Voglio andare ad Alghero…

Voglio andare ad Alghero…

“…In compagnia di uno straniero!” Così cantava Giuni Russo e io canticchiando la medesima canzone, con un cappellino di paglia in testa ho preso il volo per Alghero, da Lamezia Terme, dove finiva il racconto della puntata precedente.

Così sbarco in terra sarda, solo una settimana di tempo, ma nel telefonino la migliore mappa sulla Sardegna che potessi desiderare, la lista dei consigli di Daniela Senza Panna, che non mi ha mai abbandonata.
In una settimana ho visto ogni giorno una spiaggia diversa, unendo un paio di visite ad aziende vinicole.

La costa che ho esplorato profuma di erbe mediterranee, di mirto e rosmarino, di lentisco e a volte mi sembrava di riconoscere un aroma di liquirizia.
Le cicale non danno pace nelle pinete adiacenti alle spiagge, nelle calette riparate dal vento c’è il vociare di bambini e di famigliole, nelle spiagge più ventose invece è il rumore del mare a farla da padrone, mentre i surfisti vi si affollano per volare sulle loro tavole tra le onde.

Alghero di per se, diciamolo, puzza un pochino, come tutte le città di mare che in estate risentono del sovraffollamento e sanno dell’odore acre di alghe posidonia che sulla spiaggia si depositano proprio nella zona più vicina alla città.

Alghero di notte è magica, passeggiare su quei bastioni fare la foto con i cannoni trovati alle Bombarde e perder tempo nel caos dei negozietti di corallo e souvenir è proprio quello che ci vuole per sentirsi in vacanza e in un altro mondo.

Alghero di giorno è una cittadina tranquilla e bollente, in cui, nonostante tutto, non si ha l’impressione di essere in un posto tremendamente turistico e poco autentico, è vera, è sarda.

Visitando la costa ci siamo spinti fino all’isola di Asinara, un parco incontaminato dove la fanno da padroni cinghiali e capre selvatiche, ma soprattutto gli asinelli! Anche quelli albini, un interessante caso di studio per coloro che si occupano di questo.
Asinara è possibile visitarla solo con dei tour organizzati (pulmini e gip) che portano sia a vedere il carcere, sia su un paio di spiagge nella zona non protetta.

D’obbligo la visita a Stintino e alla Saline se siete da quelle parti, sono spiagge super affollate ma che meritano la visita. Più selvagge invece e Porto Ferro e l’Argentiera, altrettanto belle Mugoni e Porticciolo.

Nella direzione opposta invece, vale la pena dedicare una giornata alla visita di Bosa e alla scoperta sua Malvasia, per vedere Columbu reso celebre anche dal documentario Mondovino. Per farlo, basta prendere accordi chiamando oppure andando direttamente al loro punto vendita nella città di Bosa stessa.

Nei dintorni di Alghero invece è facile imbattersi in due grandi, enormi considerando la Sardegna, realtà enologiche che sono Sella e Mosca e Santa Maria la Palma. La visita può essere didattica, soprattutto per vedere come funziona una grande azienda cooperativa che per i numeri che realizza funziona anche molto bene (Santa Maria la Palma), è necessaria la prenotazione e al costo di 10€ si possono provare 5 vini e vari assaggi di prodotti locali.

Ma la cosa forse che vale la pena fare, se siete alla ricerca di vino in queste zone è prendere la macchina e dirigersi a Badde Nigolosu, concedendosi una cena presso l’agriturismo di Dettori.
Un esperienza che consiglio sia per la cucina sarda, sia per la singolarità dei suoi vini naturali, che vale la pena scoprire e capire. Paolo Dettori, ha ereditato l’azienda di famiglia e vinifica tutto in cemento, i suoi vini non sono facili, ma hanno quel sapore della terra di qui, i profumi che ho respirato in spiaggia, i profumi della Sardegna che da subito mi hanno rapito.
Mi spiace che le foto della serata passata qui, siano solo quelle fatte con il cellulare, sfortunatamente la macchina si era scaricata.

Termino con una ricettina che ho preparato durante una delle serate passate qui. In questa ricetta ho messo del tonno affumicato, ma si può fare con del fiore sardo o pecorino sardo ed è altrettanto buona.

LASAGNETTA DI PANE CARASAU MELANZANE E TONNO AFFUMICATO (x2)

1 sfoglia di pane carasau
1 melanzana tagliata a fette e grigliata
100 gr di sugo di pomodori pachino
100 gr di tonno affumicato

Prepare un rapido sugo di pomodorini con sedano carota e cipolla o al limite anche solo con dell’aglio.
Salatare velocemente il tonno affumicato su una padella antiaderente senza olio.
Disporre una sfoglia di carasau un paio di fette di melanzane il sugo e poi qualche dadino di tonno, ripetere l’operazione per 3 strati. Servire subito perché il pane si ammolla invece deve essere bello croccante.

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