Come fare il seitan in casa

Seitan - Piatto finale

Trovate questa ricetta nella pagina di Spigoloso per la rubrica di cucina naturale

L’ho fatto, si l’ho fatto finalmente! La mia prima volta, con tante paure, dubbi e perplessità, temere di non essere all’altezza di farlo come l’avevo visto e finalmente mi sono decisa, tanto era il desiderio di averlo… E dopo mi sono sentita appagata, quasi realizzata e per questo che il mio consiglio a questo punto è: fatelo anche voi!  Il vostro primo panetto di seitan artigianale!

Il discorso sarebbe abbastanza lungo da fare, ma avevamo già iniziato qualche tempo fa a parlare di seitan e glutine su questi schermi, qui per il ripassino. Dunque dovremo iniziare a parlare di farine, dato che il seitan è fatto di glutine è necessario utilizzare le farine che ne contengono maggior quantità quindi benissimo la manitoba con una grande percentuale di proteine (fino al 18%) e un notevole potere di assorbimento dell’acqua, 80% del suo peso. Tuttavia è possibile sbizzarrirsi con farine di: frumento, segale, orzo, avena e farro le altre no.

Fare il seitan in casa comporta un bel risparmio di spesa se ne siete consumatori abituali, se non lo siete a maggior ragione, farlo artigianalmente potrebbe essere un modo per apprezzarlo ( si, dico a voi, gastrofanatici pieni di pregiudizi verso questo tipo di alimento). Coloro che non lo ritengono un alimento “naturale”, come lessi in qualche commento, spero che con questo post il mito venga sfatato, dato che sempre di acqua e farina che si parla.

Con queste dosi otterrete circa 3 panetti da 120/150 gr. oppure uno unico da circa 400/450 gr.

Seitan - ultimato

SEITAN FATTO IN CASA

1 kg di farina manitoba 0
750/800 ml di acqua

Aromi:

(le proporzioni sono a vostro piacimento)
2,5 dl salsa di soia circa
olio evo
origano
salvia
alloro
zenzero fresco
pepe

Per la cottura:

2 spicchi d’aglio
1 foglio di alga kombu
1 carota
½ cipolla
1 gambo di sedano


Seitan - fasi

Aggiungere l’acqua alla farina in maniera graduale e in modo che la farina ne assorba il più possibile. Impastate a lungo continuando ad aggiungere acqua, con un impastatrice il compito è semplificato e potrete lasciar impastare tranquillamente per 10/15 minuti.

Ottenuto il composto, aggiungete l’acqua necessaria ricoprirlo e lasciatelo riposare 30 minuti.

Cominciata adesso a lavarlo, utilizzando uno scolapasta strizzate e sciacquate l’impasto fino a che non comincia ad assumere una consistenza più compatta e l’acqua del lavaggio non è più bianca ma trasparente. Questa fase è la più difficile, in quanto la pasta resta molle e nella prima fase non sarà facile da tenere tra le mani, vedrete che con pazienza (circa 20 minuti di lavaggio) si formerà la massa di glutine grigia. – Foto 01 –

Mettere il panetto di seitan intero oppure formare tanti panetti, in un contenitore e preparare la marinatura. Qui io lascerei libera scelta di aromatizzare il panetto con quello che preferite e nelle proporzioni che preferite. Io ho aggiunto origano e salvia tagliati grossolanamente, alloro, zenzero e pepe e ricoperto il tutto con la salsa di soia. – Foto 02 e 03 –

C’è chi decide di aggiungere anche il sale io l’ho trovato già molto saporito così per via della salsa di soia.

Lasciar marinare il panetto per 12 ore, coperto e in frigorifero, ricordatevi di capovolgere il glutine in modo che entrambi i lati possano assorbire la marinatura.Trascorso il tempo necessario, avvolgere il panetto, scolato dalla marinatura, in un tovagliolo ben lavato. Attenzione: la stoffa che usate deve essere lavata accuratamente senza uso di saponi, nel dubbio è preferibile usare una garza. Legare accuratamente la stoffa facendo un fagotto ben stretto con delle spago da cucina. – Foto 04 –

Cuocere fagottino nel suo liquido di marinatura al quale aggiungerete: l’acqua necessaria, l’alga kombu, il sedano, la carota, la cipolla e l’aglio. Lascia cuocere per circa un ora rigirando il panetto.

Aprire il fagottino, lasciar raffreddare, trasferire tutto in un contenitore e lasciar riposare due giorni in frigorifero nel suo liquido prima di consumarlo, tagliato a fette si può consumare appena grigliato con un filo d’olio. Si conserva una settimana in frigorifero, nel suo liquido di cottura, chiuso ermeticamente.

25 Comments

  • Federica ha detto:

    Il seitan per me che non amo la carne è stata una piacevole scoperta, soprattutto di farro e di kamut. Non so se prenderò mai il coraggio di farlo in casa però mi stampo il post che è davvero utilissimo. Quanto tempo si conserva in frigo una volta pronto? Sai se è possibile anche congelarlo? Grazie, un bacione

  • alessandra ha detto:

    Ci hai provato Elisa?Sembra venuto benissimo,e fatto in casa è la garanzia di un cibo veramete sano e che nutre,che soddisfazione!

  • MMM ha detto:

    abbiamo appena scoperto il tuo blog e ne siamo rimaste conquistate!!
    brava brava brava! come possiamo diventare followers?

    ai un occhio se ti va a
    http://www.modemuffins.blogspot.com
    baci!

  • Carolina ha detto:

    Ed io che non l’ho mai nemmeno assaggiato! Giuro…
    Però ultimamente mi è capitato di vederlo in giro su molti blog e la curiosità inizia a diventare tantissima…

    Eli, ma vige la solita regola per cui se lo fai in casa è tutta un’altra cosa rispetto a quello che si acquista?
    Buona giornata e un bacio!

  • Elisa ha detto:

    ‘Giorno @ Carolina,
    è ora che lo provi chissà quali marche interessanti e sconosciute di seitan si trovano in quel di Londra.

    Io trovo che non sia affatto un’altra cosa, è davvero “preciso” a quello che ho sempre acquistato e consumato.

  • Onde99 ha detto:

    Personalmente, mi trovo un po’ scoraggiata dal procedimento per fare il seitan in casa, ma l’aspetto del tuo piatto è talmente gioioso che mi fai venire viglia di provare…

  • Rossella ha detto:

    Interessante. Non sono una consumatrice abituale ma farmi da me le cose mi entusiasma sempre.
    Ma i panetti per quanto tempo si conservano?

  • Elisa ha detto:

    @ Federica e rossella: Si conserva una settimana in frigorifero, nel suo liquido di cottura, chiuso ermeticamente.
    Credo non ci siano problemi a congelarlo.
    Un caro saluto

  • Gunther ha detto:

    Molto belle sia le spiegazioni che le foto, in modo che tutti ci possiamo riuscire

  • marifra79 ha detto:

    Nooooo!!!!!! E io stavo per perdermi il seitan!!!!
    Un abbraccio e buon fine settimana

  • Giulia ha detto:

    si lo ammetto io sono una di quelle che ha detto.. non lo proverò mai!
    il procedimento è un pò laborioso.. magari prima lo compro già fatto 🙂 lo provo e poi vediamo!
    in ogni caso è un bellissimo post per tutte quelle persone che lo consumano!
    bacione

  • maria ha detto:

    ciao, ho scoperto questo blog e questo post, solo oggi. mi sto appassionando alla cucina vegan e vorrei provare a fare questo famoso seitan. lo hai spiegato benissimo, volevo però chiederti: poichè ho trovato altre ricette, con più o meno gli stessi ingredienti tra cui la salsa di soia e l’alga kombu, queste sono necessarie o sono aromi a piacere? grazie, Maria

  • Elisa ha detto:

    @Maria: Ciao MAria, grazie! Per il seitan volendo l’alga kombo la puoi omettere ma la salsa di soia proprio no. Baci

  • Martina ha detto:

    ciao! ho provato a fare il seitan con questa ricetta, seguita scrupolosamente passo passo e l’aspetto è praticamente identico!! è un procedimento molto laborioso, ma il risultato almeno alla vista e all’odore è davvero soddisfacente! non vedo l’ora di assaggiarlo! Grazie!

  • Elisa ha detto:

    @martina: sono super felice che ti sia venuto bene! :))
    E’ lungo si e una rottura soprattutto il lavaggio, non si finisce mai! 🙂

  • daniele ha detto:

    Ho provato a farlo seguendo questa ricetta con varianti a piacere. E’ venuto molto bene e lo rifarò senz’altro. Grazie! A chi “ha paura” consiglio di provare è laborioso ma facilissimo.

  • Elisa ha detto:

    @Daniele: grazie per questo feedback. Felice che il risultato ti abbia soddisfatto! Per curiosità che “varianti” hai introdotto?

  • Giulia ha detto:

    Cosa posso utilizzare al posto della farina Manitoba?

  • Elisa ha detto:

    @Giulia: puoi usare tutte le farine che contengono glutine

    Farina di Frumento
    Farina di Segale
    Farina di Orzo
    Farina di Avena
    Farina di Triticale o farro

  • valemiau ha detto:

    a me dopo tre/quattro giorni in un vasetto chiuso messo in frigorifero con il suo brodo ha cominciato a fare un po’ di bollicine e l’ho dovuto usare tutto! Non è stato un peccato perchè era ottimo… ma mi sa che dovevo sterilizzare il vasetto oppure forse a congelarlo dura di più!!

  • Elisa ha detto:

    @Vale: Bollicine? Ma quante? Tante? A volte la salsa di soia stessa fa delle bollicine (piccole e poco numerose) nel contenitore, ma questo non vuol dire che sia cattiva. Congelarlo è un ottima idea!

  • Valentina ha detto:

    Ciao! La tua ricetta mi sembra molto sfiziosa, ma per quanto va lasciata marinare in frigo? 12 ore? e più o meno quanta salsa di soja hai messo?
    Per quanto riguarda la conservazione va tenuto in frigo max 1 settimana nel suo brodo di cottura, altrimenti si può benissimo congelare, sempre nel suo brodo.
    Complimenti comunque, ottima idea.

  • Elisa ha detto:

    @Valentina: Marinare il frigo 12 ore (grazie per la segnalazione ho corretto anche nel post!), la quantità della salsa di soia è elevata sono circa 250 ml, ma questa è variabile in base al contenitore che userai per la marinatura. L’importante è che la massa glutinica sia coperta di liquido almeno per 2/3.
    Si conserva una settimana in frigo, ma per quanto riguarda congelarlo non ho sperimentato, credo si possa fare senza problemi. Non lo congelerie con il brodo stesso, metterei a congelare solo il panetto.

  • gianluca ha detto:

    come si può accelerare il lavaggio?

  • Elisa ha detto:

    @gianluca: non c’è un modo x accellerare il lavaggio purtroppo. E’ la parte più lunga e noiosa. Se preferisci puoi lavare piccole quantità poco per volta invece che tutto insieme. Mail tempo che ci vuole è lo stesso all’incirca.

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