Kitty's Kitchen

in the food for love

CAT | frutta

Bicchieri di caki alla vaniglia, amaretti e cioccolato

AH! Oggi sono proprio soddisfatta riesco finalmente a riproporvi un’altra ricettina sciuè sciuè del mio grande amore Simone Rugiati! A proposito… Vogliamo parlare di quanto è decaduto il suo programma “oggi cucino in…”? Ragazzi sta per passare hai livelli di “Mattia detto fatto“! Ridatemi il mio Simone Rugiati un pochino più in veste professional!!! :)
Scherzi a parte questo blog sta davvero scadendo in discorsi da “Signora Maria…”
Alziamo quindi il tono di questo post… Parliamo del tempo? Non ci sono proprio più le mezze stagioni… Parliamo del traffico di Roma? Un delirio sul raccordo oggi…. Ma che te lo dico a fa! AHAHA! Sono proprio schizzofrenica! Ma oggi di essere seria non ne ho voglia!
Quindi mentre scrivo questa ricetta facile facile continuerò a pensare al sorriso di Simone e a cominciare a escogitare un piano per conoscerlo facendogli le poste sotto gli studio del Gambero Rosso… ;) Solo per dirgli che è ora che torna a fare un pò più il serio!
Demenza a parte ecco la ricetta:

BICCHIERI CON CAKI, AMARETTI E CIOCCOLATO (2 bicchieri)

2 caki
4 amaretti
1 bacca di vaniglia
50 gr di cioccolato fondente al 70%
10 ml di latte
Sbucciare i caki, ricavarne la polpa mettendola in un contenitore adatto al frullatore ad immersione. Aggiungere alla frutta la parte interna di una bacca di vaniglia. Procedete in questo modo: tagliare la bacca a metà passare su ogni lato interno del baccello il coltello e prelendo i semini neri che esso racchiude.
Con il frullatore ad immersione montate la polpa dei caki incorporando aria.
Far fondere il cioccolato aggiungendo poco latte o anche panna da montare, appena il composto è liquido togliere dal fuoco.
Sbriciolare gli amaretti disporli in fondo al flute al calice o qualsiasi bicchiere abbiate scelto, sopra disporre la polpa di caki soprà la cremina al cioccolato guarnire con altri amaretti, interi o sbriciolati.

Prosciutto di maiale con uva fragola e rosmarino

Se lo dice Sigrid ci fidiamo tutti! Uva fragola e rosmarino si può fare, “fa rima e c’è”! :))
Ma leggi che ti rileggi e sfoglia che ti risfoglia questa bella rivista che esce mensilmente con il Corriere della sera mi sono lasciata tentare dalle tante ricettine con l’uva. Certo che ne esistono davvero tantissime qualità? Di uve intendo. Soprattutto esistono davvero moltissime ricette nella nostra tradizione gastronomica che ne prevedono l’utilizzo. Solo per farne un piccolo elenco:
Sugol (budino di mosto d’uva diffuso diffuso in Emilia, Mantovano e Veneto)
Salsicce con l’uva (specialità umbra, le salsicce vengono rosaolate in padella con uva bianca)
Schiacciata con l’uva (tipicamente toscana)
Per non parlare poi di tutte le preparazioni con l’uva passa…
Insomma l’uva si mangia sempre anche da sola o in abbinamento a formaggi. Quest’estate in Inghilterra notavo che andava per la maggiore e io nonostante tutto non li avevo mai mangiati insieme! Incredibile ma vero! Si dice del formaggio con le pere, ma formaggio e uva avete provato? Magari ero solo io a non saperlo! :) Ad ogni modo meglio scoprirlo tardi che mai!

PROSCIUTTO DI MAIALE CON UVA FRAGOLA E ROSMARINO

4 fette di prosciutto fresco di maiale
70 gr di uva fragola
1 rametto di rosmarino
1 bicchiere di barbera
olio evo
sale in fiocchi
spinaci (per contorno)
Aprire tutti gli acini d’uva e eliminare i semini.
In una padella cuocere la carne con l’olio e il rosmarino, salandola da ambo i lati e aggiungendo il bicchiere di barbera. Togliere la carne dalla padella per non farla cuocere troppo e indurire, e scaldare in padella gli acini d’uva 10 minuti il tempo di farli disfare. Ultimanre la cottura della carne insieme al condimento eventualmente aggiustando di sale.
Io ho servito la carne su un letto di spinaci freschi saltati con poco aglio.
… In the cinema for love:
Questa piccola postilla al termine dei miei post, è di nuova creazione. E’ bello condividere con voi la mia passione per la cucina e mi piacerebbe farlo anche per quel che riguarda il cinema.
Perciò quando avrò modo condividerò con voi i film che vedo. Potrete collegarvi al mio account o leggere la recensione del film di oggi:
Baarìa – Giuseppe Tornatore – Italia Francia 2009 – Medusa

E’ pronto! Dopo diversi giorni di attesa anche questo liquore è pronto per essere assaggiato…
Scusate la foto che non rende minimamente ne il colore ne la consistenza, dovrò raccontarvelo io a parole.
Questo liquore cremoso ha un colore arancione pallido (non il rosa strano che si vede qui)! Profumato e con un sapore di melone, abbastanza intenso che prima arriva alle narici e poi al palato, abbastanza dolce, ma non tanto quanto le creme comprate. Dopo averlo preparato è consigliabile tenerlo nel congelatore e quando bisogna servirlo è meglio agitarlo bene.
Inutile dire che la riuscita di questo liquore non è la stessa se non usate meloni profumatissimi e molti dolci, quelli estivi, assolutamente bio, io consiglierei i cantalupo, dato che si usa anche la buccia… OK! Ok! Tanto la buccia si mette nell’alcool che strerilizza tutto! … Ma quanto poi sia vero questo non lo so! Forse bisognerebbe chiedere al mitico Bressanini.
CREMA DI MELONCELLO ( in 7 giorni)
1 melone (circa 350 gr)
400 gr di alcool puro a 95°
1 litro di latte
400 gr di zucchero
250 gr di panna per dolci
Lavare il melone tagliarlo e pulirlo solo dai filamenti interni. Farlo a pezzi con la buccia metterlo in un conteniture che possa essere chiuso. Versarci sopra l’alcool, schiacciare un pò il melone con una forchetta e mettere al buio il conteniture chiuso. Io ho avuto bisogno di 400 gr di alcool perchè il mio melone era abbastanza grande, ma considerate che se avete un melone più piccolino mettetene il quantitativo sufficiente in modo tale che il frutto ne risulti tutto coperto.
Lasciar riposare per 7 giorni, agitandolo quando ve ne ricordate.
Il sesto giorno in una pentola molto capiente unire il latte e la panna e cuocerli insieme fino all’ebollizione, da qui continuando a mescolare lasciate cuocere a fiamma bassa per 30 minuti. Trascoso tale tempo chiudere la pentola e lasciar riposare tutta la notte.
Il giorno successivo, cioè il settimo giorno, filtrare l’alcool il cui avete lasciato macerare il melone. Aggiungerlo al latte. Conservare in freezer, e bere trascorsa un altra settimana.
Con queste dosi ho attenuto circa 4 litri di meloncello
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