CAT | Primi Piatti
Gli agretti, o barba di frate, mi sono sempre stati simpatici, mi hanno sempre ricordato un pochino le alghe marine e li ho sempre adorati affongati nel limone. Da quando ho scoperto che per 100 gr contengono solo 17 kcal li ho amati ancora di più :) e spesso li preparo insieme ai fagioli di soia realizzando un piatto unico adattissimo per un pasto completo, dietetico ma buono.
Gli agretti, sono di quelle verdurine che a primavera fanno capolino sui banchi del mercato e, come sempre la natura, ci offre prodotti depurativi e disintossicanti nella stagione in cui ne abbiamo più bisogno, quindi non possiamo non cogliere l’occasione di sfruttare questi benefici e mangirli spesso, nell’arco di questi mesi.
Quando non ho voglia di farci una frittata, li metto in un primo piatto, questa è una idea velocissima:
TRENETTE CON AGRETTI, ALICI DEL MAR CANTABRICO E CAPPERI
200 gr di trenette
150 gr di agretti (barba di frate)
4 filetti di alici del mar Cantabrico
6/7 capperi dissalati
2 spicchi di limone
1 spicchio d’aglio
origano fresco
olio evo
sale
Lessare gli agretti in acqua, appena saranno teneri, ma ancora al dente, scolarli e tenerli da parte.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, nel frattempo in una padella sciogliere le alici nell’olio con uno spicchio d’aglio. Spezzettare i capperi precedentemente ammollati in acqua per far perdere il troppo sale.
Aggiungere gli agretti alla padella, salare, condire con altro olio e aggiungere i capperi.
Una volta scolata la pasta aggiungererla in padella, far saltare un minuto con un poco d’acqua di cottura.
Se vi piace, di può aggiungere una leggera spruzzata di limone.
9 mag '12 · 17 commenti · Primi Piatti ·
Tempo permettendo, maggio è il mese delle scampagnate, dei picnic e delle merende all’ombra degli alberi, delle coperte stese sui prati, degli occhiali da sole, dei piedi nudi e i primi vestitini indossati senza calze.
Stesa a pancia in giù a sfogliare le mie riviste, oppure qualche libro, sempre di cucina (sia mai leggere qualcosa di diverso ogni tanto!) resto a guardare le formiche in fila e il polline degli alberi che inizia a volare nell’aria.
Facilissimo che mi venga voglia di chiudere gli occhi e addormentarmi e facilissimo che io sia svegliata da qualcuno che tira boomerang (ogni riferimento è puramente casuale!).
Certo, per la scampagnata del primo maggio non siamo stati molto fortunati con il tempo, ma sono certa che rimedieremo presto, io sono già pronta con il nuovo libro da leggere: Cucina energetica e curativa
e con la ricettina molto healthy adatta da mettere nel cestino da pic nic.
INSALATA DI BULGUR QUINOA E LEGUMI
150 gr tra bulgur e quinoa
100 gr di ceci neri
100 gr di fave fresche
olio evo
sale
menta
Cuocere i ceci neri, dopo averli tenuti in ammollo 24 ore.
Lessare il bulgur e la quinoa in acqua salata. Se utilizzate cereali precotti vanno benissimo.
Sbucciare le fave se non sono piccole e tenere è meglio levare anche la pellicina che le avvolge.
Mescolare tutti gli ingredienti condendo con olio, sale e qualche foglia di menta.
Dosi per 2 persone davvero affamate.
2 mag '12 · 28 commenti · cereali, insalata, Primi Piatti ·
Troppo belli i cedri di Sorrento, erano talmente grandi che ne ho ricavato delle scodelline perfette per una monoporzione, di cosa? Di riso ovviamente. L’idea di questo risotto mi frullava in testa da molto tempo. Tuttavia non è proprio facile ottenere un riso al cedro che non sia amaro nel finale. Il giusto connubio tra i sapori è venuto fuori quando ho unito l’agrume alla provola, non affumicata e nemmeno troppo sapida, insomma non cancella il sapore del cedro ma mitiga molto.
Per rendere giustizia alla preparazione e soprattutto ai cedri, comprati da queste parti e grandi come palle da bowling, ho scelto un riso altrettanto ricercato.
Sono andata quindi a cercare in provincia di Vercelli, dove la famiglia Perinotti coltiva riso da una vita. Sto parlando dell’azienda Gli Aironi (certificata BIO ICEA).
Qui partirebbe tutto il pippone sul riso, visto che sono proprio fresca di corso, ma ve lo riassumo in poche semplici punti.
La gemma del riso, di solito viene tolta durante il processo di lavorazione dei chicchi:
“La cariosside del riso appena raccolto si chiama risone, questo diventa commestibile dopo varie lavorazioni, svolte in un’industria risiera.
La sbramatura viene fatta con due dischi a smeriglio, ruotanti in senso contrario e ad adeguata distanza, che rompono le glumelle senza intaccare il granello.
La sbiancatura è un nuovo passaggio fra due coni (uno dentro l’altro), dove una superficie smerigliata toglie i residui delle glumelle; si ottiene il riso semilavorato o mercantile.
La brillatura fornisce il riso brillato, bianco e lucente e traslucido.” Wikipedia
Una sbramatura leggera del chicco e la lavorazione fatta a pietra, mantiene le sostanze nutritive presenti nella parte esterna del chicco, gemma compresa e consente di avere un riso con più gusto e che regge meglio in cottura.
La tenuta del riso in cottura infatti, è data dagli strati esterni del chicco più ricchi di proteine e lipidi, e non da indurimento della carosside, che può essere ottenuto da un prolungato invecchiamento (vedi la famosa marca A……O). L’invecchiamento del chicco, lo depaupera delle caratteristiche organolettiche e limita la capacità di assorbimento di questo quando si fa un risotto.
A voi la scelta adesso, la storia che vi ho raccontato, è la storia di questo carnaroli. Vi lascio alla ricetta.
RISOTTO AL CEDRO
150 gr di riso carnaroli
15 gr di scorza di cedro, solo pa parte gialla
50 ml di succo di cedro
100 gr di provola
50 gr di parmigiano
1 scalogno
1 litro di brodo vegetale
olio evo
sale
prezzemolo
Una volta preparato il brodo in una padella far stufare lo scalogno. Saranno necessari una 15ina di minuti per preparare un buon fondo. Procedere così: far soffirggere lo scalogno tritate con poco olio, non appena comincia a cambiar colore aggiungere il brodo, un mesto alla volta appena viene assorbito. Appeno lo scalogno è diventato trasparente il fondo è pronto quindi possiamo aggiungere il riso.
Tostare i chicci in padella qualche minuto, appena comincia ad essere del tutto asciutto, aggiungere il brodo e continuare la cottura.
Tagliare il credro e la provola a dadini, a 2/3 della cottura aggiungere il cedro (succo e scorza) e subito dopo la provola, amalgamare il tutto aggiungendo sempre brodo e terminare con un pochino di prezzemolo e parmigiano.
27 apr '12 · 23 commenti · Primi Piatti, riso ·






