Torta Langarola

torta langarola

E’ stata Giulia che al grido di guerra: “un trionfo di burro e nocciole” mi ha totalmente ammaliata con la ricetta della sua Torta Langarola. Ebbene, a chi mai avrei potuto rubare la ricetta di una torta così, se non a una piemontese doc? Insomma ho atteso solo qualche tempo che mi arrivassero direttamente a casa le nocciole della nuova raccolta (Grazie Ale per il consiglio!) e mi sono cimentata in questa preparazione “trionfale”, è il caso di dirlo.

Si tratta di un guscio di pasta frolla con una farcitura che contiene una crema di nocciole tritate, uova e burro. Nel complesso è molto semplice da fare tant’è che nel giro di una settimana ne ho preparate ben due, una nella versione tradizionale una (di esperimento) al pistacchio.

Poi, studiando e approfondendo per saperne di più di questa torta scopro che anche Montersino in realtà, fa una versione simile a quella di Giulia. D’altronde il ripieno non è altro che un composto frangipane in sostanza: esiste la versione torta, ma anche quella a tortine senza frolla con farina di farro, che è già in lista tra le prossime sperimentazioni.

torta langarola_2

TORTA LANGAROLA

Per la frolla:

250 gr di farina 00
150 gr di burro
100 gr di zucchero
3 tuorli d’uovo
un pizzico di sale
la scorza di mezzo limone

Per la farcitura:

Marmellata di albicocche q.b
125 gr di uova intere (sono circa 2 mezzo)
150 gr di zucchero semolato
50 gr di farina 0
150 gr di nocciole in polvere
150 gr di burro fuso freddo
2 cucchiai di liquore all’amaretto

Per decorare:

Gelatina di frutta
Granella di nocciole

Preparare la frolla mescolando gli ingredienti, aggiungere alla farina il burro freddo tagliato a cubetti, le uova, lo zucchero, il sale e gli aromi quindi impastare con la punta delle dita senza scaldare troppo l’impasto. Quando si sarà ottenuto un composto omogeneo trasferire tutto in un foglio di pellicola trasparente, formare un panetto e riporre in frigo almeno per un ora.
Si può fare la frolla anche il giorno prima.

Stendere la pasta frolla rivestendo la teglia, la mia era da 26 cm di diametro, bucare il fondo della pasta con i rebbi della forchetta e stendere un velo di marmellata di albicocche.

Accendere il forno a 170°C e procedere con il ripieno della torta.
Montare le uova intere con lo zucchero, montarle a lungo fino a che non saranno bianche e spumose.
Mescolare le due farine la 0 e quella di nocciole e aggiungerle alle uova delicatamente con una spatola con movimenti dal basso verso l’altro incorporando aria.

Aggiungere quindi: il burro fuso freddo e il liquore all’amaretto.
Versate l’impasto nella teglia precedentemente rivestita di pasta frolla,decorare i bordi della crostata schiacciando la frolla con la forchetta e infornare a 170° per 35 minuti (forno ventilato).

Un volta sfornata e freddata spalmare con gelatina di frutta (ok, io non l’avevo e ho utilizzato la marmellata di albicocche stesa sottilissima) aggiungere sopra granella di nocciole.

Crostata al pistacchio

Stessa torta ma con variante pistacchio, basta sostituire la farina di nocciole con quella di frutta secca che si preferisce. Certo, se proprio volete saperlo io ho preferito la versione alle nocciole.

4 Comments

  • Mamma mia che meraviglia! Solo a vederla mi vien voglia di andare a comprare le nocciole, ché è da troppo che non la faccio! E pure la versione al pistacchio (io aaaamo i pistacchi).
    Sono contenta che ti sia piaciuta! Certo, è una discreta bomba calorica, ma una volta ogni tanto ci sta tutta!
    Anche io ho sempre voluto provare la tortine, ma ricordo che al corso di pasticceria a cui la appresi dissero che la frolla ha proprio una funzione strutturale, perché la frangipane da sola non reggerebbe alla sformatura.
    Bisogna provare!
    Un bacione

  • Arianna ha detto:

    Wow, hai fatto venire voglia di prepararla anche a me! Se poi è così semplice come dici mi metto subito all’opera!

  • Francesco ha detto:

    Nooooooooo!! Non è possibileeeeeeeeeeeeeee!!
    Insomma tra te e Giulia, due grandi maestre, non si riesce a stare tranquilli. Ogni mattina vi è una tentazione irresistibile cui non si può dire di no….questa torta, poi, è una goduria di gusto, oserei dire quasi sensuale: si scioglie in bocca, ti fa sognare gustosi paradisi… e però la dieta scappa via.
    Insomma, carissime/i fan, siamo di fronte a chef di gran classe, quand’è che ci inviteranno a pranzo o a cena?
    Concludo: Elisa, Giulia non smettetela maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

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