Kitty's Kitchen

in the food for love

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Probabilmente anche questo caldo autunno sta ormai volgendo al termine, temperature più miti sono arrivate questi giorni, ma il gelato alla crema di zucca e amaretti non perde comunque il suo appeal.
Ho trovato delle zucche dolcissime l’altro giorno, sono quelle piccoline a trombetta. Una volta cotte, soprattutto arrosto, concentrano il loro sapore e somigliano quasi alle patate dolci (quanto mi sono piaciute!). E’ stato così che ho deciso di farci un gelato. La loro dolcezza naturale secondo me si sarebbe prestata meglio in un dolce che in un piatto salato.

Rsispolvero così un abbinamento che ho gradito particolarmente quello della zucca con gli amaretti e in una sera d’autunno ho tirato fuori spavaldamente la gelatiera.

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GELATO ALLA CREMA DI ZUCCA E AMARETTI

250 gr di polpa di zucca (peso già cotta)
200 gr di latte
100 gr di panna
100 gr di zucchero
1/2 bacca di vaniglia
1 tuorlo
qualche amaretto

Cuocere la zucca al vapore, oppure in una pentola con fondo alto e poca acqua.
Scolare bene la polpa e frullarla.

Mescolare tutti gli altri ingredienti: latte, panna, zucchero e uovo, togliere i semini dalla bacca di vaniglia e aggiungere anche quelli.
Frullare di nuovo il tutto insieme alla zucca per mescolare bene e versare nella gelatiera.
Lasciar lavorare per 20-25 minuti e trasferire il gelato in freezer, per un paio d’ore prima di consumarlo.

Per consumare il gelato i giorni successivi, tirarlo fuori dal freezer almeno 10 minuti prima, dopo qualche giorno tende a solidificarsi.

Servire con amaretti o meglio nocciolini di Chiavasso, sopra.

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Per chi vorrà seguirmi, questo fine settimana sarò al Salone del Gusto, il più grande appuntamento biennale di Slowfood. Twitterò, instagrammerò, e vi terrò aggiornati su tutti i miei social network

bistrot64_bancone

Lunedì sera varco per la prima volta la soglia di Bistrot64.
Indirizzo che ero molto curiosa di provare, per numerose ragioni.

Per chi non lo sapesse al comando di questo locale c’è una coppia nippo-romana: lo chef giapponese, Kotaro Noda, famoso già per aver lavorato all’Enoteca la Torre, guadagnandosi una stella michelin, insieme al proprietario Emanuele Cozzo, di Roma.

Del famoso Bistot64, avevo avuto modo di leggere articoli e commenti ed ero curiosa di verificare se, la sua fama di avere un rapporto qualità prezzo così incredibile, come alcuni affermano, fosse fondata.

bistrot 64 - Pane

E’ stata quindi, l’occasione per provare il loro menù degustazione autunnale, intitolato “La tradizione in evoluzione”, menù di 4 portate con possibilità di scelta libera sul dolce, al prezzo di 35€ a persona.
Insieme viene anche proposta la degustazione di vini in abbinamento, sono 4 calici per 15€ a persona.

A comparire sul tavolo per iniziare dei cracker, dei piccoli pao de queijo e delle pagnottine e lievitazione naturale una bianca e una integrale.
Sono sempre stata convita che è proprio dal pane che si vede principalmente la differenza tra un locale e l’altro. Quando si cura questo aspetto, già si è ben disposti verso quello che arriverà dopo.

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Dopo un amuse bouche: Centrifuga di sedano, ananas, canasta e rapa rossa in agrodolce, arriva l’antipasto: salmone al pepe rosa, aneto e centrifuga di sedano e pere, il salmone viene marinato per 24 ore e condito in due modi, alcuni “cubi” sono impanati con la polvere di aneto, altri sono serviti con dei fiori di ciliegio marinati sotto aceto di fico. Al piatto viene aggiunto al momento del servizio, una centrifuga di sedano, pere e olio di verbena, il tutto accompagnato da spaghetti di riso fritti spolverizzati con sale e polvere di palamita (katzuboshi).
La consistenza e il gusto del salmone erano davvero incredibili, gli spaghetti di riso croccanti si ammorbidiscono nella centrifuga rendono il piatto anche divertente da mangiare per le diverse consistenze.
L’unica cosa che non mi ha convinto è che il piatto è ovviamente freddo, come temperatura intendo, forse non l’ho trovato del tutto in linea con l’idea di una proposta autunnale.

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A seguire i “Lombrichelli” allo zafferano, cozze e crema di funghi porcini.
La crema di funghi insieme alle cozze sono sul fondo del piatto sopra viene servita la pasta che viene mantecata con l’acqua delle cozze e lo zafferano, sopra a finire del prezzemolo disidratato. Il gusto di questo piatto è quello confortante della cucina tradizionale, eseguito magistralmente, molto godibile e gustoso.

bistrot64_agnello

Agnello roll, bieta e crema di ceci è stato forse, più di tutti, il piatto che ha dato senso al nome del menù. Un piatto dove si trovano i sapori della cucina tradizionale, ma presentato in maniera creativa non solo nella forma anche nella sostanza. Infatti l’agnello viene macinato e avvolto nella foglie di bieta appena scottate e scolate in acqua ghiacciata, dopo di che, viene cotto sottovuoto a bassa temperatura 65°, per essere servito su una purea di ceci, crema di bieta, bieta al forno e shiso. Il risultato è un roll dalla carne tenerissima e dal sapore rassicurante dei legume e della verdura.

bistrot 64 - dessert

Gelato alla fava Tonka con pancake di grano saraceno e mela cotogna accompagnato da panna aromatizzata allo sciroppo di pino e briciole di cioccolato al latte. Un dessert dal piacevole gioco di contrasti: morbido e croccante, caldo e freddo, gradevolmente speziato e dolce grazie alle mele cotogne.

Ci è stata offerta anche la piccola pasticceria che si componeva di piccole “gemme” adagiate su un letto di sassi, i gusti proposti erano: tiramisù, zuppa inglese e after eight. Carina l’idea, interessante la combinazione dei sapori. Frase che racchiude un po’ il mio giudizio finale su questo locale, dall’ottimo rapporto qualità prezzo.

BISTROT64
Via Guglielmo Calderini, 64 – Roma
063235531
www. bistrot64.it/
APERTURA Pranzo, aperitivo e cena; CHIUSURA Domenica

cake alle rape rosse

Mentre mescolavo rapidamente l’impasto di questo cake, meravigliandomi del bellissimo colore rosa shocking che avevo ottenuto, mi crogiolavo al pensiero di chissà quale incredibile cromia avrei ottenuto dopo la cottura.
180°, inforno.
Nell’attesa, un sbirciatina, lievita.
Nell’attesa, mi rubo un altro pezzettino di emmeltaler dop, era giusto avanzato.
Nell’attesa, ripenso al viaggio in Svizzera che ho fatto con il consorzio dei Formaggi dalla Svizzera, sono state giornate di cui ho ancora un bellissimo ricordo per questo non ho potuto far a meno di prendere parte anche io al contest #noiCHEESEamo. Un contest che prevede che vi presenti due formaggi molto famosi: L’Emmentaler Dop, tipico formaggio svizzero con i buchi naturali che si formano per la fermentazione propionica e Le Gruyere DOP, almeno 5 mesi di stagionatura latte crudo svizzero anche lui, ma senza buchi! :)

Sempre nell’attesa, ripercorro con la mente le ragioni che mi hanno fatto scegliere la ricetta di un cake, come ricetta “del cuore”. Si tratta di un libro a cui sono particolarmente affezionata, uno dei primi che ho preso quando ho iniziato a scrivere tra queste pagine, quello di Ilona Chovancova, ho realizzato moltissime delle sue ricette fino a che non sono stata in grado di crearne delle nuove e originali senza dover più ricorrere alle sue. Resto legata ai cake, che mi fanno pensare ad un amica lontana, attualmente in Svizzera tra l’altro, con cui abbiamo condiviso pagina dopo pagina i cake del medesimo libro e le storie delle nostre vite.

L’attesa è finita,
il cake si è raffreddato ed è ora di tagliarlo, fuori un meraviglioso rosso carminio e dentro… Giallo :) Qualche chimico saprebbe spiegarmi il perché? :)

cake alle rape rosse2

CAKE CON RAPE ROSSE, CIPOLLE ED EMMENTALER

180 gr di farina
130 gr di rape rosse (1 media pesata da cotta)
3 uova medie
100 gr di latte intero
85 gr di olio extravergine d’oliva fruttato intenso
100 gr di emmentaler dop
50 gr di cipolla rossa
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
sale
pepe

Lessare le barbabietole, io le ho bollito per 40 minuti in una casseruola con dell’acqua. Appena fredde sbucciare le rape e frullarle grossolanamente insieme alla cipolla.

Scaldare il forno a 180° intanto in una ciotola sbattere le uova unireil latte, l’olio e via via aggiungere farina e lievito setacciati.

Grattare l’emmentaler e unirlo al composto insieme alla purea di barbabietole. Mettere in uno stampo da plumcake da 20 cm e infornare.
Cuocere per 50 minuti e lasciate freddare prima di tagliare.

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