Bianche piccole e tenerissime, sono queste rape invernali che mi hanno subito conquistata per il loro aspetto che mi ha riportato alla mente il ricordo di qualche cartone animato giapponese, anche se pensa che ti ripensa non sono ancora riuscita a stabilire quale. Forse qualche cartone di Miyazaki? Proprio non so.
Non avevo mai cucinato rape bianche e dopo aver tolto e pulito le cime messe in un bel piatto di orecchiette, mi rimanevano, loro, appunto le rapette.
RAPE BIANCHE SPADELLATE ALLA PAPRIKA
1 kg di rape bianche pulite
olio evo
sale
2 spicchi d’aglio in camicia
paprika
Lavare accuratamente le piantine e separare le foglie dal tubero. Cuocere le rape nella vaporiera per 10 minuti, o anche meno se sono piccoline, devo solo ammorbidirsi. Appena saranno più tenere trasferirle in acqua fredda.
Ora, diciamo che ripassate le rape nel burro non sarebbe cosa sbagliata, anzi, lo chiamano proprio! Ma io non ho avuto cuore di saltarle nel burro e quindi olio caldo in padella con due spicchi d’aglio in camicia scaldare le rape girandole in modo tale che comincino leggermente a dorarsi sui lati.
Salare, aggiungere la paprika e servire, come un contorno alla carne, oppure come piatto unico insieme ad altre verdure. Nella foto si vede il cavolo nero che ho saltato in padella insieme alle rape.
27 gen '12 · 8 commenti · Contorni ·
Non pensate subito all’accostamento azzardato, siete di quelli che condiscono l’insalata solo con un filo d’olio? Io per la mia insalata non disdegno anche condimenti allo yogurt o qualche vinagrette, sarà che troppe puntate di Jamie Oliver mi hanno abbastanza plagiata. Non c’è una sua insalata senza un condimento al pesto, pesce, carne o una buona dose di panna acida, ma forse sempre meglio delle finte insalate di Nigella in cui c’è di tutto tranne che la verdura. :)
Ok domanda a bruciapelo… tra Jamie e Nigella? Chi salvereste?
Passiamo all’insalata va, che ho diverse cosette da raccontarvi.
Punto uno: Avete mai provato i porri con la tahin? Bè questo accostamento esiste in diversi piatti un pochino orientaleggianti e vi assicuro che il matrimonio è proprio interessante. Allungare la tahin con poco miele serve a caratterizzare questa crema al sesamo, verso il gusto dolce. Un cucchiaio di questo mix nella vostra insalata (condita all’italiana) è davvero una sferzata di sapore che esalta tutti gli ingredienti.
… E veniamo infine alle famose carote viola! Aaaah! Sospiro di soddisfazione misto all’orgoglio di averle finalmente reperite. Bressanini c’ha messo lo zampino e ora le carote viole sono diventate un pochino il tormentone foodbloggeristico del momento. Ma si, ma si, che vi svelo dove le ho reperite, Azienda bioCaramadre.
INSALATA DI CAROTE BICOLORE E PORRI CON TAHIN, MIELE E FINOCCHIETTO (2 insalatine)
6 foglie di radicchio variegato lusia
2 foglie di porro (la parte verde)
2 carote viole
2 carote arancioni
1 cucchiaio di tahin
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di semi di finocchio
1 cucchiaino di miele
sale
Pulire tutte le verdure lavandole e togliendo le parti più esterne.
Il porro va cotto al vapore, bastano appena 5 minuti ed è già morbissimo.
Con le parti più esterne delle carote ricavare dei nastri con l’aiuto di uno spilucchino, la restante parte delle carote grattuggiatela. Utilizzare le belle foglie del radicchio (a me sembrano petali di fiori) per creare una coppa dove mettere le carote.
Il porro va tagliato a pezzettini fin e aggiunto alle carote, io ho tenuto qualche striscia intera, per unirla ai nastri di carote.
Servire a parte i due condimenti che potrete mescolare insieme:
- La tahin va mescolata con una poco miele
- l’olio il sale e i semi di finocchio uniti e ben amalgamati
25 gen '12 · 15 commenti · Piatti Unici, Salse & Condimenti, insalata ·
Ma quanto sono belle le coste della bieta rossa? Hanno un colore rosso carminio, brillante, meraviglioso! Certo ci sono delle verdure curiose in natura non trovate? Di come vengano fuori anche in inverno, verdure dal colore più vicino a quello delle fragole non me lo so proprio spiegare. Magari qualcuno di voi è più bravo in me e mi illuminerà.
Riguardo a questa bieta, c’è una bella storia dietro, che vi voglio raccontare.
Di ogni verdura che compriamo, cosa immaginiamo? O meglio cosa ci piace immaginare? Che qualcuno chiaramente l’abbia piantata e quel piccolo germoglio sia cresciuto, sotto la pioggia, sotto il sole innaffiato da persone che gli hanno dedicato tempo e cura. Certo ben poco piacevole è pensare che quello che mangiamo venga da una terra inondata di pesticidi, che la piantina che cresce sia modificata geneticamente per resistere a questi (OGM) e che questo danneggi tutto l’ambiente in cui viviamo… Ma questa è un altra storia e qui di certo non si vuole far pubblicità al biologico per forza, sono scelte, anzi io ritengo sia il vero lusso moderno.
La bieta di cui vi sto parlando proviene da Caramadre, azienda biologica alle porte di Roma, ed è così che mi sono state consegnate comodamente a casa tante bellissime verdure, di cui non mancherò di parlarvi anche prossimamente. A farmi entrare in contatto con loro, il consiglio di Iride di Cucinologia (grazie mille cara!).
Credo che molti di voi saranno d’accordo che quando il prodotto è buono e di qualità, per quale motivo dovremo maneggiarlo troppo? Il famoso less is more, giusto Massimo? Quindi ricetta vegetariana anche oggi, un idea semplicissima per un antipasto da mangiare come un patè spalmato su crostini di pane, scegliete una ricotta delicata e di buona qualità e il gioco è fatto.
BIETA ROSSA, CON QUENELLE DI RICOTTA
400 gr di bieta rossa
150 gr di ricotta di bufala
1 cucchiaino di origano
sale
(pane carasau per accompagnare)
Lavare la bieta in abbondante acqua, e cuocere le foglie e le coste al vapore. Saranno sufficienti una decina i minuti, se le coste si sono ammorbidite sono pronte.
La cottura al vapore consente alle verdure di non disperdere in acqua tutte le vitamine che contiene, quindi prediligere sempre brevi e delicate cotture.
Appena la bieta si sara freddata prendere le foglie schiacciarle nella ricotta, salare leggermente e aggiungere l’origano, se volete un filo d’olio, dipende dalla ricotta.
Intrecciare le coste di sedano per formare un reticolato, condire anche questo con olio e sale e formare delle quenelle con l’impasto.
23 gen '12 · 21 commenti · Antipasti, Contorni ·







