Kitty's Kitchen

in the food for love

CAT | cucina russa

pavlova

Inizi 1900 Anna Pavolva si esibiva nei teatri di tutto il mondo con la sua danza, dando lusto al balletto russo diventando famosa per la sua delicata eleganza, per le sue scarpette e il suo immancabile tutù, tanto da diventare ispirazione di un dolce che prenderà il suo nome, bianchissimo leggiadro delicato e estemamente elegante. I colori della pavlova sono quelli natalizi, con i frutti rossi di buon augurio e il candore del Bianco Natal, lo portano ad essere un dessert perfetto per le feste.
Si: delicata, importante, leggiadra, dolcissima non sono gli stessi aggettivi riferibili all’amicizia?
Così vien fuori la scelta di questo dolce per partecipare ad un contest speciale come quello di Genny:
Aggiungi un blogger a tavola. Carolina ed io abbiamo trovato tutte le caratteristiche in questa ricetta per rappresentare un legame vero e profondo che tra noi è nato, un pò come da una bellissima ballerina nasce un dolce, un pò come da una passione nasce un amicizia.

Se per creare questo post a due mani sono stati inviate numerose email, nulla è in confronto a quelle che in questi due anni sono state inviate tra me e Carolina. Fiumi di parole scritte, di consigli (vere e proprie sedute psicologiche) momenti difficili, conclusi fortunamente, e momenti belli condivisi. La scelta di realizzare insieme il post per il contest di Genny è venuta da se praticamente, ma la cosa che mi riempie maggiormente il cuore è sapere che non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo con lei.
Ah! Se vi state chiedendo chi è la bravissima disegnatrice non fate affidamento su di me e anche un ultimo special thanks to Matteo! ;)


01-Ingredienti


02 - Step1


03 - Step2


04 - Step3


05 - Step4


06 - Step5


07 - momi

Piroghi

Il menù già era stato stilato, la macchina fotografica era carica e il sabato pomeriggio molto soleggiato, mi sposto sul litorale laziale verso sud e vado ad incontrare Giulia, “la rossa” russa, che ci avrebbe ospitato per parlarci della cucina del suo paese. Argomento per me quasi sconosciuto, nonchè un tipo di cultura sicuramente distante dalle nostra ma altrettanto ricca e interessante. All’appello: Rossella, Eva e Alessandra.
Si parte, previste quattro ricette più variazioni sul tema.

Mi sorprendo subito della varietà di piroghi esitenti in questo paese, ognuno con un nome diverso ognuno con un ripieno diverso e un metodo di cottura diverso. I piroghi, un lievitato tradizionale, sono un goloso apripasto e diciamolo anche abbastanza sostanzioso. Tre tipologie realizzate quelli con il rieno di carne, quelli cavolo cappuccio e uovo ed infine la versione dolce con mele e cannella… yummi! :)
Mentre in cucina alternavamo macchinette, appunti e prove per tecniche su come si chiude un piroghi… “Rossa, ma il cordoncino? Ma il triangolino? Ma il fagottino?”
Passava il tempo e nemmeno me ne sono resa conto, che già eravamo passati all’aringa in pelliccia la preparazione che più ha stuzzicato le mie papille gustative. Un sapore davvero nuovo per me che non avevo mai provato aringhe in salamoia.

cucina russa3

Si susseguo altri due interessanti preparazioni:

beefstroganov, ricchissimo piatto a base di filetto, abbondante cipolla e smetana, la panna acida che a quanto pare sta davvero bene con tutto, è finita anche nel contorno che è stato un gradito fuori programma.

Questa la dovete fare assolutamente!

INSALATA PANNA ACIDA E ANETO

1 cetriolo
6 pachino
aneto tritato abbondante
3 cucchiai di panna acida
sale

Lavare la verdura, lagliarla a pezzetti salare aggiungere panna e aneto tritato, mescolare bene.

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Sorvolando argomento mousse, la mia sbadatagine non ho limiti :)
La cena si è conclusa con tante risate, ve le immaginate cinque foodblogger allo stesso tavolo cosa possono creare? Torniamo a casa con la scorta di pirighi e un belissimo vasetto di aneto che potremo riutilizzare per i compiti a casa.

Per le altre ricette mi piacerebbe sperimentarle prima di raccontarvele quindi alle prossime puntate con la cucina russa…

Mi hanno sempre affascinato questi blinis, e allora dopo averli visti su tanti vostri blogs ho deciso che era arrivata l’ora di tentare anche per me. Ero alla ricerca del benedetto grano saraceno e una volta trovato… Niente mi poteva più fermare! Ho visto in giro molte ricette che prevedevano l’utilizzo di yogurt e panna ma alla fine ho fatto riferimento al quello che aveva scritto in merito la nostra bravissa russa rossa!? Scusate il bisticcio! Rossa di sera! Chi meglio di lei che conosce ogni dettaglio di questo piatto avrebbe potuto regalarmi una ricetta migliore? Infatti Rossa ha tradotto per noi la ricetta direttamente dal cirillico di un blog russo! I suoi blinis sono perfetti! Ho dimezzato le dosi perchè la mia intenzione era di farli piccoli piccoli… Poi ho reperito la crème fraiche o panna acida… Poi siccome ho deciso che farli tradizionali con il salmone, come ho letto che è abitudine accompagnarli, non mi piaceva, ho pensato ad altri condimenti (che magari hanno poco o nulla di russo!) ma che ho trovato abbastanza azzeccati…. Magari poi direte che ne pensate!

BLINIS CON RICOTTA PRIMO SALE E CAVIALE

100 gr ricotta primo sale
1 cucchiaio di caviale italiano

Formare con 2 cucchiaini delle quenelles di ricotta da adagiare su ogni bliny e guarnire con il caviale.

BLINIS CON CREME FRAICHE ARINGA E LEMON GRASS

100 gr di créme fraiche
30 gr di aringa affumincata
poca lemongrass secca per guarnire

Se non trovate al super mercato la crème fraiche si può fare in casa unendo: 1/2 lt panna liquida, 1 vasetto di yogurt e il succo di mezzo limone. Lasciandola riposare una notte in frigorifero.
Spalmare la panna acida su ogni bliny tagliare a fettine l’aringa e adagiarla sopra, finire con la lemongrass.

Ed ora come procedere per fare i blinis:

MINI BLINIS (18 pezzi)

250 gr di farina di grano saraceno
1/2 bustina di lievito secco (3,5 gr)
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
250 ml di latte tiepido
1,5 cucchiai di olio vegetale (io di oliva)
15 gr di burro
1 uovo grande

Unire farina, lievito, zucchero e sale, io ho messo il tutto nella planetaria che ha iniziato ad impastare mentre io aggiungevo il latte a filo fino a che la pastella non diventa omogenea, della consistenza delle yogurt (come dice lei). Terminare aggiungendo l’olio e lasciando lievitare un ora e mezza, coperta da pellicola in un luogo caldo.
Trascorso il tempo mescolare aggiunger e il burro sciolto e l’uovo, mescolare e lasciar riposare di nuovo 20 minuti.
In una padella antiaderente ben calda (non c’è bisogno di ungerla!) ho cotto i blinis con l’aiuto di un coppapasta piccolo per dargli la forma desiderata. Ungendo le pareti del coppapasta e mettendolo nella padella versandovi dentro il composto. Cuocere da entrambi i lati e togliere dal fuoco.
Accompagnare con vodka ghiacciata, magari questa!

Per ultimo, ma non per importanta, un ringraziamento grande va alla cara Precisina di “Mamma che buono!”. Sei stata grandiosa! Aspetto le tue ricettine eh! Soprattutto di quel cheesecake alla liquirizia! Strepitoso!

Poi guardate che belli che sono i nostri foodblogger romani? E’ stato un vero piacere incontrali e conoscerli personalmente sono tutte persone… E qui è proprio il caso di dirlo… SQUISITE! :) A prestissimo ragazzi mi sono sentita proprio a casa in vostra compagnia!