Kitty's Kitchen

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maccheroncini pesto di agrumi

La ricetta originale di questo pesto agli agrumi viene da Filippo La Mantia, chef siciliano che di ovviamente con questo pesto ci parla della sua terra. Ma mettiamo che la sottoscritta, di ritorno dalla costiera Amalfitana abbia riportato a casa: cedri, arance e limoni di Sorrento e che la voglia di taglioni al limone e di insalate di arance in questi giorni imperversa più di ogni altra cosa.

Il pesto originale di La Mantia prevede l’utilizzo solo di arance ma io vi consiglio di provare anche a mescolare altri agrumi a tendenza dolce, il risultato mi è piaciuto talmente tanto, che anche se scrivere la ricetta richiede più tempo del fare effettivamente il pesto, non potevo non condividerla con voi.

Inoltre, si sa, per fare un buon pesto, serve anche un olio delicato che valorizzi tutti i sapori e proprio nel pesto il quantitativo d’olio utilizzato è senz’altro rilevante e non è un ingrediente che va trascurato. Ecco perché con questa ricetta, appartenente alla categoria primi piatti, ho deciso di partecipare al concorso organizzato da Fratelli Carli : fornelli da chef. Dopo la ricetta vi lascio tutto il regolamento per partecipare.

MACCHERONCINI AL PESTO DI AGRUMI (X4)

400 gr di pasta corta
100 gr di mandorle (anche con la pelle vanno bene!)
40 gr circa di olio extravergine di oliva delicato
25 gr di capperi sotto sale
1 arancia
1/2 pompelmo
1/2 cedro
15 foglie di basilico
sale

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e nel frattempo realizzare il pesto, che si fa davvero il 2 minuti.

Sbucciare gli agrumi, e togliere i semi, frullare la polpa degli agrumi. La ricetta originale prevede l’utilizzo di sole arance, quindi se non avete il cedro e il pompelmo usate semplicemente un arancia. Frullare aggiungendo tutti gli ingredienti e aggiungendo solo alla fine l’olio a filo per ottenere la giusta consistenza cremosa.

Condire la pasta con il pesto, riportando il basilico come decorazione e un pochino di scorza grattugiata.

Tornando invece al contest “Fornelli da Chef” è possibile partecipare al concorso fino al 10 maggio, inviando una ricetta e votandola su facebook, alla fine le ricette saranno giudicate da una giuria di qualità composta dagli chef dell’associazione JRE.

Ogni utente può caricare una sola ricetta, inserendola, a scelta, all’interno di una delle quattro categorie disponibili: antipasti – primi – secondi – dolci.
Fra gli ingredienti che compongono questa ricetta deve apparire necessariamente l’olio.

Oltre alla possibilità di pubblicare una ricetta, gli utenti possono esprimere tramite voto la propria preferenza per quattro ricette (una per ogni categoria).
Sulla base delle preferenze così espresse verranno stilate quattro classifiche separate (una per categoria), all’interno delle quali verranno prese in considerazione le prime dieci ricette, sottoposte alla valutazione della giuria, che avrà il compito di individuare le migliori tre per ogni categoria.
Seguendo questa impostazione si andranno così a selezionare 4 ricette e le prime classificate di ogni categoria parteciperanno all’evento finale organizzato presso l’Emporio di Imperia il 27 maggio.
L’iniziativa si conclude con un evento dove i vincitori potranno vivere l’esperienza di cucinare con degli Chef stellati appartenenti all’associazione JRE.

Durante questo evento organizzato all’Emporio di Fratelli Carli i vincitori riceveranno inoltre un buono da 250€ da spendere sul sito www.oliocarli.it, ed avranno in aggiunta il pernottamento presso l’Hotel Rossini di Imperia e un rimborso forfettario di 200€ per le spese di trasporto.

Ma non solo… sono stati preparati anche delle video pillole per fornire utili consigli in cucina in collaborazione con gli Chef stellati appartenenti all’associazione JRE.

Le 36 ricette giunte fino alla selezione finale ma che non parteciperanno all’evento del 27 maggio riceveranno in omaggio una confezione Assaggio.
Nel corso dei 42 giorni in cui sarà possibile votare le ricette caricate dagli utenti, fra gli utenti che esprimeranno la propria preferenza, verranno assegnate in maniera casuale 300 confezioni Buona Tavola attraverso un meccanismo di istant win.
Lo sviluppo del concorso verrà accompagnato dall’allestimento di una sezione Cucina all’interno del portale MSN, dove verranno inseriti contenuti relativi a questa iniziativa e impostati link diretti alle pagine del concorso.

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agnello

Il Barbaresco è un vino DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Cuneo, esclusivamente nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (già frazione di Barbaresco) e la parte della frazione “San Rocco” in precedenza facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata dal 1957 al comune di Alba.
Il vino è ottenuto unicamente dalle uve Nebbiolo delle sottovarietà “Michet”, “Lampia” e “Rosè”. Deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui almeno un anno in botti di rovere o di castagno, a decorrere dal 1º gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia.
Da Winexplorer

Questo il disciplinare, del Barbaresco, ma in particolare oggi vi parlo di quello dell’azienda “F.lli Grasso” il Barbaresco San Stunet: al naso ha tutti i profumi caratteristici del nebbiolo, dai frutti rossi, al mirtillo, ancora il legno ben identificabile in odori vanigliati e speziati maturi. Nonostante l’annata 2007, in bocca ancora tannico, persistente e morbido.
Il primo abbinamento che mi è venuto in mente è stato sicuramente quello con il tartufo nero, ma ho voluto “osare” con qualcosa più a tema di questo periodo prepasquale e allora, perchè no? Agnello, ma addolcito da una salsa fresca e balsamica, quella alla liquirizia.

L’agnello alla liquirizia non è una mia invenzione, provai questo abbinamento una volta in un ristorante, il piatto mi piacque subito e così ho tentato di replicarlo in versione casalinga.

agnello e barberesco

AGNELLO ALLA LIQUIRIZIA E ERBE BALSAMICHE

4 costolette di agnello
8 liquirizie purissime
50 gr di acqua
olio extravergine d’oliva
asparagi lessati e frullati
sale
finocchietto
menta

Battere le costolette di agnello con un batticarne per renderle più fini, condire con olio e sale, cuocerle in una padella antiaderente. Prima far rosolare un attimo da ambo i lati con la padella molto calda e poi, abbassare la fiamma e finire la cottura.

Nel frattempo in mezzo bicchiere d’acqua fare sciogliere le liquirizie, portare ad ebollizione e far ridurre un pochino lo sciroppo, mescolando bene e assicurandovi che le caramelle siano sciolte.

Appena le costolette saranno cotte, traferirle su di un piatto da porta condire con lo sciroppo alla liquirizia e aggiungere delle quenelle di asparagi decorando con finocchietto, per richiamare il sapore della liquirizia e qualche foglia di menta per esaltare i profumi balsamici.

filetto nella bresaola con chutney di datteri e noci

“Il nebbiolo cresce fiero dei suoi difetti.
A tavola non vuole essere semplice accompagnatore,
non è educato come il merlot e neppure disposto al dialogo
– o in qualche modo compromissorio – come il sangiovese.
È forse, con il pinot nero,
il vitigno che più restituisce nitidi gli aspetti del territorio.
Non gli interessa essere di facile lettura.
Berlo è una sfida: è lui che decide se piacerti o no.
Berlo è subirlo. Esserne assoggettati.”

[da "Elogio dell'invecchiamento" di Andrea Scanzi] Via Winexplorer.

Circa questo piatto, nato per accompagnare il barolo brunate di Francesco Borgogno posso dire, un paio di cose: anzitutto la carne, deve restare succulenta per bilanciare l’alcolicità e la tannicità del vino, il chutney l’ho inserito per dare dolcezza al piatto e bilanciare il fatto che questo barolo, ancora giovane non l’ho trovato proprio morbido e rotondo.
Come risultato finale, ho un appunto da farmi, più che un chutney sarebbe stato meglio inserire una salsa, tuttavia il piatto senza la nota croccante delle noci a mio avviso perderebbe molto. Quindi il risultato ottenuto mi è sembrato un buon compromesso, considerando il fatto che i datteri utilizzati sono freschi, quindi sono molto meno dolci di quelli essiccati. Va bene, ok non vi tedio di più, qui terminano le mie elucubrazioni mentali sull’argomento. Voi che ne pensate?

filetto

FILETTO NELLA BRESAOLA CON CHUTNEY DI DATTERI E NOCI

200 gr di filetto
10 fettine di bresaola della Valtellina DOP
5 datteri freschi
5 noci sgusciate
olio extravergine di oliva
sale

Sbucciare i datteri freschi, batterli al coltello e aggiungere le noci tritando grossolanamente anche quelle, lasciare il tutto da parte.

Tagliare il filetto a bocconcini, tagliare le fettine di bresaola a metà. Avvolgere ogni boccone di filetto nella bresaola e cuocere in padella con poco olio caldo. Girare i filetti da ambio i lati e salare, la cottura deve essere veloce per lasciare il filetto al sangue.

Cotto il filetto toglierlo dalla padella e utilizzare il fondo per scaldare il chutney, girarlo in padella e schiare con una forchetta. Infine distribuire il battuto sulla carne.

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