Romanità a tavola: Maritozzi quaresimali o pazientini
Questi dolci vengono venduti tutto l’anno nelle pasticcerie e panetterie dell’Urbe. Tuttavia non tutti sanno che esiste una particolare versione di questi dolci che si fa abitualmente nel periodo quaresimale, in cui si era soliti digiunare e magiare questi dolci per darsi un pò di sostentamento, insomma. Non prevedono l’utilizzo di panna sono un pochino più rugosi e rustici all’aspetto dei classici maritozzi e prevedono l’utilizzo di uvetta o pinoli o frutta candita.
MARITOZZI QUARESIMALI O PAZIENTINI
100 gr di uvetta
50 gr di burro
20 gr di lievito di birra
3 cucchiai di zucchero
1 uovo
arancia candita
latte
sale
Sciogliere il lievito di birra in poco latte tiepido, aggiungerlo alla farina con un pizzico di sale, l’uovo sbattuto, il burro fuso e lo zucchero. Impastare e formare un panetto. Eventualmente aggiungere poco latte in più per ottener la consistenza del pane.
Lasciare in un luogo caldo a lievitare fino al raddoppio, coperto con un canavaccio.
Ammollare l’uvetta in acqua calda e farla rinvenire, scolarla e aggiungerla all’impasto lievitato insieme alla scorza d’arancia tagliata a pezzettini piccoli. Impastare i maritozzi e formarne 12 arrotolandoli per darli una forma leggermente allungata.
Disporli su di una teglia da forno rivestita di carta e lasciar lievitare ancora due ore. Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 250°, infornare e cuocere per 10 minuti (forno statico).
Si possono spennellare con una soluzione di acqua e zucchero per conferire ai maritozzi un aspetto lucido, in questo caso infornarli di nuovo per farli asciugare a forno spento.
23 mar '10 · 21 commenti · cucina del lazio, dolci ·


Carolina · 23 marzo 2010 alle 11:10
Maritozzi e panna… Un sogno ad occhi aperti! :)
Però anche questi cuginetti pasquali non sembrano per niente male, ma anzi…
Buona giornata mia cara!
manuela e silvia · 23 marzo 2010 alle 11:15
per noi uno a testa li hai messi da parte vero?? quanto ci piacerebbe assaggiarli!!
un bacione
Lisa · 23 marzo 2010 alle 11:19
Che vergogna mai mangiato uno….pare che io debba recuperare..sono favolosi Eli, bravissima!!!
Onde99 · 23 marzo 2010 alle 11:40
A me questa versione rustichella, senza panna, piace un sacco. Ne vorrei 4, perché oggi sono proprio disperata!!!
Luciana · 23 marzo 2010 alle 12:10
Buonissimi….mi piace molto questa versione…un bacione
Micaela · 23 marzo 2010 alle 12:22
non li conoscevo, è bello conoscere le tradizioni delle altre città! mi segno la ricetta! un bacione.
Claudia · 23 marzo 2010 alle 12:25
Non me fa pensà ai maritozzi va.. nei tempi in cui potevo.. ogni volta che uscivamo dalla discoteca ci andavamo a mangiare un bel maritozzone con la panna "Dar maritozzaro" a Porta portese.. ehehehehe.. Bravissima!!! ne prendo 1 ok? bcioni
dolci a ...gogo!!! · 23 marzo 2010 alle 13:36
questi maritozzi me li sognerò stanotte!!!!!davvero una goduria e adesso corro su mik….baci imma
terry · 23 marzo 2010 alle 14:26
DAvvero interessanti questi tuoi post sulla tradizione, con storia e ricetta… bello scoprire le origini di cibi così famosi, come i maritozzi appunto! che buoni!
bravissima!
Simona · 23 marzo 2010 alle 16:47
Che belli i tuoi post sulla tradizione, brava Elisa!
Questi maritozzi poi devono essere straordinari…
Simo · 23 marzo 2010 alle 16:49
uh…il commento di prima era il mio, devo aver fatto un pò di casotto…
Lo · 23 marzo 2010 alle 20:06
mi sono letta tutta la ricetta…che buoni!!! fare quaresima così è davvero invintante! :)
cris · 23 marzo 2010 alle 20:08
non li ho mai sentiti, ma devo recuperare al più presto!sono troppo invitanti!
Fabiana · 24 marzo 2010 alle 07:56
ti sono venuti molto bene!!! sono bellissimi da vedere e chissà che buoni!!!
soleluna · 24 marzo 2010 alle 10:09
Mamma mia che buoni! peccato che sono distante da Roma…buona giornata Luisa
Saretta · 24 marzo 2010 alle 16:20
Mai mangiati devo rimediareeeee!!!
Volevo ringraziarti per aver consigliato l'Arcangelo:ci sono adnati i miei oggi a pranzo(visto che erano a Roma) e hanno mangiato benissimo!Evviva i blog e la buona novella :D
Bacione
Amaradolcezza · 24 marzo 2010 alle 18:32
ne è avanzato qualcuno???
un bacione grandeeee
GIulia
Federica · 25 marzo 2010 alle 10:26
Accipicchia, come avevano fatto a sfuggirmi! Quanti bei ricordi legati ai maritozzi e quanti ne ho mangiati da piccina, anche se leggermente diversi da quelli rimani, senza uvetta e con l'aroma di anice. Sono deliziosi, quasi quasi li provo. Un bacione cara :X
Fra · 25 marzo 2010 alle 15:38
Non conoscevo questa versione dei maritozzi, ma mi piace davvero tanto! E' sempre bellissimo imparare qualcosa di nuovo sulla cucina tradizionale di altre regioni ;)
Un bacione
fra
Milena · 25 marzo 2010 alle 21:13
Oggi ho scoperto una cosa nuova che mi piacerebbe tanto assaggiare ….
Gino · 21 luglio 2010 alle 15:05
Sempre stato in fissa coi maritozzi (sarà che non ingrasso praticamente con niente e quindi non posso che provare simpatia). Ma andando un pò fuori dagli schemi, guardate che s'è inventato sto chef: un maritozzo salato. Che lì per lì non sapevo se battergli le mani oppure prenderlo a manate. Ma adesso so sincero: un pò di curiosità ce l'ho!