CAT | uova
Come preparete quest’anno le uova per il brunch di Pasqua? Dipinte? Strapazzate?
Io quest’anno credo proprio che le farò così: color barbabietola!
Si, avete letto bene, barbabietola, è l’ingrediente che ho usato per colorare le mie uova. L’idea l’ho vista online, forse su pinterest forse su foodgawker, insomma ora è impossibile ritrovare la fonte.
E’ incredibile come l’albume delle uova si presti a mille esperimenti, sia per essere sagomato, sia per assorbire il colore come spugna, sia per diventare gommoso se immerso in aceto. Ho sempre adorato questi esperimenti con le uova e in cucina non c’è uno chef che non abbia provato qualcosa con questo favoloso alimento.
Certo colorare le uova non ha niente a che vedere con le scuole di alta cucina, ma io mi sono divertita lo stesso e poi continuavo a canticchiare questa canzone mentre le preparavo!
3 uova
3 barbabietole precotte
Per colorare le uova è necessario che siano sode, quindi mettere le uova a temperatura ambiente in una casseruola con dell’acqua fredda e cominciare a cuocere. Dal momento dell’ebollizione contare 7 minuti, dopo spegnere il fornello e scolare.
Lasciar intiepidire le uova e intanto frullare la barbabietola riducendola a purea.
Appena le uova saranno tiepide sbucciarle metterle in un contenitore ben coperte di purea alla barbabietola.
Lasciate le uova in frigo per 24 ore, dopo 12 ore potere girarle, per avere un colore più omogeneo, ma non è fondamentale.
Quindi il giorno successivo pulire le uova dalla barbabietola e servire, come vi piace.
Io con la maionese grazie :) …Che tanto mica a Pasqua si può pensare alle calorie, no?
A proposito tanti auguri per una Felice e Serena Pasqua a tutti voi.
5 apr '12 · 25 commenti · uova ·
L’ Hanami (花見 lett. “ammirare i fiori”) è la tradizionale usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei Ciliegi da fiore giapponesi, i Sakura (桜 lett. “Ciliegio”). Questa raffinata tradizione, antica di più di un millennio, è ancora molto sentita in Giappone tanto da provacare vere e proprie migrazioni di milioni di giapponesi dalle loro città verso le 60 località più famose del Paese. Da Wikipedia
Ho ancora il broncio per non essere potuta andare al Vinitaly, concluso con la giornata di ieri. Però ammetto che se fossi andata il tempo per fare l’hanami, preparare il mio bento con cura e calma non l’avrei avuto, quindi mi sono gustata il mio pic nic all’ombra dei ciliegi qui: Roma-Eur dove c’è un parco, con un laghetto artificiale, in cui ancora per questo weekend sicuramente, potrete far un salto per ammirare questi alberi in fiore.
Vi lascio una ricettina al volo, da proporre anche per il vostro brunch Pasquale, visto che è a base di uova. L’unico inconveniente è che per realizzarla c’è una condizione necessaria e sufficente: avere questo padellino.
TAMAGOYAKI
3 uova
salsa di soia
olio di sesamo
1 asparago
Nella versione che ho sperimentato io non ho resistito ad avvolgere un asparago in mezzo! Cosa per nulla giapponese, ma decisamente irresistibile per noi.
Scaldare la padella con olio di sesamo, rompere le uova e sbatterle leggermente con un pochino di soia. Traferire padella un piccolo quantitativo di uovo (diciamo 2 cucchiai) lasciar cuocere. Come la frittata si stacca dai bordi aggiungere l’asparago e arrotolare l’uovo intorno ad esso.
Lasciare nella padella il rotolino di frittata e aggiungere un altro sottile strato di uovo, distribuendolo uniformemente in tutta la padella, appena di staccano i bordi, arrotolare la frittata intono al precedente rotolo e così via fino a che non si è finito l’uovo.
Io l’ho arrotolato 4 volte, mi spiace che non ho una foto del tomagoyaki tagliato per farvi vedere.
Se necessario tra un “arrotolamento” e l’altro spennellare con altro olio di sesamo. Per chiarirvi le idee ecco un video
Piccolo ringraziamento: Grazie a Caroline, che è stata immortalata e postata a sua insaputa!
Grazie a lui… Che si emoziona come me per la riuscita di un tamagoyaki! :) E quando ti capita questo… Bè chissenefrega del Vinitaly.
29 mar '12 · 15 commenti · cucina giapponese, eventi, Lunch Box, uova ·

La primavera ormai è alle porte, in questo periodo cominciano a far capolino fresche erbette di campo. Inizia il periodo delle passeggiate nei prati, approfittando del sole, e inizia anche la stagione dei a picnic all’aria aperta.
Oggi vi parlo di alcune erbette commestibili, che tuttavia sono reperibili, non solo nel campi, ma in molti mercatini biologici: il raperonzolo e il papavero.
Il raperonzolo è una piantina che fa dei piccoli fiori a campanule viola, di cui si mangiano sia le foglioline che la radice. La radice si mangia anche cruda in insalata ed ha un gusto dolciastro.
Io ho usato tutto il raperonzolo in frittatine momoporzione, arricchite da finocchietto, la callosità della radice, quando arriva sotto i denti crea un bel gioco di consistenze, anche nella banale frittata.

FRITTATE DI RAPERONZOLI E FINOCCHIETTO
2 uova
70 gr di raperonzoli
2 rametti di finocchietto
2 cucchiai di latte
sale
olio evo
Sbattere le uova aggiungendo un goccio di latte, questo rende la frittata più gonfia e leggera.
Pulire i raperonzoli e il finocchietto selvatico, mescolandoli poi alle uova. Aggiungere il sale.
Trasferire il composto in uno stampo da muffin, oliato e cuocere in forno a 190° per 15 minuti.
Appena le frittate saranno dorate e ben gonfie, toglierle dal forno e quindi dallo stampo e servire subito.
Per quello che riguarda il papavero, sono certa che voi tutti conoscete i suoi semini, che si usano molto in pasticceria, ma come vi accennavo qui, anche la pianta di papavero si può mangiare, le foglie più tenere sono ottime in insalata, quelle più grandi possono essere cotte. Un cosa importante, le piantine di papavero vanno raccolte rima della fioritura, perché sono più tenere.
RISOTTO PAPAVERO E PORRO (x2)
150 gr riso carnaroli
100 gr di porro (la parte bianca)
100 gr di foglie di papavero
1 litro di brodo vegetale
2 cucchiai di parmigiano
20 gr di burro
olio evo
sale
Stufare il porro in padella con poco olio e brodo nel quantitativo sufficiente a renderlo trasparente. Aggiungere il riso in padella e tostarlo qualche minuto. Cominciare ad aggiungere il brodo e continuare al cottura per 5 minuti, aggiungere le foglie di papavero e continuare ad aggiungere brodo e a mescolare fino a che il riso non sarà a 3/4 della cottura. Mantecare nella fase finale con burro e parmigiano e servire subito.
Queste ricette ovvaimente sono adattabili a tutte le erbe di questo periodo, tra cui: la borragine, il tarassaco o l’ortica.
16 mar '12 · 21 commenti · Antipasti, Piatti Unici, Primi Piatti, riso, uova ·







