Kitty's Kitchen

in the food for love

Enrico Crippa
Ho fatto un salto questo lunedì alla manifestazione di enogastronomia che si sta tenendo a Roma in questi giorni: Culinaria. Un pomeriggio passato tra cooking demostration e degustazioni, cose che come sapete già, inutile dirlo, piacciono molto alla sottoscritta. Lo spazio dedicato a questa manifestazione è tuttavia abbastanza ristretto, pochi espositori ma gli incontri con gli chef devo dire che si sono rivelati di grande interesse.
Avete ancora qualche giorno di tempo, incluso il prossimo fine settimana per fare un salto.

Mi son entusiasmata seguendo la lezione di Enrico Crippa e chiedete anche a Eva come ci guardavamo meravigliate-confuse alla ricetta in cui ha eseguito la sua personalissima cacio e pepe! Direi un misto tra il “geniale” e il folle (posso dirlo?) poi per noi romani che di cacio e pepe insomma… Avremo anche frequentato un certo corso!
L’idea di Crippa è quella di realizzare questo piatto facendo un infuso di parmigiano, lui dice per il suo parmigiano usa 1 litro d’acqua per 800 gr di prodotto. Per addensare la salsa aggiunge della farina di tapioca e per finire un sentore di agrume, del cacao e del pepe tutti gli aromi sono sotto forna di spezie. Che ne dite?
Sorvolo sul risotto al tartufo e cardamomo nero in degustazione, molto buono ma chissà cosa doveva essere con del tarfufo fresco. :)

Kotaro Noda

La seconda cooking session vedeva protagonista Kotaro Nota, lo chef nippo-viterbese che inutile dirlo, riscuote sicuramente la mia simpatia. Riesce a coniugare le tecniche e alcuni ingredienti del suo paese alla cucina del nostro territorio. Un esempio? Il suo “anko” realizzato con le lenticchie di Vulci e stando a quanto detto da lui lo prepara con qualsiasi tipo di legume (bella dritta no?).

Particolarmente bello a vedersi e immagino anche all’assaggio la sua creazione proposta: “”millefoglie di patate e pecorino con rigaglie di pollo” queste ultime cotte in una salsa agrodolce, ed ecco anche qui il tocco nipponico, il piatto lo vedete in foto.
La salsa agrodolce è realizzata mescolando salsa di soia, zucchero e mirin di solito, ma lui sostituisce il mirin con del vino dolce italiano, le rigaglie una volta cotte vengono messe al bagno in questa sorta di marinatura insieme a dello zenzero.

Dorayaki al tè verde

Prima di salutarvi però mi lascio la ricetta rubata a Noda dei suoi dorayaki. Il problema è solo quello di riperire dell’ottimo tè verde in polvere, che lui porta direttamente dal Giappone, infatti riesce a ottenere un bellissimo impasto con un colore verde molto carico.

DORAYAKI AL TE’ VERDE

3 uova
150 gr di zucchero
160 gr di farina
2,5 gr di bicarbonato
10 gr di miele
15 gr di tè verde in polvere (omettendolo ottengo la ricetta classica)

per la farcitura: marmellata di lenticchie di Vulci (si realizza come l’anko)

Rompere le uova e con una frusta aggiungere lo zucchero, mescolando e poi la farina unita al bicarbonato. L’impasto deve avere la consitenza dei pancake, aggiungere la povere di tè verde.
Scaldare una padella antiaderente e senza aggiungere altri grassi versare l’impasto con l’aiuto di un mestolo in padella. Quando sulla superficie cominciano a formarsi delle bolle coprire la pentola con un coperchio per non far uscire l’umidità, cuocere fino a che il dorayki non si staccherà agevolente dalla padella e girarlo per cuocerlo dall’altro lato.
Unire due frittelle mediante la crema dolce di lenticchie

farfalle curry piselli e latte di cocco

Si dice che questo spazio, diventi poi anche una sorta di diario che il foodblogger si ritrova a scrivere con una certa frequenza. In molti casi per il carattere di chi scrive, si tende a tener fuori la vita privata da qui, in altri casi non è quasi possibile farlo. Già, e siccome mi starei trovando in questi giorni a far i conti con nuovo forno, un nuovo piano cottura, nuova cucina insomma, questo influenza un pò le radicate abitudini di cucinare in un ambiante familiare che conosciamo a memoria (nei suoi pregi e difetti) e ora bisogna imparare a familiarizzare con i nuovi spazi.

In questi giorni di trambusto e trasferimento, è arrivata in soccorso la pasta di Labna un idea ultra quick per risolvere pranzi e cene al volo. Ho ottenuto un buon risultato anche se non avevo ancora mai provato ad utilizzare il latte di cocco in un primo piatto e invece è il tocco in più che lega tutto il piatto e lo rende armonico.

Grazie a tutti coloro che son intervenuti su twitter suggerendo l’idea per un primo con piselli non triste,
Max: se è riso non è triste! Sto ancora ridendo! :)
Copio e incollo la ricetta di Jasmine e Manuel, dosi per due persone:

FARFALLE AL CURRY PISELLI E MENTA

200 gr di farfalle al farro
3 pugni di piselli
1 bel cucchiaio di curry in polvere
1 scalogno
un po’ di latte di cocco (o altrimenti di latte intero)
qualche foglia di menta

Preparate una pentola di acqua bollente, che userete per i piselli e per la pasta.
Buttate nell’acqua bollente i piselli e fateli cuocere, ma teneteli un po’ indietro, verdi e croccantini, altrimenti poi diventano una pappa. Quando i piselli sono pronti scolateli e, nell’acqua bollente dei piselli – salandola leggermente, fate cuocere la pasta.

Nel frattempo in una padella fate un bel soffrittino con lo scalogno tritato finemente (meglio ancora se lo passate nel mixer), un po’ d’olio leggero e abbondante curry, piccante o meno a seconda dei vostri gusti. Quando il soffritto è cremoso e profumato, aggiungete del latte di cocco o del latte normale – circa 3 cucchiai – per rendere il sugo un po’ meno denso.

Quando la pasta è cotta, secondo i tempi indicati sulla confezione, scolatela e unitela ai piselli: fate saltare poi la pasta e i piselli nella crema al curry e qualche foglia di menta sminuzzata.

fabio

Sono stati giorni di conti alla rovescia in effetti, in attesa che il sito funzionasse e fosse navigabile. Ma fatemi cominciare la storia dall’inzio, si perché devo tornare indietro a circa tre di settimane fa.
In occasione del terzo compleanno di Percorsi di Vino Andrea ha indetto il Winefest presso l’osteria Incannucciata e se volete curiosare su cosa si è mangiato e chi era presente qui fioccano resoconti:

Daniela SenzaPanna
Non sa di Tappo
Degustazioni a grappoli
Percorsi di Vino

Ora, io sono riuscita a partecipare ad un laboratorio in particolare quello dedicato al Carema una verticale che prevedeva l’assaggio di di 4 diverse annate e una riseva. No, non vi parlerò dei vini, ancora non mi sento abbastanza capace, inoltre trovate i dettagli in merito agli assaggi fatti nel link qui sopra.
La degustazione era guidata da Fabio Cagnetti @slowriot81 (per chi bazzica twitter) che ha presentato anche il suo nuovo e ambizioso progetto: Il Postvino. Di cui ora vi racconto i dettagli:

COS’E’: Il PostVino si autodefinisce “gruppo d’acquisto aperto di vini non ordinari”.
La formula del gruppo d’acquisto aperto e continuativo non è nuova in assoluto -è anzi l’unico modello davvero funzionante e in crescita negli Stati Uniti, dove Jon Rimmermann l’ha portato alla gloria con Garagiste- ma costituisce senza dubbio una sfida importante in Italia, dove il mercato del vino è in piena trasformazione. La crisi del settore, evidente, è innanzitutto la crisi di un modello distributivo ormai obsoleto, che pecca in comunicazione e dinamismo.

COME FUNZIONA: Il PostVino è realtà l’opposto di un’enoteca o di una distribuzione.
Non ci sono vetrine né punti vendita, e non ci sono nemmeno liste o inventari. L’unico veicolo di vendita è la mailing list in cui, una per volta, sono presentate le offerte. Il solo modo di sapere quali vini proponiamo (e di acquistarli) è di iscriversi alla newsletter in modo da ricevere tutte le nostre offerte. Il PostVino non ha accordi continuativi con le aziende, e non avrebbe senso di esistere se non si proponesse come voce fieramente indipendente del pianeta vino.

Il PostVino offre vini di scarsa o nulla reperibilità in enoteca, a un prezzo generalmente paragonabile a quello di cantina, e vini esteri spesso non importati in Italia e lontani dalle logiche distributive; il tutto senza limiti minimi di acquisto e con la possibilità di consolidare gli ordini prima della spedizione, fino al raggiungimento di 6 o 12 bottiglie.
L’approccio è sfacciatamente in direzione del vignaiolo, di chi produce vini di territorio, nella maggioranza dei casi lavorando in modo particolarmente rispettoso dell’ambiente. Ma anche nel mondo dei vini biologici, biodinamici o comunque naturali, il punto di partenza è sempre il gusto, e uno degli scopi del PostVino è di dimostrare le eccellenze che la viticoltura naturale può raggiungere. Anche i produttori convenzionali che offriamo sono in ogni caso virtuosi, e ben lontani dalle logiche industriali. Non troverete molti vini famosi fra le nostre offerte, e certamente non troverete vini costruiti e non rappresentativi del loro territorio e del loro vitigno. Se qualcuno dei vini che offriamo viene premiato dalle guide, complimenti alle guide e alla loro capacità di cogliere l’evoluzione del vino e del gusto degli appassionati.

Proprio perché non siamo agenti né distributori, e non abbiamo legami con le aziende, possiamo permetterci di selezionare solo le etichette che riteniamo di maggiore interesse, di solito non più di due per produttore, e di offrire solo le singole annate che abbiamo veramente apprezzato: proponiamo i vini che amiamo e che abbiamo nelle nostre stesse cantine, non un portafoglio su cui abbiamo una percentuale. Non abbiamo mandati, abbiamo una missione.
Il PostVino è anche uno strumento utilissimo per il piccolo vignaiolo che viene lasciato ai margini del mercato dalle logiche commerciali prevalenti, e, una volta riscontrata la qualità della sua produzione, può in questo modo raggiungere una platea vasta e appassionata.

carema

COSA TROVERETE:

- LE OFFERTE: Riguarderanno vini italiani o stranieri, ma il filo conduttore è l’accurata selezione dei migliori vignaioli con una particolare attenzione agli artigiani che producono qualità in modo rispettoso del territorio e dell’ambiente. Troverete una descrizione dell’azienda, del territorio e dei vini oggetto dell’offerta. Poiché non siamo agenti o distributori, ma facciamo selezione attiva, le Offerte riguarderanno, in genere, solo un numero ristretto di etichette, spesso una o due, sull’intera produzione aziendale: in pratica, i vini che consideriamo migliori per qualità e prezzo.

- TESORI D’ANNATA: Tesori d’Annata è il nome che contraddistingue le nostre offerte di vecchi millesimi. Sul mercato attuale, le proposte di vini maturi sono estremamente rare, e spesso a prezzi esagerati. Anche allo scopo di diffondere la cultura del vino, vogliamo proporre annate mature a prezzi confidenziali, chiaramente previo attenta selezione non solo dei produttori, ma anche delle singole annate: troverete solo i millesimi che riteniamo di assoluto interesse, bottiglie da bere ora o in futuro con soddisfazione, non meri oggetti da collezione.

E’ ovviamente fondamentale, parlando di bottiglie invecchiate, la massima attenzione alle modalità di conservazione: quando possibile, la fonte sarà, come per le Offerte, la cantina del produttore, ma in caso contrario, che si tratti di lotti provenienti da broker professionisti, ristoranti o cantine private, sarà nostra premura verificare in anticipo le condizioni delle bottiglie che proponiamo.

- INSIDER: Insider è la sezione editoriale de Il PostVino: impressioni e note di degustazione da viaggi ed eventi a cura di Fabio Cagnetti. Potrete leggere in anteprima la nostra verità sulle annate nelle più importanti regioni vinicole europee, le nostre impressioni e le nostre valutazioni. Questo a sottolineare che il PostVino non è mera proposta commerciale: è un impegno a divulgare la cultura e il vero gusto del vino in un’epoca in cui l’informazione indipendente è sempre più rara.

- NON SOLO VINO: Che si tratti di olio extravergine, birra, miele, formaggi o altri prodotti alimentari, di tanto in tanto troverete, sotto il titolo Non Solo Vino, proposte che riguardano altre eccellenze gastronomiche. Anche qui, l’approccio è orientato, se possibile ancora di più, verso la scoperta del vero artigiano, della produzione rara o in via di estinzione, del frutto di antichi rituali contadini.

Devo essere sincera, per me che mi trovo bene a comprare online, il fatto che ci sia una persona di mia conoscenza, in questo caso Fabio (che sa tutto di tutto sul vino), che mi seleziona chicche in campo enogastronomico da cui posso attingere, trovo sia molto comodo, perciò vi parlo volentieri di questa nuova lodevole attività.