Romanità a tavola: Il Cazzimperio

Romanità a tavola: Il Cazzimperio

La rubrica Romanità a tavola vi saluta e vi rinnova l’appuntamento a settembre con altre ricette adatte all’autunno. Grazie a Made in Kitchen che per diversi mesi mi ha ospitato le nelle sue pagine con grande affetto, a proposito anche oggi mi trovate qui

Ma passerei subito a parlare della ricetta di oggi:
Non lo negate il nome è troppo figo! Varrebbe la pena parlare di lui solo per il curioso nome che anticamente gli hanno “appioppato”. Ma perchè proprio cazzimperio?
A Roma questo nome viene attribuito al gesto con cui le verdure si tuffano nel loro condimento prima di mangiarle (imperio) ,ma c’è anche chi ritiene che derivi dall’italiano antico “cazza”, mestolo, arnese degli alchimisti. Per l’etimologia e altre curiosità qui.
Questo antichissimo nome è stato nobilitato anche da un sonetto del Belli ed è citato in una nota poesia del Trilussa:
« E, lì, se tinse er grugno de carbone,
se messe una giaccaccia e serio serio
agnede all’osteria der Cazzimperio
framezzo a li gregari de Nerone. »
Se non fosse stata disponibile la foto chissà cosa vi sareste immaginati vero? Ma il mistero è svelato il cazzimperio è il pinzimonio! :))
IL CAZZIMPERIO
carotine
sedano
zucchine
cetriolo
olio evo
sale
pepe nero
Lavare tutte le verdure, possibilmente sceglietele biologiche in modo tale che potremo mangiarne anche la buccia. Tagliare tutte le verdure a striscioline, in una ciotolina fare un condimento composto da olio (quello buono!) sale e pepe nero.
Tuffare le verdure nell’olio e mangiarle crude.
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