Kitty's Kitchen

in the food for love

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Ed è arrivato il momento, quello di prendersi una pausa, dal lavoro, ma anche da queste pagine. Mi concedo qualche giorno di vacanza, non potrò essere dietro al pc con la frequenza con cui sono abitualmente e quindi, mio malgrado devo salutare questo spazio per qualche tempo. So già cosa succederà, per un paio di giorni sarò sollevata dal fatto di non dover nemmeno pensare a “cosa postare lunedì?”, ma poi mi mancherà da morire farlo.
Allora mi attaccherò al cellulare e comincerò a girovagare tra gli altri food blog drogandomi di immagini e cercando di placare la nostalgia.

A dirla tutta comunque non vedo l’ora di staccare e allontanarmi un pochino da Roma, andare al mare, cercare di leggere qualcosa, mangiare meno, camminare di più, fare quello che desidero compatibilmente con chi sarà in mia compagnia.

Per salutare tutti lascio una ricetta che fa tanto estate, quella del gelato alla frutta, ma stavolta invece che utilizzarla così com’è, ho provato a ad arrostirla per concentrarne gli aromi. Non avevo mai usato questa tecnica prima, invece devo dire che ne vale la pena di perdere quei 5 minuti in più.

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ROASTED STONE FRUIT ICE CREAM

340 gr di frutta
100 gr zucchero
130 gr panna fresca
100 gr latte intero
2 cucchiai di succo di lime
1 cucchiaio di grappa al mirtillo
1/2 bacca di vaniglia
erba cedrina

Tagliare 200 gr di frutta: io avevo 2 pesche e 4 susine, le ho sbucciate e poi tagliate a pezzettini e messe in una padella calda.
La restante parte della frutta l’ho lasciata con la buccia ma l’ho tagliata a pezzetti piccolini.

Alla frutta in padella ho aggiunto i semi della bacca di vaniglia e la bacca stessa. Mescolare la frutta, lasciare che si ammorbidisca e aggiungere la grappa e qualche foglia di erba cedrina. Appena la frutta comincia a disfarsi togliere la padella dal fuoco e togliere le spezie (bacca di vaniglia e erba cedrina).

Frullare la frutta per ottenere una purea e lasciar freddare in frigo.
A questo punto aggiungere alla purea di frutta il latte, la panna e lo zucchero, mettere tutto nella gelatiera e solo alla fine aggiungere i pezzettini di frutta intera.

Ci vorranno 20 minuti a seconda della vostra macchina per mantecare il gelato, ma prima di consumarlo lasciarlo riposare altre 3 ore in freezer.

Un saluto a presto!
Buone vacanze a tutti voi!

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Al prezzo di uno… due contorni irrinunciabili se state organizzando un barbecue.
Il primo è quello che vi avevo promesso parlando di Pulled pork è un insalata, l’altro è ciò che tutti adorano cucinato al barbecue, ossia le pannocchie, che in questo periodo sono di stagione. Avevamo già parlato di un altro must, in caso di barbecue, i baked beans, ma più che un contorno sono da considerarsi una vero e proprio piatto principale.

L’insalata in questione è la notissima colewslaw, un insalata americana a base di cavolo cappuccio (slaw) e un condimento abbastanza ricco di senape e maionese, sapete che gli americani non ci vanno affatto sul leggero per quello che riguarda le salse.
Il coleslaw per gli amanti del barbecue è una cosa seria, ognuno ha la sua versione, con o senza maionese con vari tipi di cavolo multicolore, con aggiunta di varie spezie è un vero accompagnamento della carne più che un insalata da gustare a parte. Infatti quando si cucina la spalla di maiale il coleslaw spesso viene aggiunto con la carne all’interno del panino stesso.

Vi lascio la mia versione dei questa insalata, nella ciotolina in ceramica autoprodotta, uno dei primi pezzi che ho realizzato con il tornio elettrico.

COLESLAW

100 gr di cavolo cappuccio
70 gr di carote pelate

per la salsa:
1 cucchiaio di maionese
2 cucchiai di yogurt
1 cucchiaio di mostarda all’antica
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 pizzico di sale

Affettare sottilmente il cavolo e la carota e preparare la salsa usando le proporzioni indicate.
La salsa deve avvolgere totalmente l’insalata, il quantitativo necessario è quindi doppio rispetto a quello indicato.

pannocchie

… E veniamo ora a uno dei contorni che amo di più in questo periodo, il granturco. Sempre più difficile da trovare nei supermercati ma in questa stagione a volte fa capolino. Evitate di comprare quello in busta precotto non viene bene e non si griglia come quello fresco, assolutamente da lasciar perdere.

Le pannocchie sul barbecue possono essere cotte di due modi, sia “spennate” pulite dalle foglie esterne, sia con le foglie esterne, in Amercia di dice “on the cob”. In questo secondo caso è meglio bagnare le pannocchie o anche lessarle qualche minuto in acqua e poi metterle sulla griglia, metodo un pochino più lungo, che fa più sporcizia al momento della cottura e che darà come risultato una pannocchia non abbrustolita perché protetta dalle sue foglie. Personalmente amo la prima versione.

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PANNOCCHIE ARROSTO

7 pannocchie
2 cucchiai di burro o di olio extravergine d’oliva fruttato medio
sale in fiocchi

Spennare la pannocchie eliminando le foglie esterne e tutti i filmanti sulla sommità. Per ogni pannocchia conservare una foglia ampia e integra per servirla.
Spuntare le pannocchie eliminando la cima nel caso, come le mie è senza grani.
Lasciare attaccato il pezzettino di gambo (ove possibile) perché consente di girare il granturco sulla fiamma con più facilità.

Cuocere le pannocchie direttamente sulla griglia posta su fuoco diretto, girandola via via che si arrostisce.
Si cuoce il 10 minuti circa, anche meno se la pannocchia è piccolina. Con una forchetta testare la morbidezza dei chicchi, se si bucano agevolmente toglierla dal fuoco e poggiarla sulla foglia che avete preparato prima.

Aggiungere olio o burro e un poco di sale e girare la pannocchia sulla foglia stessa per spargere il condimento su tutta la superficie.
Servire così.

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Mori soba vuol dire soba fredda, sono i noti noodle giapponesi a base di grano saraceno usati o per accompagnare una pietanza a volte il tempura oppure mangiati soli con aggiunta di vari ingredienti.

La tecnica per mangiare la mori soba è quella di immergere gli spaghetti nella salsa, anch’essa fredda e gustarli così, la salsa in questione è a base di brodo dashi. Lo trovo quindi un piatto molto godibile in estate, ma un pochino meno in inverno. Quando sono stata in Giappone a dicembre, in effetti non ho amato particolarmente questo piatto, anche perché sono sempre stata abituata a mangiare primi caldi, ma non è solo questione di testa, alla fine ho imparato ad aprezzarli molto e con loro mi sono presa anche qualche licenza sul loro l’utilizzo.

Trovo interessante l’incredibile numero di piatti a base di soba suddivisi in base alle loro varietà, riporto la classificazione di wikipedia, leggermente modificata, solo per far capire quando la soba sia diffusa:

Per provenienza:

Etanbetsu soba – dal nome della regione centrale dell’Hokkaidō (la città di Asahikawa)
Shinano soba – dal nome di Shinano nella prefettura di Nagano
Shinshu soba – dal nome della zona meridionale di Nagano
Izumo soba – dal nome di Izumo nella prefettura di Shimane

Per ingredienti:

Sarashina soba – sottile, leggermente colorata, fatta con grano saraceno raffinato.
Inaka soba – “soba di campagna”, soba spessa fatta con grano saraceno integrale
Tororo soba o Jinenjo soba – insaporita con farina di patata dolce selvatica
Cha soba – insaporita con tè verde in polvere
Mugi soba – insaporite con amarella
Ni-hachi soba – soba con 20% di frumento e 80% di grano saraceno
Towari soba o Juwari soba – soba con 100% di grano saraceno

I piatti freddi più comuni a base di soba:

Mori soba 盛り蕎麦 – Le tagliatelle sono bollite, raffreddate e servite un piatto o su una griglia di bamboo piatta. Accompagnati da una salsa fredda in cui immergerli, solitamente una forte miscela di dashi, mirin, e shoyu. Mangiata con il wasabi.
Zaru soba 笊蕎麦 – Mori soba guarnita nori.
Bukkake soba ぶっかけそば – servita con varie guarnizioni sparse sopra, dopo di che il commensale vi versa del brodo, può includere:
– tororo – purea di yamaimo
– oroshi – daikon (una specie di grossa rapa) grattugiata
– natto – appiccicosi semi di soia fermentati.
– okra – okra fresco tagliato a fettine
Soba maki – soba fredda avvolta in nori e preparata come il makizushi.

soba fredda

MORI SOBA

200 gr di soba
2 cm di alga nori
cipollotto fresco

per la salsa:
200 ml di brodo dashi
2 cucchiai di mirin
3 cucchiai di salsa di soia
poco wasahi

Preparare la salsa mescolando tutti gli ingredienti: il wasabi più essere sciolto all’interno oppure servito a parte.
Il brodo dashi, una volta introvabile, oggi si può trovare sotto forma di dado. In alternativa c’è chi mescola acqua e colatura di alici ,per ottenere un gusto simile.

Cuocere la soba in una casseruola in acqua leggermente salata.
Cuocere la soba 2-3 minuti non di più, deve rimanere al dente, durante la cottura fare attenzione alla schiuma che si forma sulla superficie dell’acqua che potrebbe fuoriuscire dalla pentola, meglio usarne una capiente.

Scolare la soba e passarla sotto l’acqua fredda corrente.
Disporre i noodle sui piatti da portare, decorare con alga nori e servire con la salsa, in cui vanno intinti.

E’ un piatto davvero comodo e veloce da preparare ma è davvero importante che venga consumato subito, appena freddato, altrimenti la soba perde la sua idratazione, si secca e diventa collosa.

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