Pane di grano duro Senatore Cappelli

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Tornare ad impastare e fare il pane, mancava in questo inizio 2016.
Piccole grandi soddisfazioni, gioie quotidiane, soprattutto se è un pane importante, legato ad una terra come l’Abruzzo realizzato con un grano come quello Senatore Cappelli.

In Abruzzo ancora si producono cultivar di grani come: Solina, Saragolla e Senatore Capelli, trovare una di queste farine, macinate a pietra è anche abbastanza facile oggi, anzi a dire il vero ormai c’è un vero e proprio ritorno a queste coltivazioni per anni poco utilizzate perché meno redditizie in termini di produzione.

Senatore Cappelli è una varietà di grano creata a opera di Nazareno Strampelli,che era un genetista. Era il 1915 quando la varietà fu rilasciata ed e si diffuse molto nel meridione del nostro paese ma anche in tutto il mediterraneo.
Il nome nasce da una dedica, infatti Strampelli lo chiamo così, per omaggiare colui che gli aveva messo a disposizione campi per la sua sperimentazione e risorse per la ricerca, egli era proprio un marchese abruzzese, Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia. (Fonte: Il Senatore Cappelli e gli altri grani di Nazareno Strampelli di Dario Bressanini).

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Quindi con un grano così importante storicamente per il nostro paese, sono finita a unire acqua farina e lievito madre per fare un pagnotta che sapesse di altri tempi, che mi ricordasse l’immagine di una donna forte come la mia bisnonna. Ma tutta la storia e la ricetta la trovate su Taste Abruzzo.

PAGNOTTA SENATORE CAPPELLI
(per una pagnotta da 1 kg)
150 g di pasta madre rinfrescata
500 g di semola di Senatore Cappelli
macinata a pietra
300 ml di acqua
un pizzico di sale

Sciogliere il lievito madre nell’acqua e iniziare ad aggiungere semola, impastando. Aggiunger anche il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere una palla bella liscia e omogenea. Mettere in una ciotola e lasciar lievitare 5 ore a temperatura ambiente. Rovesciare l’impasto su un piano infarinato, dargli una forma tondeggiante, trasferirlo su una teglia da forno e lasciarlo lievitare ancora due ore. Incidere la superficie con un taglierino affilato facendo i tipici tagli a formare un quadrato. Accendere il forno a 250°, infornare e cuocere per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°, continuando la cottura per altri 25-30 minuti.

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