Kitty's Kitchen

in the food for love

Monaco 13-14 sett

Domani aprirà ufficialmente i battenti la fiera della birra più conosciuta d’Europa a Monaco di Baviera, città tedesca indissolubilmente legata al nome della manifestazione, Oktoberfest.
Per qualche settimana la città sarà presa d’assalto da turisti e curiosi che si recheranno lì ad assaggiare fiumi di birra delle note case produttrici della zona.

Io sono sicura che anche il gourmet più incallito che approda qui in questa stagione ha voglia di due semplici cose: birra e wustel (al massimo stinco!) e se avete programmato la visita, ci sono delle mecche che vale la pena andare a scoprire, oggi ve le racconto.

Prima di tutto un paio di consigli su come “affrontare” l’Oktoberfest, se non siete mai andati. Le file sono impressionanti, quindi non pensate di andare lì per l’ora di pranzo o per l’ora di cena nella speranza di entrare in un tendone o magari più di uno dei nomi noti… La gente si mette in fila dalle 9 del mattino e non molla fino a sera!
Se volete entrare all’Hb o all’Augustiner, mettetevi in fila per tempo al rispettivo capannone, sceglietene uno e restate su quello. L’alternativa è gironzolare tra le bancarelle e trovare della birra imbucandosi nei posticini un po’ più sfigati, dove magari si sta in piedi.
Una volta trovato il vostro tavolo, nel caos del tendone prescelto, attenzione ad andare in bagno perché perdete il posto! Soprattutto per gli uomini le file in bagno non sono trascurabili e possono portare via anche diverso tempo.

monaco copia

Dopo la giornata devastante dell’Oktoberfest, di solito si decide di fare un giro per Monaco e per vedere la città, che è graziosissima.
In città quindi, si trovano esattamente gli stessi locali che hanno il tendone all’Oktoberfest e che vendono in questa stagione esattamente la stessa birra dell’Oktoberfest, con un menù più ampio e la possibilità di essere serviti in tempi dignitosi.

A poca distanza da Marienplatz c’è l’immenso Hofbrauehaus, la birra è servita in boccali da un litro minimo (come all’Oktoberfest) fa eccezione solo la weiss. Se chiedete, sono disponibili anche menù in inglese ma i camerieri parlano italiano. In menù la carne è protagonista ma ci sono anche le zuppe e le patate per i vegetariani.
Un cosa importante da ricordare prima di ordinare: la “Radler” è quella con aggiunta di limone! :) Attenzione! E la birra dell’Oktoberfest, disponibile in carta è sempre la più leggera di gradazione.

hb

Se siete in cerca di regalini gourmet da riportare a casa la tappa che non può mancare è la gastronomia Dallmayr, sede anche dell’omonimo ristorante 2 stelle michelin.
Qui si trovano prodotti di tutto il mondo, anche italiani ovviamente, ma è il posto giusto per acquistare anche insaccati tipici della zona o mostarde. Grazioso anche il caffè al secondo piano dove gustare il caffè, che tostano lì e una fetta di dolce (strudel di mele con la crema calda è un must!). Ricordate che se volete un caffè italiano bisogna chiedere “espresso”.

augustiner

Continuando invece nel nostro percorso delle birrerie dove vale la pena fare un salto, c’è sicuramente Augustiner, la più antica della città, anche questa in pieno centro. Qui esiste la possibilità di prendere birre più piccole, anche inferiori ad un litro, ci sono i menù in italiano se domandate. Le porzioni sono generose, tanta carne molta sostanza e pochi formalismi.

Se invece cercate il paradiso dei wurstel c’è Nurnberger Bratwurst Glockl, qui la carne è fatta alla griglia con legno di faggio e si possono trovare i wustel bianchi di Monaco (quelli delicati che si consumano anche a colazione) quelli ripieni al formaggio a altre tipologie. Ad accompagnare la loro salsicce: insalata di patate e verza, condite con l’onnipresente aceto e il rafano.

Monaco sett 14

In pochi sanno che il weekend che precede l’Oktoberfest a Monaco c’è un altra manifestazione molto carina che consente di godersi la città senza troppa confusione e divertirsi in strada.
Lo streetlife Festival parte dal centro della città e prosegue per alcuni km lungo la Lepoldstrasse. Cibo da strada, prodotti biologici da acquistare, artigianato, tanta musica e manco a dirlo tanta birra. Dovendo scegliere e avendo già vissuto una volta la confusione dell’Oktoberfest sceglierei tutta la vita di tornare qui per il festival, ma non prendetela come un vero consiglio, l’Oktoberfest e la sua “follia” va vista e va respirata, se no non ci si crede.

Infine se vi state chiedendo qual’è la miglior birra da assaggiare a Monaco di Baviera, vi risponderei dicendo di sfruttare il vostro tempo a disposizione e programmare lo spostamento a Andechs, il convento dei benedettini dove si produce la birra che porta lo stesso nome di questo monte. Lì, dopo una doppelboch dunkel alle 11 del mattino, sfido chiunque a dire che non è la miglior birra mai bevuta in vita.

street festival

street festival2

Adesso che il mio blog sta lentamente passando da foodblog a travelblog, mi riporto sulla retta via lasciando una ricetta che ho realizzato al mio ritorno da questo weekend, quando dopo tanto alcool e tanto maiale cercavo qualcosa di confortante che mi facesse sentire a casa, senza scordarmi da dove ero passata:

biscotti bretzel_3

BRETZEL DOLCI

230 gr di farina 00
2 uova
140 gr di burro morbido
90 gr di zucchero bianco
20 gr di zucchero di canna per lo spolvero
5 gr di cacao
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 180°

Separare un solo tuorlo dall’albume: un tuorlo si utilizza insieme all’uovo intero nell’impasto, mentre l’albume si utilizza per spennellare i biscotti.

Setacciare la farina e il cacao, aggiungere: il burro, le uova e lo zucchero. Mescolare aggiungendo il sale e il bicarbonato. Formare una palla e trasferirla in una pellicola, avvolgerla e lasciare in frigo per 2 ore a riposare.

Infarinare il piano di lavoro e con un mattarello, infarinato anch’esso, stendere la pasta dello spessore di 4 o 5 cm. Tagliare i bretzel o intrecciarli così.

Disporre su delle teglie da forno coperte di carta e spennellare con l’albume rimasto, spolverando di zucchero di canna la superficie.
Cuocere 10 minuti a 180°.
Con queste dosi si ottengono circa 30 biscotti.

mousse al cioccolato e acqua_ (15)

Può darsi che oggi non racconterò nulla di nuovo ad alcuni di voi, ma per chi ancora non la conosce potrebbe essere una scoperta, come lo è stata per me la prima volta che ne lessi a riguardo. La mousse al cioccolato e acqua di Dario Bressanini ha reso il mondo migliore a mio parere, il risultato è talmente sorprendente che se ne resta affascinati.

La sostanza è semplice acqua e cioccolato non si mescolano, il cioccolato ha una certa percentuale di grasso che può essere mescolata all’acqua quindi è possibile realizzare un mousse di solo cioccolato senza aggiungere altri ingredienti e e montando il cioccolato come fosse panna.

MOUSSE AL CIOCCOLATO E ACQUA

100 grammi di cioccolato fondente al 70% di cacao
115 grammi di acqua

Spezzare il cioccolato e scioglierlo a bagno maria o in un pentolino a fondo spesso o al micronde, come preferite la cosa importante è scioglierlo a bassa temperatura perché il cioccolato fondente a 40° sarà già fuso.

Aggiungere l’acqua tutta in solo colpo, non è necessario che questa sia intiepidita, a questo punto mescolare con una spatola per amalgamare i due ingredienti.

Traderire il cioccolato in una ciotola immersa in un altro contenitore contenente acqua e ghiaccio e montare con le fruste il cioccolato fino a raggiungere la consistenza vellutata e ariosa di una mousse.
Bisogna far attenzione a non montare troppo il cioccolato perché altrimenti cominciano a formarsi grumi.

Trasferire la mousse in bicchierini e conservare in frigo, si mantengono qualche giorno senza problemi.

chips di zucchine_3038

L’abbondanza della verdura e della frutta estiva sta piano piano diminuendo, i primi giorni in cui le temperature si abbassano subito fanno dimenticare, i pomodori che sanno di sole, le albicocche e l’anguria fresca, io adesso già ho un incredibile voglia di zucca (Ad esempio tanto dire…).
Restano in frigo ancora delle pesche, i fichi, qualche zucchina e qualche melanzana ancora dell’orto, da consumare, ma sono davvero le ultime.

Allora ho cercato un paio di modi, veloci e senza sbattimenti per farmi delle scorte di barattolini, che mi consentissero di mangiare zucchine ancora per qualche tempo in più. Ho trovato un paio di idee che ho subito realizzato e che mi sono piaciute abbastanza.

La prima riguarda, il procedimento di essiccazione, mediante in quale si riescono ad ottenere delle chips di zucchine croccantissime, ma non fritte e che durano a lungo. Serve solo che il forno resti acceso a lungo oppure, meglio un essiccatore. Gli zucchini essiccati possono essere aggiunti a tutti i piatti che necessitano una nota croccante: alle zuppe, su crostini al formaggio, come guarnizioni o anche granocchiati così.

zucchini

CHIPS DI ZUCCHINI ESSICCATI

300 gr di zucchini
1 cucchiaino d’olio
sale

Tagliare gli zucchini a fettine sottili 2 o 3 mm, disporli su di un piano e con un pennellino stendere un sottilissimo strato di olio. Salare e disporre sopra la griglia dell’essiccatore.
Attenzione ad aggiungere spezie che con la cottura possono diventare amare, meglio aggiungerle dopo eventualmente.
L’essiccatore ha bisogno di 4, 5 ore per asciugare le zucchine.
In alternativa disporre le rondelle su carta forno e cuocere a 60° in forno funzione ventilata, in questo secondo caso i tempi si aggirano intorno alle 3 ore.
Queste chips durano anche mesi se chiuse in un barattolo di vetro e conservate in un luogo fresco, tuttavia con il tempo perdono la loro croccantezza.

pickled zucchini

La seconda preparazione è la classica conservazione sotto aceto, un poco agrodolce “pickles”, questa idea mi è piaciuta perchè non prevede la cottura degli zucchini, cosa che diminuisce notevolmente la loro conservabilità ma consente di avere una consistenza che preferisco nettamente rispetto all’altra versione.

SPICY ZUCCHINI REFRIGERATOR PICKLES di Kitchen treaty

350 gr di zucchini
1 spicchio d’aglio pelato
110 gr di aceto bianco
50 gr di zucchero
1/2 cucchiaino di fiori di pepe rosa
1/2 cucchiaino di semi di senape
1/2 cucchino di sale

Bollire e asciugare i vasetti per la conserva.
Tagliare le zucchine a rondelle spesse 2-3 mm e tagliare a fettine sottilissime l’aglio, quindi disporre alternativamente zucchine e fette d’aglio nei barattoli cercando di premere e compattare al meglio il tutto.

In un pentolino mettere l’aceto, lo zucchero il sale e le spezie, portare ad ebollizione e spegnere.
Versare l’aceto sui barattoli con le zucchine, pressare bene e aggiungere quei dischetti di plastica che servono a mantenere le verdure sotto il liquido (hanno un nome?! Io non lo so!?)

Chiudere i barattoli e lasciare il frigo per 24 ore prima di consumarli. In frigo durano un mese.

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