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Non si può certo dire che sia un piatto di cucina romana, infatti non è mia intenzione spacciarverlo per tale. Tuttavia, da qualche anno a questa parte, cioè da quando nel panorama della ristorazione capitolina entrano in scena realtà come il Bir&Fud e l’Open Baladin, le fatatine hanno prepotentemente occupato il primo posto tra gli snack o i finger food da consumare con accanto una buona birra.
Sono tre gli abbinamenti consolidati: al sale marino, alla paprika, ma soprattutto, mai provato con la liquirizia?
Si, le fatatine direi che sono buonissime in tutte le salse ma se volete l’idea che rivoluzionerà il vostro aperitivo la risposta è solo una: fatatine alla liquirizia.
Poi, che io sia di parte perchè adoro questa radice è una cosa secondaria, chiaramente, no? Con tanta nonchalance l’ho schiaffata nel pane, nel riso e ho anche un altro abbinamento in cantiere… Stay tuned! :)
Aprite la birra ghiacciate d’eccezione che avete in frigo, io ho un debole per questa ultimamente e preparatevi.
LE FATATINE
1 patata
olio di semi per friggere
sale
polvere di liquirizia o paprika a piacere
Per ottenere delle patatine croccanti, scegliere delle patate che siano fresche lavarle bene con una spatola anche sotto l’acqua corrente. Non c’è bisogno di pelarle se fate questa operazione con cura. Preparate una ciotola con acqua e ghiaccio e tagliate sottilmente la patata con una mandolina (tra i miei ultimi acquisti) settata a 1/2 millimentri, oppure fate l’operazione al coltello. Immergete le patate in acqua e ghiaccio.
Scaldare in padella abbondante olio di semi e portare a temperatura. L’olio sarà pronto quando immergendo uno stuzzicandi questo formerà delle bollicine attorno.
Scolate le patate dal liquido e immegetele nell’olio poche per volta altrimenti poi l’olio cala troppo di temperatura cuociono in 2 o 3 minuti. controllate quando cominciano a dorare e scolatele su carta paglia.
Salare e aggiungere la polvere di liquirizia, ottenuta frullando “a velo” liquirizia purissima e di buona qualità
14 lug '10 · 30 commenti · cucina del lazio, Finger Food, Merenda ·
La rubrica Romanità a tavola vi saluta e vi rinnova l’appuntamento a settembre con altre ricette adatte all’autunno. Grazie a Made in Kitchen che per diversi mesi mi ha ospitato le nelle sue pagine con grande affetto, a proposito anche oggi mi trovate qui
Ma passerei subito a parlare della ricetta di oggi:
Non lo negate il nome è troppo figo! Varrebbe la pena parlare di lui solo per il curioso nome che anticamente gli hanno “appioppato”. Ma perchè proprio cazzimperio?
A Roma questo nome viene attribuito al gesto con cui le verdure si tuffano nel loro condimento prima di mangiarle (imperio) ,ma c’è anche chi ritiene che derivi dall’italiano antico “cazza”, mestolo, arnese degli alchimisti. Per l’etimologia e altre curiosità qui.
Questo antichissimo nome è stato nobilitato anche da un sonetto del Belli ed è citato in una nota poesia del Trilussa:
« E, lì, se tinse er grugno de carbone,
se messe una giaccaccia e serio serio
agnede all’osteria der Cazzimperio
framezzo a li gregari de Nerone. »
Se non fosse stata disponibile la foto chissà cosa vi sareste immaginati vero? Ma il mistero è svelato il cazzimperio è il pinzimonio! :))
IL CAZZIMPERIO
carotine
sedano
zucchine
cetriolo
olio evo
sale
pepe nero
Lavare tutte le verdure, possibilmente sceglietele biologiche in modo tale che potremo mangiarne anche la buccia. Tagliare tutte le verdure a striscioline, in una ciotolina fare un condimento composto da olio (quello buono!) sale e pepe nero.
Tuffare le verdure nell’olio e mangiarle crude.
6 lug '10 · 21 commenti · Contorni ·
Collegati Made in Kitchen per vedere il risultato finale, intanto ti anticipo qui la ricetta:
Oggi a Roma si festeggia San Pietro e Paolo, i santi “patrono” della città, è quindi giorno festivo, solo da noi. Invidiosi?? Uffici chiusi e spiagge del litorale prese d’assalto, per i più fortunati si è presentato quindi un bellissimo ponte prendendo solo il lunedì di ferie, per i meno fortunati niente ponte ma la giornata di festa non ce la toglie nessuno.
Numerosi gli eventi e manifestazioni che si svolgono in occasione di questa ricorrenza. Una su tutte la girandola di Castel sant’Angelo da non perdere e poi i vari appuntamenti dell’estate romana.
Quello che penso che in questa stagione non si potrebbe star senza un certo frittino che stuzzica l’appetito e profuma di estate: i fiori di zucca farciti con mozzarella e alici. A Roma, cioè nei ristoranti, si trovano tutto l’anno. Quando si va fuori per una pizza è consuetudine mangiare prima dei frittini misti e c’è sempre l’immancabile supplì, il fiore di zucca e il filetto di baccalà, oltre magari ai più classici. Trovare i fiori di zucca davvero freschi non è sempre facile ma vale la pena sforzarsi un pò per poi realizzare questa ricetta che non delude mai.
FIORI DI ZUCCA MOZZARELLA E ALICI
10 fiori di zucca feschissimi
100 gr di acqua
farina qb
un pizzico di sale
mozzarella
5 alici
Lavare i fiori di zucca:
con molta delicatezza procedete a lavare i fiori all’esterno e all’interno, dove si portebbero nascondere insetti e con molta cautela asciugarli con un panno. Aprendo il fiore, con le mani e cercando di non romperlo staccate il pistillo e inserite dentro una striscetta di mozzarella. Se la mozzarella ha qualche giorno è meglio! e mezza alice sottolio.
Fatta questa operazione non è consigliabile lasciar riposare il fiore troppo tempo quindi procedete con la pastella. Io mi regolo così: in una bacinella svuotare un bicchiere d’acqua fredda, aggiungere un cucchiaio di farina e mescolare con una forchetta senza far formare grumi, aggiungere farina fino a che la pastella è della densità che immergendo il dorso di un cucchio questa ne resta totalmente avvolto.
A questo punto prendere i fiori dalla loro base e tuffarli nella pastella e nell’olio bollente, procedere solo con pochi fiori per volta altrimenti l’olio scende troppo di temperatura e non farà gonfiare i vostri fritti.
Solo prima di servirli salare i fiori e mangiarli caldi.
29 giu '10 · 33 commenti · Antipasti, cucina del lazio, Finger Food ·


