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Di come abbia prolificato il coriandolo sistemato nel vaso del mio giardino ne vogliamo parlare? E’ cresciuto a dismisura regalando dei meravigliosi fiorellini bianchi e chiaramente perdendo molto del suo aroma. Nel momento che la piantina fiorisce le sue foglie sono meno profumate, ma sono comunque adatte ad aromatizzare le baby melanzane verdi trovate durante un incursione a Piazza Vittorio.
Le melanzane verdi sono usate nella cucina Thai, Vietnamita e asiatica in generale. Qui ho trovato alcuni dettagli e l’idea di cucinarle con del curry.
Una volta tagliate le melanzane verdi, se hanno semi neri, sono amare e non si possono mangiare, ma se sono bianche allora saranno perfette.
Ho approfittato per realizzare io stessa la polvere di curry, dato che avevo della bellissima curcuma intera, regalo di Eva.

BABY MELANZANE VERDI AL CURRY E CORIANDOLO
6 baby melanzane verdi
olio di sesamo
1 cucchiaino di curry
coriandolo fresco
Tagliare le melanzane a fettine, se ci sono delle melanzane con i semi troppo neri, vanno eliminate perche sono amare. Tagliare le melanzane bianche emetterle in un colapasta conil sale e un peso sopra. Lasciar scolare qualche ora.
Scaldare una padella con l’olio di sesamo e cuocere le melanzane, aggiungendo dell’acqua se necessario. Copire la padella con il coperchio e lasciar cuocere, 15 minuti circa, fino a che non saranno tenere.
Aggiungere il curry e il coriandolo fresco alla fine.
CURRY IN POLVERE HOMEMADE
3 cucchiaini da tè di curcuma
2 cucchiaini da tè di cumino
2 cucchiaini da tè di semi di finocchietto
3 cucchiaini da tè di paprika
1 cucchiaino da tè di cardamomo
1/2 cucchiaino da tè di cannella
1/2 cucchiaino da tè di aglio in polvere
Utilizzando il macinaspezie, se non lo avete anche un frullatore può andare, macinare i semi e grattugiare le spezie che avete intere. Combinare insieme tutte le polveri e avrete il vostro curry, fatto in casa, che potrete decidere se averlo più o meno piccante, mettendoci anche il peperoncino.
16 mag '12 · 12 commenti · Contorni, cucina etnica, Cucine del Mondo ·
Vi ricordate i cedri? Si, sempre quelli di Sorrento, sempre quelli di cui ormai vi sto parlano da un mese a questa parte, ma non preoccupatevi siamo alla tranche finale.
Si dice uomo avvisato mezzo salvato vero? Ok, volete la ricetta dei canditi perfetti? Volete le scorzette tenere? Carnose? Trasparenti e lucide?
Ok, affare fatto, vi prometto che si possono fare in casa, ma considerate di prendervi almeno 10 giorni di ferie! Scherzo, il procedimento è solo laborioso ma per nulla complicato. Basta organizzarsi con i tempi. Su via, basterà lavare le scorzette giusto quelle due ore libere dopo cena, basta far bollire l’acqua ogni giorno per 4 giorni rinunciando alla vostra pausa pranzo… Accudirle, coccolarle e rigirarle per altri 3 giorni una volta finite.
La ricetta perfetta non è farina nel mio sacco, ma viene da gennarino, è perfetta nel caso abbiate delle scorze grandi e con una consistente parte di albuno, perchè la scorse troppo sottili sono più veloci da preprare anche con ricette che prevedono meno passaggi.
Però volete mettere la soddisfazione di fare i vostri canditi in casa? :)
Bene, ma ora con tutti questi canditi oltre a mangiarli così nature, cosa ci si può fare? Accetto suggerimenti.
SCORZE DI CEDRO CANDITE
600 gr di scorze di cedro (2 cedri grandi come palle da bowling o 8 piccoli)
600 gr di zucchero semolato
1 kg di sale grosso
acqua
Vi lascio alle parole di Gic:
“Iniziate col lavare bene i cedri in acqua corrente, magari pulendo la superficie con una spazzola semidura: poi asportate la calotta superiore del frutto, quella dov’è attaccato il picciolo e la punta sul lato opposto. Serve a regolarizzare le fette che dovrete ricavare.
Tagliate il cedro in quattro spicchi ed asportate l’interno, lasciando quanto più possibile dell’alburno, la parte bianca a contatto con la scorza e, naturalmente, lasciando quest’ultima.
Adesso mettete le fette sotto sale, a strati, alternando sale e fette di cedro. Lasciateli così per almeno 24 ore. Questa operazione serve a disidratare il cedro dall’acqua di vegetazione e rendere la polpa più compatta.
Dovrete ora lavarli accuratamente, risciacquandoli per almeno 12 volte (fatelo fidatevi, non saltate i passaggi!) fino ad eliminare qualunque traccia di sale. Mettete sul fuoco una pentola capace, piena di acqua e portatela a bollore. Immergetevi i cedri e, alla ripresa dell’ebollizione, contate una ventina di minuti. La bollitura eliminerà ogni ulteriore traccia di sale e renderà morbide le fette consentendo allo zucchero, nella successiva fase della canditura, di permeare bene tutto. A termine della cottura dovrà essere possibile trapassare facilmente con uno spillo ogni fetta.
Scolate le fette, bagnatele con acqua fredda e fate asciugare per qualche ora. Pesatele. Pesate ugual quantità di zucchero e a quest’ultimo aggiungete metà del peso in acqua e mettetelo sul fuoco per ottenere uno sciroppo al filo (110 °C).
Sistemate le fette di cedro con la parte bianca rivolta verso l’alto in un tegame giusto di misura per tutte le fette e, appena lo sciroppo è raffreddato un poco, versatevelo sopra. Trovate il modo di tenere le fette immerse (una piccola gratella sopra?) e lasciate così per 24 ore. Trascorso questo tempo estraete le fette di cedro e rimettete sul fuoco lo sciroppo per riportarlo a 110 °C. Di nuovo versate sui cedri e fate trascorrere altre 24 ore. Ripetete questa operazione per altre due volte (quattro in tutto) e, al termine dei quattro giorni le fette dovrebbero essere diventate trasparenti, cioè perfettamente candite.
Qualora non lo fossero ancora completamente fate un altro giro con zucchero ed acqua NUOVI, portati prima, anch’essi, a 110 °C.”
Scolare bene le scorze dall’acqua passatele nello zucchero e disporle su una gratella ad asciugare, lasciate seccare un paio di giorni girandole da ambo i lati perché tendono ad attaccarsi alla gratella.
Conservatele all’asciutto, in un barattolo di vetro o in una scatola di latta.
C’è anche chi le conserva sottovuoto.
7 mag '12 · 14 commenti · dolci, frutta, Impasti Base, Merenda ·
Prima di innamorarmi di “loro” mi sono innamorata del loro nome: l-a-m-p-a-s-c-i-o-n-i non vi fa venire in mente qualcosa di grosso o meglio di ciccione, che ne ne sta beato e pasciuto a panza all’aria? Bè, un pochino panciuti lo sono questi bulbi in effetti. A “panza” all’aria però, ci stanno ben poco, visto che passano la loro vita sotto terra per poi fiorire in primavera-estate, dando origine a bellissimi fiorellini viola.
I lampascioni, diffusi nell’Italia meridionale, qui a Roma, non sempre disponibili infatti appena arrivati dal pusher-verduraio-gioielliere non ho resistito a prenderne una vaschetta. Siccome anche questi bulbi sono una primizia ad inizio primavera, sorvolo sul prezzo quasi folle!
Piccola parentesi sul verduraio -chi mi segue lo sa che lo amo- Ragazzi! Ho scoperto stamani che quel matto si è tagliato tutti i capelli, SIGH! Lo preferivo molto di più capellone! :((
Chiusa parentesi e tornando a noi, al di là del prezzo, ma volete mettere la soddisfazione di tuffare i lampascioni nell’olio caldo e guardare come si aprono in meravigliosi fiori teneri e croccanti? Bè questo non ha prezzo – E manco il verduraio con i capelli lunghi. Ecco –
Per la ricetta, non ho avuto dubbi sul “dove” andarla a cercare, sono poche le esperte di cucina Pugliese e della Basilicata, tra queste c’è Angela che cura il blog e il negozio di Sapori dei Sassi chi meglio di lei poteva fornirmi una ricetta affidabile per i lampascioni fritti?
LAMPASCIONI FRITTI
500 gr di lampascioni
olio per friggere
sale
vino cotto a piacere per condirli
L’unica accortezza da seguire per i lampascioni è tenerli a lingo a bagno dopo averli puliti dalla scorza terrosa esterna. Una volta tagliati, questi bulbi rilasciano un siero lattiginoso molto amaro che devono perdere.
Puliti e lasciati due ore in acqua, è consigliabile sbollentarli un attimo in acqua bollente e asciugarli. Fatte tutte queste operazioni sono pronti per essere tagliati in 6 parti sulla sommità ed essere fritti.
Friggere i lampascioni a testa in giù e lasciarli aprire bene, scolarli su carta assorbente e salarli.
Potete condirla con del vin cotto oppure mangiarli nature. I lampascioni saranno croccantissimi fuori ma tenerissimi nel cuore e si scioglieranno in bocca… Se vi state chiedendo se sanno di cipolla, vi dico, niente affatto! Hanno un gusto delicatissimo, detto da una che le cipolle non le ama eh!
23 mar '12 · 18 commenti · Antipasti, Contorni, cucina pugliese, Cucine Regionali d'Italia ·





