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La nuova guida del Gambero Rosso: Ristoranti d’Italia 2014, è stata presentata ieri, dalla mattinata in cui si sono tenute le premiazioni, fino a sera, la Città del Gusto ha ospitato i migliori chef del nostro paese. Io ho partecipato alla cena di gala, dove ho scattato le foto che vedete.

Ma veniamo subito alla classifica di quest’anno: sul podio delle Tre Forchette Bottura e Vissani, mantengono il primo posto seguiti da Heinz Beck, dalla famiglia Iaccarino del Don Alfonso e da Villa Crespi. Ci sono quattro nuovi ingressi in classifica: il Devero Ristorante del Devero Hotel di Cavenago di Brianza (MB) con 91/100, l’Antica Osteria da Cera di Campagna Lupia (VE) con 90/100, il Trussardi alla Scala di Milano con 90/100 e per la prima volta in assoluto un locale sardo di Siddi (VS) il S’Apposentu a Casa Puddu con 90/100.
A perdere invece il primato, anche se difficile da spiegare il perché soprattutto per Uliassi – Senigallia (AN), e Oasis Sapori Antichi – Vallesaccarda (AV).

La Lombardia è la regione leader con ben 5 locali che detengono il primato delle Tre Forchette (e il maggior numero di locali che ricevono i Tre Gamberi), seguita dal Veneto con 3 e dall’Emilia Romagna, Piemonte e Toscana con 2. Fra i Tre Gamberi premiato per la prima volta un locale della regione Basilicata: La Locandiera, di Bernalda (MT) e anche a livello nazionale il locale di Roma Armando al Pantheon. Al Lazio il primato delle Tre Bottiglie, con 3 locali premiati.

 

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(Foto: Crema di rapa rossa con burrata e crumble di acciughe – Il Pellicano)

Segue la classifica con il punteggio della guida 2014, quello della 2013:

TRE FORCHETTE

Ristorante 2014 2013
OSTERIA FRANCESCANA – MODENA 95 95
VISSANI – BASCHI (TR) 95 95
DON ALFONSO 1890 – SANT’AGATA SUI DUE GOLFI (NA) 95 95
LA PERGOLA DE L’HOTEL ROME CAVALIERI – ROMA 94 95
VILLA CRESPI – ORTA SAN GIULIO (NO) 94 94
PIAZZA DUOMO – ALBA (CN) 93 93
LA TORRE DEL SARACINO – VICO EQUENSE (NA) 93 93
LE CALANDRE – RUBANO (PD) 92 93
LAITE – SAPPADA (BL) 92 92
LORENZO – FORTE DEI MARMI (LU) 92 91
LA MADIA – LICATA (AG) 92 91
DAL PESCATORE SANTINI – CANNETO SULL’OGLIO (MN) 92 93
REALE – CASTEL DI SANGRO (AQ) 92 93
ST. HUBERTUS DELL’HOTEL ROSA ALPINA – SAN CASSIANO (BZ) 92 92
DEVERO RISTORANTE DEL HOTEL CAVENAGO DI BRIANZA (MB) 91 87
LA MADONNINA DEL PESCATORE – SENIGALLIA (AN) 91 91
IL PELLICANO – PORTO ERCOLE (GR) 91 91
ILARIO VINCIGUERRA RESTAURANT – GALLARATE (VA) 91 91
DA VITTORIO – BRUSAPORTO (BG) 91 90
ANTICA OSTERIA DA CERA – CAMPAGNA LUPIA (VE) 91 87
IL POVERO DIAVOLO – TORRIANA (RN) 90 90
S’APPOSENTU A CASA PUDDU – SIDDI (VS) 90 87
TRUSSARDI ALLA SCALA – MILANO 90 NEW ENTRY

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(Foto: Bianco e nero di seppia – Trussardi alla Scala)

PERDONO LE 3 FORCHETTE:

Uliassi – Senigallia (AN)

Oasis Sapori Antichi – Vallesaccarda (AV)

GUADAGNANO LE TRE FORCHETTE:

Devero Ristorante del Devero Hotel Cavenago di Brianza (MB)

Antica Osteria da Cera – Campagna Lupia (VE)

S’Apposentu a Casa Puddu – Siddi (VS)

Trussardi alla Scala – Milano

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(Foto: Manicaretti alla mela, formaggio salato della Candia e semi di cipolla – Laite)

I MIGLIORI DUE FORCHETTE

Ristorante 2014
Da Caino – Montemarano (GR) 89
Combal.Zero – Rivoli (TO) 89
Miramonti L’Altro – Concesio (BS) 89
Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni – Bellagio(CO) 89
Il Pagliaccio – Roma 89
Enoteca Pinchiorri – Firenze 89
La Trota – Rivodutri (RI) 89
Ambasciata – Quistello (MN) 88
Agli Amici Trattoria dal 1887 – Udine 88
Antica Corona Reale – Cervere (CN) 88
Arnolfo – Colle di Val d’Elsa (SI) 88
The Cesar dell’Hotel La Posta Vecchia – Ladispoli(RM) 88
Le Colline Ciociare – Acuto (FR) 88
Cracco – Milano 88
Il Desco – Verona 88
Duomo – Ragusa 88
Taverna Estia – Brusciano (NA) 88
Il Faro di Capo d’Orso – Maiori (SA) 88
Al Gambero – Calvisano (BS) 88
Già Sotto l’Arco – Carovigno (BR) 88
Giardino – San Lorenzo in Campo (PU) 88
Oliver Glowig all’Aldrovandi Villa Borghese – Roma 88
Guido – Serralunga d’Alba (CN) 88
Guido da Costigliole – Santo Stefano Belbo (CN) 88
Il Mosaico del Terme Manzi Hotel – Ischia (NA) 88
Oasis Sapori Antichi – Vallesaccarda (AV) 88
L’Olivo del Capri Palace – Capri (NA) 88
Pashà – Conversano (BA) 88
La Peca – Lonigo (VI) 88
Pinocchio – Borgomanero (NO) 88
La Primula – San Quirino (PN) 88
Quattro Passi – Massa Lubrense (NA) 88
Romano – Viareggio (LU) 88
Zur Rose – Appiano/Eppan (BZ) 88
La Stua de Michil dell’Hotel La Perla – Corvara in Badia/Corvara (BZ) 88
Symposium 4 Stagioni – Cartoceto (PU) 88
La Tenda Rossa – San Casciano in Val di Pesa(FI) 88
Uliassi – Senigallia (AN) 88
Villa Maiella – Guardiagrele (CH) 88

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(Foto: Sandwich di triglia e scarola su gazpacho di pomodoro verde – Lorenzo)

GLI EMERGENTI
Questa è una categoria che suscita sempre il mio interesse perché sono i locali da tenere sott’occhio perché potrebbero presto entrare nell’olimpo dei “forchettati”, la classifica dove si fanno le nuove scoperte, quest’anno ci sono 4 nuove entrate, a conferma che questo settore, nonostante la crisi è ancora in continuo fermento.

Pashà – Conversano (BA) 88

Lunasia del Green Park Resort – Tirrenia (PI) 87

Metamorfosi – Roma 86

Aminta – Genazzano (RM) 85

La Femme Meridiana – San Bartolomeo al Mare (IM) 84

Gaudio – Barbariga (BS) 84

Signum – Salina (ME) 84

Il Cappero del Therasia Resort – Vulcano (ME) 84

Kresios – Telese Terme (BN) 83

El Coq – Marano Vicentino (VI) 82

Le Giare – Montiano (FC) 81

Veritas – Napoli 81

Umami – Andria (BT) 81

Angelo Sabatelli – Monopoli (BA) 81

Ad Gallias – Bard (AO) 80

Le Tre Lune – Calenzano (PO) 80

TRE GAMBERI

Angiolina – Pisciotta (SA)

Antichi Sapori – Andria (BT)

Armando al Pantheon – Roma

Ai Cacciatori – Cavasso Nuovo (PN)

Consorzio – Torino

Caffè La Crepa – Isola Dovarese (CR)

Locanda Al Gambero Rosso – Bagno di Romagna (FC)

La Locanda delle Grazie – Curtatone (MN)

La Locandiera – Bernalda (MT)

La Madia – Brione (BS)

Osteria del Treno – Milano

Pretzhof – Val di Vizze/Pfitsch (BZ)

Tischi Toschi – Taormina (ME)

Vecchia Marina – Roseto degli Abruzzi (TE)

Osteria della Villetta dal 1900 – Palazzolo sull’Oglio (BS)

TRE BOTTIGLIE

La Baita – Faenza (RA)

Casa Bleve – Roma

Le Case della Saracca – Monforte d’Alba (CN)

Damini Macelleria & Affini – Arzignano (VI)

Del Gatto – Anzio (RM)

Al Donizetti – Bergamo

Lanzani – Brescia

Enoteca Marcucci – Pietrasanta (LU)

Ombre Rosse – Preganziol (TV)

Oste della Mal’ora – Terni

Picone – Palermo

Roscioli – Roma

 

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(Foto: Budino Veneziano – Antica Osteria da Cera)

PREMIO QUALITÀ/PREZZO

Campania:
Il Papavero – Eboli (SA)

Piemonte:
‘I Bunet – Bergolo (CN)
L’Osteria del Vignaiolo – La Morra (CN)

Friuli Venezia Giulia:
La Torre – Spilimbergo (PN)

Puglia:
La Strega – Palagianello (TA)

Lombardia:
Due Spade – Cernusco sul Naviglio (MI)

Sardegna:
Locanda dei Buoni e dei Cattivi (Cagliari)

Marche:
Il Tiglio – Montemonaco (AP)
 

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Per concludere due parole sui piatti assaggiati: L’antipasto de “Il Pellicano” mi è piaciuto molto, per l’abbinamento e per le alici davvero ottime. Il Sandwich di triglia e scarola su gazpacho di pomodoro verde ad opera di “Lorenzo”, oltre di bell’impatto cromatico anche un gusto molto mediterraneo, saporito e non scontato.
Peccato non aver potuto assaggiare i gamberi di Cannavacciolo, ma di straforo sono riuscita a provare il “Lampone 1.1″ Heinz Beck (un momento di puro godimento che non sono nemmeno riuscita ad immortalare con una foto).

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Una cena a 4 mani degna di nota quella che si è tenuta la scorsa domenica a Pescara presso il Cafè Les Paillotes. Gli chef protagonisti dell’evento sono Heinz Beck e Davide Pezzuto, e con questi nomi ho detto già molto ai più. La serata è stata quella conclusiva della manifestazione “A Cena con le Star” che ha coinvolto il Cafè les Paillotes tutta l’estate di una serie di eventi gastronomici che hanno ospitato numerosi chef italiani stellati. Questa manifestazione, voluta dal Cavalier Filippo Antonio De Cecco, patron di casa e presidente del pastificio, ideata invece del restaurant manager Andrea La Caita, per il secondo anno di fila ha riscosso molto successo, grazie alla collaborazione con il giornalista Luigi Cremona e Lorenza Vitali di Witaly.
Il locale, 1 stella Michelin, è inserito nel contesto dello stabilimento balneare il Lido delle Sirene. La cena si è svolta sfruttando così vari spazi della struttura, godendo di un aperitivo, a base di champagne e finger food, in spiaggia e del buffet di dolci finale all’esterno sotto i gazebo in legno.

Caffè les Paillotes entrèe

“Il sottobosco” è stata l’entrèe, fuori menù della serata. Un bel gioco di consistenze e sapori ricreavano in bocca i profumi del bosco, la parte croccante data dalla scorsa di topinambur e il mix di ingredienti ridotti in polvere donavano un susseguirsi e un evolversi di gusti, che richiamavano già il calore dell’autunno e dell’estate che volge al termine. Un inizio che sorprende e che a mio parere, entra, pari merito con il dessert, tra i piatti della serata. L’abbinamento con il Trebbiano d’Abbruzzo Marina Cvetic 2010 era azzeccato, non posso negarlo, pensavo avrebbe prevalso il vino, invece era l’equilibrio giusto.

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Segue “tartare di scampi con papaia e cetriolo” e da amante dei crudi non avrei potuto non gradire questo piatto. L’equilibrio tra i sapori è incredibile, si sente il pesce la freschezza del cetriolo, la dolcezza del mango, insieme alla salsa con lemongrass (nota acidula) e la croccantezza delle patate viola. Niente era lì a caso, tutto aveva il suo ruolo ben preciso nel giusto quantitativo. Meno bene, in questo caso l’abbinamento con il primo vino.

Tonno e sedanini

Segue il “Tonno tonnato” e il primo patto di “Sedanini con gamberi rossi, purea di melanzana affumicata e croccante di pane”. Ambedue interessanti.

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Si arriva al secondo piatto “Merluzzo nero in crosta di ‘nduja su minestrone di verdure e trippette”, penso che solo in pochi possono riuscire ad utilizzare in un secondo così la ‘nduja insieme al pesce e lasciare un buon equilibrio tra i due, in modo che nessuno compra l’altro, un bellissimo gioco di consistenze in bocca che trovano anche riscontro in un accattivante abbinamento cromatico, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Il piatto è in menù anche alla Pergola.
Il vino in abbinamento era Chardonnay colline teatine Marina Cvetic (la signora Masciarelli, era presente alla serata tra l’altro).

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Arriva il dessert, che precede il gran buffet di dolci, giusto per non farsi mancar nulla insomma: “Sfera ghiacciata ai frutti rossi su crema al tè con lamponi cristallizzati”.
Un vero e proprio palloncino ghiacciato alla frutta (fatto mediante utilizzo di azoto liquido) che quando si apre e si mescola alla crema al tè e cioccolato scatena tutta la sua potenza. La tostatura del tè insieme a delle note salate, insieme all’acidità dei frutti, rendono questo dolce un incanto, il colpo di grazia, arriva quando si mangiano i lamponi cristallizzati, una sensazione unica quando il fruttino esplode in bocca liberando un cuore liquido. Entusiasmante.

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La serata arriva al temine, ci apprestiamo ancora a provare qualche dolce al bicchiere dal buffet all’aperto, ormai sazi.
L’aria della sera è fresca, sembra già cambiata, solo per il fatto che è iniziato settembre. Le manifestazioni estive volgono al termine e noi ci godiamo gli ultimi sprazzi d’estate, scattando anche l’ultima foto con Heinz Beck.

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Per tre giorni immersa dentro una bolla ho fluttuato a qualche metro da terra racchiusa in un mondo solo mio. La bolla è scoppiata nel preciso momento che ho messo piede a Fiumicino, maledetto aeroporto che mi ha riportato alla solita realtà.
La bolla è scoppiata ed è come se non fosse mai esistita nella realtà, ma per fortuna in testa resta.
Restano i tre giorni passati al quinto foodblogger connect presso il Battersea Art Centre e tutte le emozioni, le idee, le tante foto e io che… proprio uguale a prima non sono.

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Tre giorni di conferenze di grandi foodblogger, fotografi, tecnici, ideatori di nuovi business. Dal canto mio mi sono sentita piccolissima in confronto a tanti esperti, che hanno trasformato il blog in un lavoro, una ragione di vita facendo marketing di loro stessi e lavorando sodo.
Una blogger part-time come me, in una paese come l’Italia, che obiettivi potrebbe sperare di avere? Che cosa mi sono messa in testa di fare quando ho iniziato a scrivere in queste pagine?
Tutte domande che mi sto ponendo e a cui ho dato le mie risposte.
Far conciliare lavoro e blog, avere una doppia vita, quando ti accorgi che il tuo “hobby” è una passione talmente grande che esplode e invece di lasciargli fare il suo corso, tu che fai?
La tieni a bada e fai finta che sia lì un pochino assopita? Pensateci… Se siete come me, pensateci.

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Al di là delle domande su me stessa, che inevitabilmente l’FBC mi ha fatto porre, mi piacerebbe parlarvi di tanti interventi interessanti a cui ho assistito dall’intervento di Penny de Los Santos, a David Lebovitz a Mrs Marmite Lover, ma mi rendo conto che sarebbe impossibile e noiosissimo riproporre tutto qui.
Sono frastornata ancora… E se all’arrivo a Fiumicino non avessero perso la mia valigia con tutti gli appunti probabilmente sarei riuscita a raccontarvi anche qualcosa in più.

Orgoglio tutto italiano quando alla presentazione dei nuovi libri pubblicati dai foodblogger ben due, erano del nostro paese, Juls’ Kitchen I love Toscana e Sarah Fioroni A family farm in Tuscany. Brave ragazze!

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Mi piacerebbe raccontarvi uno ad uno gli street food assaggiati a pranzo a cena, in 3 giorni si sono susseguiti tantissimi ragazzi in gamba che hanno creato attività legate a cucine etniche utilizzando un furgone e un barbecue, poche cose, semplici e ottime.
L’ora del tè con biscottini, macaron e tortine è stato un momento che ho amato. A chi pensasse che la conferenza in realtà è solo una scusa per passare 3 giorni ininterrottamente a mangiare, rispondo… Si è vero! E’ stato tutto un pretesto. :))

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Ho conosciuto tantissime persone interessanti, questa la grande potenzialità del foodblogger connect, incontrarsi parlare, e da cosa nasce cosa. Ora, io con l’inglese, me la cavo per le “cose” essenziali e non vi sto a raccontare la fatica di interagire e capire e seguire tutto quanto, mi spiace solo se qualcuno mi ha chiesto fischi e io ho risposto fiaschi, ma pazienza se mai si esce dalla zona comfort mai si migliora e spero che mi avranno accettata anche così.

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Ieri all’alba ho lasciato la città, dopo aver passato l’ultima serata a spasso nelle zone centrali e concedendomi l’ultima cena al Dinner di Blumental (spaziale! e ora voglio andare assolutamente al Fat Duck!)
Ho apprezzato Londra, con il sole e il caldo per 3 giorni consecutivi, mai visto niente di meglio e di più sperato per le condizione meteo, tant’è che domenica mi ha anche regalato un tramonto eccezionale mentre mi aggiravo intorno al London Eye. Pare che insomma anche il tempo ci si sia messo di impegno a rendere il mio soggiorno ancora più perfetto.

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