Bistrò Quarantunododici e Il Tino, ultime novità

Bistrò Quarantunododici e Il Tino, ultime novità


In un freddissima serata di febbraio, con rischio ghiaccio e neve, sono approdata al Nautilus club, circolo nautico sulla Darsena a Fiumicino, per festeggiare la prima apertura serale del bistrò Quarantunododici, ristorante easy dello stellato Il Tino.
E’ sempre un piacere tornare in questo locale dove negli anni mi sono sentita ben accolta e coccolata, sin da quando il Tino era ad Ostia.

Tutta la squadra capitanata da Lele Usai era al completo per una serata all’insegna della cucina di territorio e della convivialità. Del 4112 qualcosa avevo già raccontato, ma da quel maggio 2016 ci sono stati dei bei cambiamenti. Questi ragazzi hanno tanta voglia di fare e di crescere e ora vi racconto quali sono gli aggiornamenti e le belle novità che li riguardano.
Oltre alla decisione di ospitare clienti anche la sera al bistrò 4112, un’altra grande novità sarà quella di restaurare la struttura al piano superiore de Il Tino, dove sarà costruita una cucina a vista e verrà quindi ridotto il numero di tavoli (da 12 a 8) per migliorare la qualità del servizio. In più, il locale al piano superiore si doterà di un ingresso a parte dove si si accede solo per andare allo stellato, senza passare per il bistrò per capirci. Sono molto curiosa di vedere a metà marzo quali saranno le evoluzioni.



Intanto vi racconto della serata appena trascorsa.
Dopo un aperitivo a base di supplì al risotto alla crema di scampi e bellone spumantizzato metodo classico di Carpineti,gustati in piedi nell’angolo bar all’ingresso, ci accomodiamo ai tavoli.
La mise in place è tipica del bistrò, senza tovaglia con piatti variopinti e grilli di mare come poggiaposate.

A tavola troviamo l’olio di itrana di Ripabianca, servito con pane fatto in casa e subito arrivano tutti insieme i 4 antipasti :
Una ciotola con gazpacho invernale e mazzancolle croccanti: i crostacei sono adagiati su di una crema che differisce dal gazpacho per il suo bellissimo color barbabietola, il gusto rinfrescante del cetriolo ben si sposa con le mazzancolle fritte in una panatura leggera e croccante. La tartare di ricciola e guacamole, la tempura di calamari e mazzancolle, pastella leggera e friabile servita con una fresca salsa agrumata e infine il pesce spada affumicato lamponi e misticanza, dove la materia prima la fa da padrona.

A seguire arrivano i primi piatti.
Per parlare dei ravioli alla pescatora, è necessario prima di tutto raccontare la storia di questa pasta ripiena prima di tutto perché è molto bella, e poi perché nasce proprio da Ostia, infatti durante il periodo della bonifica delle zone limitrofe, ci fu proprio a ostia un periodo in cui venne un cospicuo numero di lavoratori e operatori da Ravenna, i quali si occuparono di queste migliorie della zona. Tanto che a Ostia proprio dove si trova il pontile esiste un piazzale intitolato a loro Piazza dei Ravennati. I Ravennati portarono una grande cosa qui sul litorale, la tradizione della pasta ripiena e lo chef ricostruendo questa bella storia propone i suoi ravioli ripieni di stracchino e parmigiano come da tradizione emiliana, ma con un condimento di pesce.

Il secondo primo sono spaghetti alle conchiglie, uno spaghettone ben al dente con vongole e molluschi ben mantecato e gradevole.

La grigliata mista e marinata alle erbe si compone di: ombrina, seppie e gamberi, piacevoli tutte le cotture soprattutto il gambero lasciato indietro e quasi crudo. Se ripenso a tutte le volte che nei ristoranti del litorale mi è capitato di mangiare grigliate miste con pesce secco, gamberi stracotti e calmati duri, mi viene da dire quasi che questa è una delle migliori grigliate mangiate da queste parti.
Un piatto all’apparenza semplice ma evidentemente curatissimo, ogni elemento era cotto perfettamente rispettando la sua vera natura e valorizzandolo al massimo.
Questo piatto qui secondo me ben rappresenta la cucina del 4112 infatti nonostante stiamo parlando di una grigliata, perciò un grande classico dei ristoranti di mare, nulla qui è lasciato al caso e la differenza sta nel fatto che solo chi conosce bene gli ingredienti sa come valorizzarli e se si ha un ottima materia prima questa necessita cura e rispetto. Tutto qui ne è un esempio e sapori di tradizione incontrano l’attenzione di tecniche più moderne e attente di esecuzione.

La mousse al cioccolato bianco, frutti rossi e meringa ai semi è il dessert che si compone di parte croccante, la meringa speziata, una parte dolce , la mousse e una componente acidula data dai piccoli frutti di bosco. Trionfa sempre la semplicità ma anche l’accuratezza.

Un locale che consiglierei sempre per una cena di pesce, in particolare io adoro la zona esterna di questo bistrò che si sviluppa proprio sul lungofiume con vista barche. Devo ammettere che l’atmosfera è davvero magica qui al tramonto e sono certa che appena le giornate saranno più calde sarà ancora più bello accomodarsi ai tavoli del 4112 e non macherò di tornare a cena qui.

Ed ecco le ultime foto del “povero” tino senza tavoli e pronto al restauro. Strano vedere la sala così e sono molta curiosità e piena di aspettativa per la sua nuova versione evoluta a marzo.

Bistro 4112
Via Monte Cadria, 127, 00054 Fiumicino RM
Aperto a pranzo e cena
Tel 06 5622778

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