Kitty's Kitchen

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CAT | Zuppe

Vellutata di carote viola e daikon

Direi proprio che, ci voleva. Dopo una carrellata di dolci per San Valentino, dopo i fritti di carnevale, era ora di qualcosa di leggero, semplice e comfort. La zuppa di carote è un vero classico, nei casi di emergenza, quando il frigo ulula. Capita anche voi? Che nel cassetto della verdura restano quelle carote che ormai i loro giorni migliori li hanno hanno senz’altro visti? Bene, potete realizzare questa vellutata anche con quelle lì.

Ora si da il caso che avessi proprio quelle carote viola biologiche, quelle di Caramadre, che guarda caso avevo accuratamente messo da parte quel pezzettino di daikon, da qui, quindi, già non vedevo l’ora di sperimentare questa accoppiata insieme.

Vellutata di carote viola e daikon

VELLUTATA DI CAROTE VIOLA E DAIKON

200 gr di carote viola (o arancioni)
100 gr di daikon
100 gr di porro
1 gambo di sedano
2 patate
olio evo
sale
foglioline di menta

Tagliare il porro e il sedano molto finemente e iniziare a soffriggere in olio, appena comincia a sfrigolare aggiungere un mestolo d’acquo e continuare la cottura per almeno 10 minuti continuando ad aggiungere acqua fino a che il porro non è diventato quasi trasparente.
A questo punto pulire e pelare tutta la verdura, tagliarla in piccoli pezzi e aggiungerla in pentola con acqua sufficiente quasi a coprirle tutte.

Cuore per 20 minuti abbondanti, fino a che le verdure non sono tenere e l’acqua si è ridotta, aggiungere il sale e frullare tutto.

Servire con un filo d’olio a crudo e qualche fogliolina di menta.

crema di piselli

Due, in particolare si contendono il primato di miglior zuppa di questo inverno.
In questa stagione, le preparo spessissimo, perché sono comode, nel senso che ne preparo un quantitativo sufficiente per sfamarmi almeno 2-3 giorni, mi trovo la cena pronta, e posso decidere di mangiare solo quella, se ho sgravato un pochino con la merenda o arricchirla con del formaggio o della carne, se sono stata brava durante la giornata.
Fondina bollente, tv, magari un bicchiere di vino, cena in solitaria perfetta per i miei gusti… Se invece avete ospiti si può benissimo proporre lo stesso piatto magari in cocotte più carine, coperte di pasta sfoglia.

Forse l’avrete già capito ma io prediligo le zuppe frullate, si anche il minestrone, preferisco sempre farne un passato, a differenza di qualcuno :)
La prima ricetta prende spunto da un piatto di Nigella la seconda viene da Saveur.

zuppe

CREMA DI PISELLI CON PARMIGIANO

500 gr di piselli congelati
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
1 patata
scaglie di parmigiano
olio evo
sale

Tritare carota cipolla e sedano fare un soffritto veloce nell’olio e aggiungere i piselli (anche congelati). Coprire con l’acqua, aggiungere anche la patata pelata e le verdure che avete a disposizione tutte tagliate a pezzi.
Chiudere con il coperchio e lasciar cuocere 30 minuti , aggiungendo l’acqua se necessaria. Trascorso tale tempo, controllare la cottura, soprattutto delle patate che sono le più lente, se queste sono pronte, frullare tutto.
Servire con un filo d’olio e le scaglia di parmigiano.

crema di patate e porri

ZUPPA DI PORRI E PATATE

4 patate medie (400 gr circa)
1 porro intero
3 carote
1 costa di sedano
olio evo
sale

Pelare le patate, pulire le verdure e fare un rapido soffritto di sedano carota e parte del porro in poco olio. Aggiungere l’acqua e anche il resto delle verdure. Salare e lasciar cuocere coperto per circa 20-25 minuti.
Frullare il tutto e servire con un filo d’olio a crudo, erba cipollina o foglie di porro per guarnizione.

tofu

Reperire soia gialla e nigari, questo il primo passo per l’avventore che si appresta a produrre in casa il tofu.
Prima che tutti in coro mi poniate la stessa domanda la risposta è: Natura sì, lì trovate tutto l’occorrente.

Il tofu è una preparazione affascinante, forse anche più del seitan, ho amato Pietro Leemann nel momento in cui, in un intervista , alla domanda “quale pietanza avresti voluto inventare tu?” lui rispose “il tofu”. Ha pienamente ragione, perché si resta a guardare con gli occhi di bambini cagliare il latte di soia che ci siamo prodotti in casa dalla semplice bollitura dei fagioli. L’agente cagliante, altro non è che cloruro di magnesio, ossia il nigari, si vende in buste ed è sotto forma di fiocchi, totalmente vegan (niente stomaci di animali! Pussavia!)

Una volta preparato il tofu, in frigo si può conservare per una settimana ma solo i primi due giorni avrà un pochino di sapore in più.
Ricordavo che Senza Panna, aveva eseguito questa preprazione così sono andata a vedere sul suo blog, che poi mi rimanda a: la cuoca petulante, così ho seguito tutte le sue indicazioni. .. con un aiutante d’eccezione in cucina! ;)

tofu2

TOFU FATTO IN CASA

500 gr di fagioli di soia gialla
1 cucchiaio colmo di nigari
4 litri d’acqua

La sera prima:
mettere in ammollo i fagioli in acqua, scegliete un contenitore grande perché si gonfiano molto.

La mattina seguente:

1- Ottenere il latte di soia

Frullare tutti i fagioli, aggiungere poca acqua per aiutare le lame nell’operazione.
Mettere 4 litri d’acqua in una capiente pentola e far bollire.
Aggiungere la purea di fagioli. A questo punto girate e mescolate rapidamente perché si formerà subito una spessa schiuma, che deve continuare a bollire per 2 minuti. Trascorso tale tempo sperare la polpa di fagioli dal latte.

2- Cagliare il latte

Avrete così ottenuto circa 4 litri di latte di soia che deve essere rimesso in padella e bollire per circa 10 minuti.
Trascorso tale tempo lasciar riposare il latte e portarlo alla temperatura di 80° (cioè quando smette di fare il fumo!).
Nel frattempo, sciogliere il nigari in una tazza di acqua tiepida, aggiungere questa soluzione al latte, aggiungerla in 3 tempi aspettando qualche istante e mescolando tra un aggiunta e l’altra.

3- Formazione e lavaggio del tofu

Il tofu comincia a cagliare quindi io (che non avevo fascine da ricotta) ho usato garza e colino.
Foderare il colino di garza, versarci dentro la cagliata e chiudere la garza. Potete realizzare piccoli panetti. Ognuno dei quali con un peso dopra dovrà scolare per circa 30 minuti.
Trascorso tale tempo, mettere in panetti, liberi dalle garze, in acqua fredda per 15 minuti.

4- Come mangiarlo

Ce l’abbiamo fatta! YATTAAA!
Finalmente il nostro tofu è pronto, come consumarlo?
Ovviamente al naturale:
con un po’ di salsa shoyu,
con olio di sesamo e aceto di riso emulsionati insieme,
aggiunto alla vostra zuppa di miso calda , insieme a dell’erba cipollina e dell’alga kombu. Oppure all’italiana, aggiunto all’insalata: così, così o sotto forma di hamburger

5- L’okara

Bè? Non vi siete chiesti che fine fa la purea di fagioli? Mica si butta! Si può consumare in svariati modi: polpette, zuppe etc… E ogni consiglio per il suo riutilizzo creativo è ben accetto anche da parte mia! :)

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