Kitty's Kitchen

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Sandwich bento

Avete già chiuso la stagione dei pic nic? Non ditemi di si, perchè settembre è un mese fantastico ancora, per le scampagnate e le gite fuori porta, cogliendo anche l’occacione di passeggiare e trovare more e magari funghi (se siete esperti conoscitori, vi prego insegnate anche a me quest’arte!).

Settembre è il mese in cui godersi il sole tiepido, sia al mare che in collina, finalmente ci si può stendere ai tenui raggi senza correre il rischio di sciogliersi… Quindi oggi torniamo a parlare di bento e di sandwich un pochino autunnali.

Preparato il vostro bento, for two, noi eravano one piece numiti, con tanto di cestino e bottiglia di vino a seguito. Telo sul prato distesi e immersi nelle letture pomeridiane all’ombra degli alberi, un pisolino è quello che ci vuole e… la domencia scivola via spensieratamente e lontano dallo stress.

Sandwich Bento

I sandwich che ho messo nelle scatoline sono:
prosciutto e fichi, con pane in cassetta integrale bio
e provola pomodoro e ‘nduja (souvenir della Calabria ancora!)
Un consiglio per i sandwich, con un foglio di stagnola o di carta avvolgete singolarmente ogni panino per metà, così quando li prenderete resteranno integri senza aprirsi
Uva e prugne sono i frutti che al momento di certo non mancano.
Per la ricetta dei biscotti dovete apettare la prossima puntata…

takoyaki

Leggi in italiano: polpettine di pesce giapponesi, anzi letteralmente polpo infarinato. Sono uno street food giapponese della zona nel Kansai, ma sono diffusi in tutto il Giappone.
Adesso, piccola premessa, fare dei veri autentici takoyaki a casa mia a Roma ovviamente è pressocché impossibile, per realizzare qualcosa di simile e queste polpettine ho dovuto accettare dei compromessi e il fatto che non avevo a disposizione tutti gli ingredienti originali made in Japan.

Prima di tutto il brodo di pesche dashi, problema numero 1, che molti sostituiscono con la colatura di alici, ma da alla preparazione un sapore un pochino troppo forte. Allora ho pensato di sostiuirlo con il sugo delle vongole fatto un pochino ridurre e a questo punto ho messo anche le vongole all’interno dei takoyaki (di solito ci dovrebbe essere il polpo! Ma fa niente avevo detto che li avrei fatti a mio modo, no?). Problema numero 2, i gamberetti secchi per salsa okonomiyaki, con i quali vengono conditi… Questa era troppo complicata e l’ho eliminata :(

Per il resto della ricetta ho seguito le indicazioni della signora (che adoro ormai!) di Cooking with dog, mixando cun pochino con altre versioni trovate online.

takoyaki

TAKOYAKI

1 uovo
100 gr di farina
1 kg di vongole
3 cm di alga kombu
1 cipollotto
zenzero marinato (pikled ginger)
olio di sesamo

Cuocere le vongole, dopo averle lasciate qualche ora in acqua. Lasciarle aprire in padella in un padella e lasciarle aprire in padella con poco olio di sesamo. Mettere da parte le vongole e filtrare il liquido di cottura con un panno. Rimettere il liquido in padella e far concentrare un pochino, insieme all’alga kombu diciamo in modo da ottenerne un 100/150 gr.

Adesso mescolare l’uovo battuto con il liquido delle vongole, lo zenzero marinato a pezzettini piccolissimi (ah! Questo io l’ho trovato al naturasì, è di colore rosa!) e la farina e un pizzico di sale. Mescolare ed eventualmente aggiungere un goccio d’acqua . Il composto deve essere liquido come quello delle crepes.

Quando la piastra per dei takoyaki sarà calda, ungerla con olio di sesamo e disporre il composto, aggiungere una o due vongole per takoyaki, aggiungere la cipolla tritata e cuocere le palline, qualche minuto aggiungere poi altra pastella e iniziare a girare con l’aiuto di uno stecchino i takoyaki, . Un volta cotti da ambo i lati condire con mayonese, concentrato di pomodoro mescolato alla salsa di soia e erba cipollina.

Con queste dosi si ottengono una dozzina di takoyaki, ma avanzano un po’ di vongole. :)

hanami eur

L’ Hanami (花見 lett. “ammirare i fiori”) è la tradizionale usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei Ciliegi da fiore giapponesi, i Sakura (桜 lett. “Ciliegio”). Questa raffinata tradizione, antica di più di un millennio, è ancora molto sentita in Giappone tanto da provacare vere e proprie migrazioni di milioni di giapponesi dalle loro città verso le 60 località più famose del Paese. Da Wikipedia

hanami2 hanami

Ho ancora il broncio per non essere potuta andare al Vinitaly, concluso con la giornata di ieri. Però ammetto che se fossi andata il tempo per fare l’hanami, preparare il mio bento con cura e calma non l’avrei avuto, quindi mi sono gustata il mio pic nic all’ombra dei ciliegi qui: Roma-Eur dove c’è un parco, con un laghetto artificiale, in cui ancora per questo weekend sicuramente, potrete far un salto per ammirare questi alberi in fiore.

Vi lascio una ricettina al volo, da proporre anche per il vostro brunch Pasquale, visto che è a base di uova. L’unico inconveniente è che per realizzarla c’è una condizione necessaria e sufficente: avere questo padellino.

bento

TAMAGOYAKI

3 uova
salsa di soia
olio di sesamo
1 asparago

Nella versione che ho sperimentato io non ho resistito ad avvolgere un asparago in mezzo! Cosa per nulla giapponese, ma decisamente irresistibile per noi.

Scaldare la padella con olio di sesamo, rompere le uova e sbatterle leggermente con un pochino di soia. Traferire padella un piccolo quantitativo di uovo (diciamo 2 cucchiai) lasciar cuocere. Come la frittata si stacca dai bordi aggiungere l’asparago e arrotolare l’uovo intorno ad esso.
Lasciare nella padella il rotolino di frittata e aggiungere un altro sottile strato di uovo, distribuendolo uniformemente in tutta la padella, appena di staccano i bordi, arrotolare la frittata intono al precedente rotolo e così via fino a che non si è finito l’uovo.
Io l’ho arrotolato 4 volte, mi spiace che non ho una foto del tomagoyaki tagliato per farvi vedere.

Se necessario tra un “arrotolamento” e l’altro spennellare con altro olio di sesamo. Per chiarirvi le idee ecco un video

Piccolo ringraziamento: Grazie a Caroline, che è stata immortalata e postata a sua insaputa!
Grazie a lui… Che si emoziona come me per la riuscita di un tamagoyaki! :) E quando ti capita questo… Bè chissenefrega del Vinitaly.

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