Kitty's Kitchen

in the food for love

CAT | cucina del lazio

Avevo lì in dispensa quel semolino triste triste e ho deciso di fargli onore, quindi? Gnocchi alla Romana! Già era arrivato il loro momento prendo il libro di cucina della nonna giusto per dare un occhiata alla vera ricetta tradizionale eh!? Burro… emh! … Uova… ehm! Questo gnocchi sono una botta di vita? Ho provato ad alleggerirli il risultato è stato soddisfacente davvero. A quanto pare poi, non ho avuto solo io questa idea, anche Alessandra nelle sue pappe ha proposto qualcosa di molto simile. Devo dire, inoltre che basta mangiarne solo pochi per sentirsi sazi. Le calorie del semolino sono le stesse della pasta. In questo modo sono riuscita a tirare fuori un altra ricettina della mia regione. Io non vado matta per la cucina laziale a dire il vero, soprattutto per i piatti i carne, mi piacciono poche cose ma per le quali impazzisco letteralmente, come già in precedenza vi avevo detto.

GNOCCHI ALLA ROMANA LEGGERI, CACIO E PEPE
125 gr di semolino (mezza bustina)
0,5 litro di latte,
60 gr di Parmiggiano reggiano,
60 gr pecorino romano non troppo stagionato
sale
pepe
In una pentola portare ad ebollizione il latte e aggiungere a filo il semolino mischiando con un un cucchiaio di legno. Grattuggiare il parmigiano e il pecorino, una parte aggiungetelo in cottura e mettetene da parte abbandonte per gratinare.
Cuocere fino a che non si avrà una consistenza abbastanza compatta (tipo polenta per capirci), servirà almeno 15 min. Aggiustare di sale, ma considerate che dopo il restante formaggio darà ulteriore sapidità. Ora stendere su di un piano il composto e lasciarlo raffreddare un pò. Dare la forma che desiderate, io ho usato dei fiorellini e mettere gli gnocchi anche un pochino sovrapposti in una pirofila. Spolverare con il composto di parmiggiano e pecorino e lasciare che il forno a 200° termini la cottura. Basta una decina diminuti quando noterete che i formaggi sono sciolti sfornare e servire con una grattatina di percorino e abbondante pepe. Certo gratinarli con qualche fiocchetto diburro non sarebbe stato male… A voi la scelta.

Dalla svezia si torna a Roma. Dopo tante ricette un po’ caloriche dobbiamo depurarci! Leggevo su questo libro che i carciofi sono originari delle isole Canarie e furono importati dai Romani. E’ un alimento ricco di potassio sodio, calcio, fosforo ferro e di vitamina (A,B1,B2, C, PP). Il caratteristico sapore amaro deriva dalla cinarina, sostanza che aiuta il flusso biliare e la diuresi oltre che abbassare il livello di colesterolo. Ha quindi una funzione epato proteretice, depuratrice e leggermente lassativa. Inutile dire che per preservare il più possibile i nutrimenti di questo alimento andrebbe mangiato crudo principalmente, oppure cotto al vapore o lessato… Quindi eccovelo qua:
CARCIOFI ALLA ROMANA
10 carciofi
prezzemolo fresco
mentuccia romana
2 spicchi d’aglio
1 limone
olio d’oliva
sale

Pulite i carciofi dalle foglie esterne e le parti dure, che scarterete. Per pulire i carciofi sarebbe meglio usare l’apposito coltellino leggermente ricurvo e procedere togliendo le foglie a spirale dal basso verso la cima. Aprire leggermente le foglie ed eliminare anche la “barbetta intena”. A questo punto immergeteli in acqua fredda e succo del limone spremuto, perché non anneriscano. Per il ripieno, tritate il prezzemolo, la menta, l’aglio ed uniteli al sale, e all’olio. Aprite bene i carciofi e all’interno di ognuno sistemate il trito al prezzemolo. I carciofi fanno sistemati in una pentola con i bordi alti, stretti tra di loro per non farli muovere e messi a “testa in giù”. Versate un goccio di olio per coprire il fondo e il resto di acqua fino a metà carciofo. Cuocere fino a che affondando un forchetta non sentirete il carciofo tenero (circa mezz’ora).
Ah! A casa mia i gambi non si buttano! Cuociamo anche quelli con i carciofi e si mangiano insieme.

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