Kitty's Kitchen

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marmellata di kumquat_ (12)

Ancora kumquat, si, proprio loro, ma questa marmellata ve la devo raccontare, perché qui, non stiamo parlando della solita marmellata, anzi si, della solita marmellata ma di un insolito procedimento.
La ricetta l’ho trovata su di un gran libro, “Al mercato locale“, un libro, che su questo blog ha trovato largo utilizzo e nonostante tutto è una continua fonte di ispirazione. Vado al capitolo agrumi e trovo proprio quello che fa al caso mio per quel certo quantitativo di mandarini cinesi ancora da consumare.

La preparazione richiama subito la mia attenzione per il fatto che i semi dei non vengono buttati via ma vengono utilizzati per dare sapore alla marmellata. Che cosa strana, ho pensato tra me e me, che differenza potranno mai apportare al risultato finale? Invece la differenza c’è, ed è stata inaspettata, a venir fuori è un sentore ammandorlato, insieme a quello tipico dell’agrume si percepisce il leggero amaro e degli aromi di mandorla. In più, pare che la funzione di cuocere in infusione anche i semi dei frutti ne migliori consistenza e colore, ma di questo non ho evidenza scientifica.

Il libro dice che la stessa ricetta può essere fatta anche con i lime, ma in quel caso è meglio omettere il succo di limone.
Vi lascio alla ricetta e… Buon fine settimana!

marmellata di kumquat

MARMELLATA DI KUMQUAT
(1,75 litri di marmellata)

1 kg di kumquat
1,25 litri d’acqua
60 ml di succo di limone
1,25 Kg di zucchero, scaldato*(nota)
1 quadrato di garza 10 cm per lato

Lavare i kumquat, tagliarli a metà e prelevare i semi tenendoli da parte. Tagliare sottilmente i frutti e metterli in una terrina non metallica, con dell’acqua.
Chiudere i semi in una garza, legarla per chiuderla bene e mettere anche questi nella terrina. Coprire e lasciare riposare per una notte.

Mettere due piattini nel congelatore, che serviranno per fare la prova della cottura della marmellata.

Il giorno seguente mettere la frutta con la sua acqua, la garza con i semi, e il succo di limone in una pentola. Portare ad ebollizione e cuocere a fuoco basso per 30-45 minuti.
Aggiungere lo zucchero scaldato, mescolare per 5 minuti senza far bollire, lasciar sciogliere lo zucchero.
Sul cucchiaio dovrebbe formarsi un velo spesso, quindi fare la prova con il piattino per verificare se la marmellata si è addensata. Togliere la pentola dal fuoco e prendere il piatto dal congelatore, far cadere una goccia di marmellata sul piatto questa dovrebbe formare una pellicina e toccandola con dito dovrebbe raggrinzirsi.
Altrimenti lasciar cuocere ancora qualche minuto e fare la prova con il secondo piattino.

Togliere la garza.
Trasferire la marmellata in barattolini sterilizzati e sigillarli.
La marmellata si conserva per 12 mesi nei vasetti chiusi, una volta aperta conservare in frigo per 6 settimane al massimo.

* (Nota) – Per riscaldare lo zucchero:
Accendere il forno a 150°. Distribuire lo zucchero in modo uniforme in una pirofila scaldarlo in forno per 10-15 minuti. Per risparmiare tempo si può scaldare quando la frutta è già sul fuoco. Non aggiungere mai lo zucchero prima che la frutta sia ammorbidita perché rimarrebbe dura.

zeppole di san giuseppe1

Che classicone vero? Le zeppole il giorno di San Giuseppe, quasi non si addice a questo blog, ma che volete? Le ho preparate perchè qualcuno a forza di nominarle me ne ha fatto venire una gran voglia e poi, ho deciso anche di condividerle con voi. In effetti da queste parti marcava la ricetta delle zeppole, anche se di recente si è parlato di bignè.

Le zeppole di San Giuseppe appartengono senza dubbio alla tradizione napoletana, qui a Roma si fanno i bignè, in versione fritta o al forno. Non si vedono né ciuffetti di crema né amarene sulla sommità, io invece trovo che le zeppole siano molto più graziose.

La ricetta che utilizzo è una vecchia versione comparsa sul del forum Gennarino, ormai qualche anno fa. Con cui mi sono sempre trovata benissimo. Ho visto anche che di recente questa preparazione è stata riproposta da Chiara Passion, dove trovate anche la versione fritta, assolutamente di tradizione in cui si utilizza la sugna… In non me ho mai avuto la forza. :)

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Che dite? Visto che oggi ho pubblicato una ricetta inflazionatissima posso dilungarmi anche con pensieri melensi, circa il fatto che il mio Papà è il migliore del mondo e che i suoi insegnamenti sono quanto di più prezioso ho ricevuto nella mia vita?! Bè in effetti, certe cose non sono da me… Ma gli auguri il mio Papà se il merita eccome.
Come anche tutti i Giuseppe che oggi festeggiano l’onomastico e.. Come anche tutti gli amici che festeggiano oggi il compleanno!
Auguri a tutti.

zeppole3

ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE

Per la pasta choux:
250 gr di farina 00
250 gr di acqua
200 gr di burro
6 uova
un pizzico di sale

Per la crema:
400 gr di latte intero
3 tuorli
50 gr di farina
130 gr di zucchero
la scorza di 1/2 limone grattugiato
amarene sciroppate

Far bollire l’acqua con il burro e il sale in una casseruola a fondo spesso.
Versare la farina in un solo colpo e girare fino a quando si asciuga tutta l’acqua, l’impasto si stacca dalle paretei da quel momento continuare a mescolare facendo cuocere l’impasto qualche altro minuto per eliminare ulteriormente l’acqua.

Trasferire la pasta dentro una altra ciotola (quella della planetaria) per evitare che continui la cottura. Allargarla con una spatola per farla intiepidire un poco.

Iniziare ad aggiungere le uova, uno alla volta, prima di aggiungere il successivo, quello precedente deve essere completamente incorporato.Alla fine si deve ottenere un avere un composto liscio della consistenza di una crema pasticcera densa.

Mettere il composto nella sac à poche, montando una bocchetta a stella da 10, formare le zeppole su una teglia rivestita di carta forno.
Dare alla zeppole la forma a spirale (qui come fare!), e cuocere in forno già caldo a 200° per i primi 10 minuti, abbassare a 180° la temperatura e continuare la cottura per altri 25-30 minuti. Spegnere il forno e lasciar ancora asciugare i bignè per 10 minuti a forno spento.

Sul dilemma della crema pasticciera dentro o solo sopra…Fate voi, come preferite. Per me vanno farcite.

green pancake

Preferirei di gran lunga passare la giornata alla ricerca di leprecani, piuttosto che trascorrere il solito ordinario lunedì. Trovare una pignatta d’oro alla fine dell’arcobaleno, diventare ricca e cambiare vita… Invece, la sveglia è suonata anche questa mattina quindi meglio decidersi ad affrontare la giornata di San Patrizio come al solito, che poi, in fondo, sono già molto fortunata così anche senza pignatta! :)
Ma una colazione verde me la voglio concedere anche quest’anno, per di più avevo voglia di pancake.

L’associazione di idee è stata proprio più veloce della luce, i pancake di San Patrizio non potevano che essere al tè matcha, nell’impasto ho aggiunto solo olio d’oliva, alla fine si può scegliere se aggiungere il burro oppure evitare.

green pancake2

Proprio mentre cercavo tra i trifogli in giardino, il quadrifoglio fortunato (non sono così pazza non temete! Sto scherzando) ho scoperto, che la piantina che vedete immortalata è un tipo di trifoglio commestibile, volgarmente si chiama: acetosella gialla (Oxalis pes-caprae) o trifoglio giallo. Visto che, con Daniela, Manuela e Paola, stiamo seguendo un corso sulle erbe spontanee commestibili, ecco un altra piantina bellissima da condividere con loro, e con voi. :)
Il trifoglio è finito anche lui nei pancake, volevo che la fogliolina si vedesse al centro di ogni frittella ma forse ai miei pancake stavo chiedendo davvero troppo, quindi dopo poco ho rinunciato a farla comparire ben visibile.

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GREEN PANCAKES
Pancake al te’ matcha e olio extravergine

1 uovo
1/3 cup di latte (75 gr)
2 tbls olie extravergine delicato (12 gr)
2 tsp di zucchero (14 gr)
1/2 cup di farina 00 (78 gr)
1 tbls tè matcha (4 gr)
1+1/2 tsp baking powder (2 gr di bicarbonato)
10 foglie di acetosella
un pizzico di sale

Mescolare tutti gli ingredienti liquidi e poi setacciare all’interno le polveri. Aggiungere l’acetosella, se l’avete!
Non mescolare troppo, amalgamare il necessario con una frusta. Diciamo 7 mescolate sono sufficienti.

Scaldare una padella antiaderente, ungere con olio extravergine d’oliva e scaldarla a temperatura media.
Prelevare un quantitativo di composto pare ad un cucchiaio e cuocere prima un lato e poi l’altro, girando con una spatola.

Impilare i pancake uno sopra all’altro, a scelta di può mettere sopra burro e sciroppo d’acero.