Kitty's Kitchen

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Tortine crema e frutti di bosco

Vi capita che girovagando per altri blog incappate in una ricetta e vi viene una terribile voglia di mangiare quella “tal cosa” che non mangiate da moolto tempo? Improvvissamente ricordate che nei meandri della mente… Ma come mai a me piace così tanto eppure non me la preparo mai?
Ed ecco Onde mi ha fatto venire in mente che avevo proprio voglia di rimangiare la crema pasticcera. Ora dalla sua ricetta alla mia c’è sicuramente un bel cambiamento ma io proprio adoro il limone e i gusti aspri dei dolci (infatti se non è limone è lo zenzero!).
Alla fine la crema me lo sono preparata… L’ho accompagnata con la frolla senza burro. Io mi trovo molto bene con questa. Infine ho guarnito con i frutti di bosco e un pò del loro sciroppo.
Spolverata di zucchero a velo e via…
Adesso come la vedete se qualcuno vi svegliasse la mattina a colazione portandovela al letto con un caffè e latte o una spremuta? Ma! :) Io direi proprio che se trovate un uomo così… Potete anche decidere di sposarlo credo! :)

TORTINE CON CREMA AL LIMONE E FRUTTI DI BOSCO (4 tortine o una grande)

Per la crema:
1 uovo
3 cucchiai di zucchero
1 tazza di latte
1/2 limone bio (la scorza)

Per la frolla:
125 gr farina 00
40 gr di zucchero di canna
40 gr di olio d’oliva
25 gr di acqua calda
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 limone bio (la scorza)

Olio per lo stampo
Frutti di bosco (anche congelati)
zucchero semolato
zucchero a velo

Per la preparazione delle frolline, vi rimando alla mia spiegazione: qui
Per fare la crema invece si parte riscaldando il latte aggiungendo la scorza di limone, avendo cura di grattuggiare solo la parte bianca. Mentre il latte si fredda, montare il tuorlo con lo zucchero, facendo diventare spumoso il composto. Quando il latte è quasi freddo aggiungerlo poco a poco all’uovo, continuando a lavorarlo con la frusta. Trasferire la crema nella pentola e cuocere fino ad ebollizione a fuoco lento, mescolando continuamente. Lasciar addensare appena un poco e togliere dal fuoco.

Prendiamo l’impasto e stendiamolo, sulle tortine unte o olio o burro. Riempire ogni tortina con la frolla e cuocerle 160-180°C per circa 20 minuti. Se optate per un unica torta potete aiutarvi con i fagioli secchi per far peso sul guscio.
Quando le frolle saranno cotte aggiungere all’interno la crema e i frutti di posco leggermente scaldati in padella con lo zucchero per ottenere un composto sciropposo.
Guarniere con dello zucchero a velo.
Con questa ricetta partecipo alla racconta di Juls: Sunday Morning sponsorizzato da Macchine alimentari

Antonella, appena mi ha vista, ha tirato fuori dalla sua borsa, con uno smagliante sorriso, la bustarella! Si, cercava di corrompermi la ragazza! Più che altro rideva per l’accollo che mi stava per dare!? Leggevo nel suo pensiero che mi diceva “…e mo so c…. tua!” :)))

Già in cuor suo pensava: ‘adesso beccati il rinfresco ogni 6 giorni, le lievitazioni lunghe ed estenuanti, la lettura di ricette su ricette provenienti da tutti i libri delle Simili…’
Insomma anche io ho adottato LA pasta madre! :)
E non una pasta madre qualsiasi… Ma una signora pasta madre, quella delle Sorelle Simili, pare che abbia la veneranda età di 25 anni!
Questa cosa mi spaventa un bel pò… Pensate se dopo 25 anni dovesse morire proprio a me!? :(
Ma non pensiamoci, se no vivrei nell’ansia!
Scherzo! Grazie, Antonella mi hai fatto proprio un bel regalo!

TECNICA DI RINFRESCO PASTA MADRE

Mantenere sempre le stesse proporzioni:
- Pesare la pasta madre
- Aggiunge lo stesso peso di farina (tipo ’0′ oppure ’00′)
- Aggiungere la metà del peso di acqua.
La pasta madre va rinfrescata ogni 5/6 giorni, ed è consigliabile il rinfresco il giorno prima della panificazione.
Tirare fuori dal frigorifero la pasta madre (Anto dice 1 ora in inverno ma basta mezza in estate).
Pesare la farina disporla a fontana e all’inteno mettere l’acqua con i pezzetti di pasta madre mescolare bene il tutto, strizzando con le mani la pasta madre e incorporando la farina. Per quanto si possa mescolare perchè resta piuttosto colloso.
Formare una palla tagliarla profondamente e lasciare 3 ore fuori da frigo a riposare….
Ora io ho fatto questo procedimento la mattina, sono andata a lavoro e all’ora di pranzo l’ho ripresa e messa in frigo. Quindi è stata 5 ore fuori invece che le sole 3 previste. Ma sembra non aver subito grossi problemi (lo sapevo che avrei fatto subito qualche sbaglio!).
Speriamo di non maltrattarla troppo la piccola!
Ecco il primo esperimento, non è niente di più che un rinfresco lievitato più a lungo. Sono soddisfatta del risultato, non sono riuscita a far foto al pane affettato perchè è finito tutto durante la cena. Tutti hanno gradito, anche perchè noi in casa consumiamo sempre pane sciapo di questo tipo. Hanno ragione le Sorelle Simili anche a casa nostra è il “pane quotidiano”.
PANE TOSCANO DELLE SORELLE SIMILI (ricetta di Antonella)
250 gr. di pasta madre
125 gr. di acqua
250 gr. di farina manitoba

Pesare la farina e disporla a fontana, staccare dei pezzetti di pasta madre e aggiungere l’acqua, leggermente tiempida. Sciogliere la pasta madre strizzandola con le mani e cominciare ad impastare amalgamando la farina via via, fino a che l’impasto non è bello elastico. Dargli la foma di panetto e sistemarlo su un foglio di carta forno. Chiudere la carta forno intorno al pane e avvolgere in un canovaccio non troppo stretto. Io l’ho lasciato lievitare dentro il forno spento 5 ore, ma Anto dice che è semplicemente necessario che raddoppi di volume quindi anche meno.
Finita la lievitazione, in pane presenterà delle crepe sulla superficie. Accendere il forno a 220° e inforare il pane con tutta la carta forno in una teglia. Cuocere 10 minuti. Abbassare la temperatura del forno a 180° cuocere 30 minuti. Togliere la teglia e lasciar cuocere il pane sulla griglia del forno 10/15 minuti. Totale: 50/55 min. Sfornare e lasciar freddare.

Ci ho provato anche io! Inutile citare le mille fonti in cui ho letto a riguardo di questo pane, ultimamente l’ho visto ricomparire sul blog: Defelicitateanimi e ho capito che era arrivato il momento giusto… Devo ammettere che per non ritrovarmi con una pagnotta troppo grande, ho un pochino ridotto le dosi in proporzione (ok ok! diciamo che il motivo principale era che avevo solo 300 gr di farina “0″ ma volevo assolutamente provare!). Fare il pane da davvero soddisfazione poi questo tipo di pane che si fa davvero con uno sforzo minimo! Avere il pane caldo appena sfornato sul tavolo mi ha fatto sentire proprio bene… E se nella lista dei prossimi acquisti c’era la macchina del pane, quasi quasi ci sto ripensando!

NO KNEAD BREAD (pane senza impasto):
300 gr di farina (la manitoba è top, ma io avevo solo la 0)
1,5 gr di lievito di birra fresco (o 0,6 gr di lievito di birra liofilizzato)
1 cucchiaino di sale
210 ml d’acqua tiepida (210 gr)
semi di papavero

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida. In una ciotola grande mescolare la farina col sale. Unire l’acqua col lievito, mescolare velocemente con una forchetta. L’impasto sarà appiccicoso. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola e lasciar lievitare l’impasto a temperatura ambiente (circa 20°C, nel forno spento) dalle 18 alle 24 ore.
Prendendo l’impasto il giorno successivo sarà lievitato e avrà una consistenza collosa. Rovesciare l’impasto su di un piano infarinato e tirare ogni angolo verso il centro in modo da “piegarlo” dandogli una forma ordinata. Spolverarlo con altra farina e io ho anche aggiunto i semi di papavero (ma si può aromatizzare a piacimento). Ho trasferito l’impasto su un canovaccio e in un canovaccio e l’ho avvolto. Far proseguire la lievitazione per altre due ore. Pre-riscaldare il forno a 230°C, per cuocere il pane è necessaria una pirofila con coperchio (il mio risultato è stato ottimo usando 2 teglie in alluminio!!). Rovesciare l’impasto delicatamente nella pirofila bollente (chiaramente la mia essendo una teglia in alluminio non l’ho preriscaldata in forno) . Coprire col coperchio (altra teglia per me) e infornare per circa 30-40 minuti sempre a 230°C. Rimuovere il coperchio e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Sfornare il pane e lasciarlo raffeddare un pò io l’ho tagliato delicatamente quando ancora era tiepido. Ottimo!
Dopo questa ricetta voglio ringraziare la mia cara Paola del blog Nocciole Tostate (se ancora non la conoscete correte da lei che è proprio in gamba!) ieri mi ha donato un bellissimo premio:

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