomandazione è di consumarle in tempi brevi.

Seguendo questa ricetta non otterrete le castagnole tonde regolari e perfette che potete comprare al supermercato, ma ognuna sarà diversa dall’altra e più o meno bitorsoluta, ma la morbidezza non ha eguali.

AGGIORNAMENTO: Alessandra di Le pappe Kitchen, ha rifatto queste castagnole, seguendo la mia ricetta, potete leggere il suo risultato

pane alle castagne

Capire le dinamiche del frigorifero non è cosa da poco.
Lui, il frigo, sceglie gli ingredienti che devono scadere e inesorabilmente… Mi frega, spesso di un giorno o due, a volte, ahimè riesce a fregarmi anche per qualche giorno in più.

La massaia perfetta difficilmente fa scadere i prodotti, difficilmente compra più del necessario, è oculata e astuta, la malandrina. Ecco, casa mia, una massaia vera non sa non sa nemmeno come sia fatta, oltre a lei, la casa, c’è anche lui, il frigo, che infierisce senza alcun riguardo sulla situazione: “ma te la massaia non sai manco ‘ndo sta de casa”.
Ok, critiche accettate caro il mio frigo. Ma pure tu… Potresti anche avvisare prima di far scadere persino le uova no?

Però… C’è un però, c’è una cosa su cui il frigo non mi frega mai ed è il lievito. Capita anche a voi con qualche ingrediente particolare?
Mi può scadere tutto o quasi, ma, chissà perché, se rimane il mezzo cubetto lievito la necessità di consumarlo è più forte di me.

Pane alle castagne

PANE ALLE CASTAGNE

200 gr di farina di castagne
300 gr di farina buratto (del Marino!) oppure manitoba
3 gr di lievito fresco di birra (1/8 di cubetto)
400 gr di acqua
1 pizzico di sale

Setacciare le due farine, aggiungere il lievito sciolto in poca acqua tiepida (presa dai 400 gr) iniziare ad impastare aggiungendo gradatamente l’acqua, verso la fine aggiungere il sale.
L’impasto sarà molto morbido tendente al liquido, va bene così. Lasciate riposare 15 minuti, impastate ancora un poco e trasferire in frigorifero 24 ore per la maturazione.

La tecnica per realizzare questo pane è quella senza impasto, quella che utilizza Gabriele Bonci.
Il giorno successivo, tirare fuori l’impasto dal frigo lasciarlo ambientare un paio d’ore e poi trasferirlo su una tavola infarinata. Tagliare l’impasto in panini più piccoli con un tarocco e compattarli ruotando delicatamente. Lasciar riposare ancora un ora prima di infornare alla massima temperatura, per 30 minuti e a 180° per altri 15 (forno ventilato).

Cosa ho fatto con il resto del cubetto di lievito? Questi panini

cacciatora in crosta di pizza

Ci sono alcune preparazioni in cucina che ancora riescono a sorprendermi e ammaliarmi quando guardo il risultato. E’ come se si realizzasse una magia e dentro al guscio di una pizza ecco uscire il tuo piatto preferito, oppure le verdure cotte senza olio ne’ grassi, c’è solo da sbizzarrirsi.
Insomma scoprire la cottura in crosta di pizza apre un mondo e da dipendenza perché fatto il primo esperimento non si può fare a meno di testare anche con qualsiasi altra pietanza.

Gabriele Bonci cuoce in crosta interi cosciotti di agnello, polli e quasi tutti i tipi di verdure. E’ un universo sconfinato tutto da esplorare.

Il mio primo tentativo, nello scimmiottare il maestro, per quanto riguarda la cottura della carne è stato questo pollo alla cacciatora. Pezzetti piccolo consentono una più rapida cottura e con un ora in forno passa la paura. Provate a metterlo in tavola al pranzo della domenica con i parenti! 

cacciatora in crosta di pizza
POLLO ALLA CACCIATORA CON PEPERONI IN CROSTA DI PIZZA

500 gr di impasto di pizza (realizzato secondo il metodo di Gabriele)
1 pollo intero (1 kg circa)
200 gr di peperoni di colori diversi
80 gr. olive taggiasche snocciolate
1 spicchio aglio
rosmarino
erba cipollina fresca
sale e pepe
olio extravergine

Preparate tutti i condimenti per il pollo: scaldare in una padella l’olio con l’aglio, il rosmarino e il pepe in grani. Appena comincia a profumare, togliere dalla fiamma passare il pollo tagliato a pezzi nell’olio aggiungendo anche il sale e altro pepe. Massaggiare bene ogni pezzetto con l’olio profumato. aggiungere i peperoni tagliati, le olive e lasciare riposare qualche ora in frigo coperto da pellicola.

Stendere su una teglia da forno l’impasto della pizza, solo metà dose 250-300 gr circa distribuire sopra i pezzettini di pollo con i peperoni, ancora un filo d’olio e poi procedere alla stesura del secondo strato di pizza che andrà a chiudere il pollo combaciando con lo strato inferiore.

Quando il forno avrà raggiunto la massima potenza, infornare la pizza e cuocere per circa un ora. Se dopo la prima mezz’ora notate che la crosta si stia scurendo troppo coprite la teglia con un foglio di carta forno e proseguite.

Il pollo resta tenero e morbidissimo, sembra quasi cotto sottovuoto. Aggiungere qualche filo di erba cipollina mentre componete il piatto con un pezzetto di carne, il peperone un bel pezzo di pizza come accompagnamento.

Se volete il pollo invece abbia l’irrinunciabile crosticina croccante una volta “aperta” la shell di pizza prelevate il pollo e rosolatelo in padella qualche minuto con un filo d’olio e poi servire con la stessa modalità.

La pizza assorbe tutto il profumo dei peperoni e delle erbe aromatiche, sarà difficile smettere di mangiarla.

Pagina 1 di 101234510Ultima »